“Taranto ha forza per resistere alla tempesta”

 

Lunga chiacchierata con l'assessore Fabrizio Manzulli, tra coronavirus, economia in crisi e una città che può guardare avanti con fiducia
pubblicato il 29 Novembre 2020, 11:09
10 mins

Una lunga e ampia chiacchierata con Fabrizio Manzulli, assessore comunale allo Sviluppo economico e Turismo. Il momento è difficile per tutti, e alle Istituzioni spesso viene chiesto di “far qualcosa”, di “intervenire”. Già, ma come, al netto di sostegni legislativi decisi dall’alto ma anche da iniziative locali? Ecco perchè ne abbiamo voluto parlare con Manzulli, che offre una visione d’insieme su come si sta muovendo e/o cerca di fare l’Amministrazione comunale, nonostante tutte le difficoltà che, purtroppo, l’emergenza sanitaria comporta.
Il periodo è davvero particolare, consumi – e quindi commercio – e turismo soprattutto sono penalizzati: quali possibilità per aiutare l’economia in generale e settori così importanti per la città?
«Il 2020 resterà un anno che difficilmente dimenticheremo. Segnerà per sempre il momento in cui il Coronavirus è entrato nella nostra città, nelle nostre aziende, nelle nostre vite. Ma il Covid 19 non rappresenta soltanto un nemico per la nostra salute, una minaccia per la nostra società, un problema per le nostre economie, il virus sta fungendo anche da elemento catalizzatore e acceleratore del cambiamento, rendendo immediati e manifesti fenomeni che fino a pochi mesi addietro si stavano soltanto profilando all’orizzonte. Tanto dal punto di vista sociale quanto sul piano economico, nulla sarà come prima: il Coronavirus ha di colpo tramutato il domani nell’oggi, il futuro nel presente. Siamo così tutti chiamati con urgenza ad uno sforzo di riflessione, di studio, di iniziativa, per costruire – nei suoi diversi aspetti – la realtà post Covid 19. Siamo tutti chiamati ad una sfida difficile ma in qualche modo entusiasmante, che richiede di contemperare dinamiche astrattamente contrastanti: da un lato, la necessità di trovare risposte valide a problemi gravi in tempi brevi; dall’altro lato, l’esigenza di individuare soluzioni davvero innovative e realmente divergenti dagli schemi del passato. Il periodo che stiamo attraversando deve anche portare con sé, e diffondere tra di noi, una maggiore consapevolezza delle straordinarie peculiarità e delle irripetibili potenzialità della città nella quale viviamo: se c’è una città che ha le forze, le caratteristiche ed i mezzi per resistere alla tempesta in corso ed uscirne più forte, facendo poi rotta verso un domani migliore, quella è Taranto. Il Coronavirus, dal punto di vista della conversione dei modelli economici, è un acceleratore del cambiamento, ci spinge e ci costringe in ogni ambito all’Innovazione, al superamento dei modelli esistenti.

L’assessore allo Sviluppo economico e Turismo Fabrizio Manzulli

E l’Innovazione della quale la nostra società ha urgente ed assoluto bisogno presenta caratteristiche peculiari, che la differenziano dai processi del passato, dagli schemi che ci erano abituali. L’Innovazione odierna che la nostra amministrazione sta rendendo fruibile alla collettività grazie al piano strategico Ecosistema Taranto per lo sviluppo ed il progresso dell’intera comunità, soprattutto attraverso il cambiamento dei modelli di consumo sul territorio legati alla riqualificazione del tessuto urbano ed un nuovo approccio verso il mercato turistico. L’Innovazione, poi, oggi non può che operare muovendosi nell’orizzonte della Sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sostenibilità ambientale, innanzitutto, per il rispetto e per la tutela del pianeta che ci ospita. Sostenibilità economica, poi, per un sistema capace di generare una crescita duratura di ricchezza e del lavoro. Sostenibilità sociale, infine, che consenta di porre rimedio alle disuguaglianze e favorisca lo sviluppo della collettività nel suo insieme. Sono tutti aspetti tra di essi connessi e interdipendenti. Questo programma è un piano d’azione per la gente, la città e la prosperità. Inoltre, vuole rafforzare la coesione tra i cittadini in un contesto di maggiore libertà. Siamo determinati a intraprendere le azioni coraggiose e trasformative che sono urgentemente necessarie per portare Taranto su un sentiero di sostenibilità e resilienza. Mentre ci imbarchiamo in questo viaggio collettivo, ci impegniamo a far sì che nessuno sia lasciato indietro. Obiettivi necessari, ambiziosi, che si possono raggiungere solo attraverso un modello di Economia Circolare, tale da fare perno su processi di condivisione, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo di prodotti e materiali il più a lungo possibile. Occorre ora una più ampia partecipazione da parte di cittadini, associazioni ed imprese alle opportunità offerte dai bandi europei, nazionali e regionali, risorse fondamentali che possono rappresentare un acceleratore del cambiamento in corso».
C’è un grande sforzo per rendere sempre più attrattiva la città: in questo senso dove e se vi sentiti frenati?
«Ci sentiamo continuamente stimolati e ispirati. Non frenati. L’importanza della riflessione sul tema della “città”, nei suoi rapporti con la cultura “umanistica”, è stato centrale nella definizione del piano strategico Ecosistema Taranto e nella ricerca di punti d’equilibrio fra modelli urbanistici, con riguardo all’uso del territorio ed al benessere dei suoi abitanti. Abitare significa progettare e trasformare i luoghi della vita. La città, dal suo atto di fondazione, risponde alle esigenze dei suoi abitanti, fisiche e al tempo stesso psicologiche, culturali, sociali, economiche, giuridiche e religiose. La forma urbana non va valutata dal punto di vista della pura occupazione fisica del suolo ma in quanto forma simbolica, fortemente determinata dalla civiltà di appartenenza che la ha espressa. La città non si accontenta di essere rappresentata ma chiede insistentemente di essere immaginata e cambiata. La città deve diventare adattiva. Un obiettivo importante per guardare negli occhi a queste sfide, senza scuse o paure che possano prendere il sopravvento, ma mettendoci di fronte alle scelte da assumere e anche alle opportunità che si potranno aprire di ripensare gli spazi urbani in cui viviamo e mettere anche mano a errori commessi di governo del territorio. In un contesto come quello della città di Taranto l’unica possibilità è stata quella di abbandonare teorie arroganti nei confronti del territorio e di guardare con curiosità i processi in corso e quelli che potrebbero avvenire, in modo da individuare le scelte di intervento più adatte per prepararsi a nuovi possibili scenari. Attenzione, non è un approccio esclusivamente precauzionale quello che vediamo nella città, che oggi già hanno messo la cultura dell’abitare al centro delle proprie politiche. La chiave progettuale con cui affrontare questi processi è quella dell’adattamento di ogni quartiere o edificio, lungomare o parco indispensabile ad aumentare la resilienza ai fenomeni estremi a cui siamo stati costretti nell’ultimo ventennio, rimediando agli errori di interventi realizzati nel passato».
Quali le iniziative più immediate per rendere comunque interessante il lungo Natale tarantino?
«Le festività Natalizie rappresentano un’opportunità commerciale e di promozione turistica. Già normalmente il tarantino è abituato a invitare tutti i forestieri a visitare la città, anche se quest’anno sarà più complicato, ma non potevamo far mancare quel calore e quei colori che noi Tarantini siamo abituati a vivere. Le luci Natalizie, la filo diffusione, le pastorali, le pettole sono elementi che contribuiscono a ridare il senso di identità alla città ed ai cittadini, quel valore aggiunto che stavamo pian piano perdendo e che invece ci deve rendere orgogliosi del nostro essere cittadini di Taranto. Per una cinquantina di giorni consecutivi gli addobbi luminosi ricorderanno, nel periodo delle festività di questo 2020 così drammaticamente difficile, che il cuore commerciale della nostra città è vivo e non vede l’ora di tornare ad animare la vita sociale delle comunità. La situazione, in tempo di pandemia, è in continua evoluzione e al momento le restrizioni riguardo a negozi e altre attività potrebbero essere soggette a ulteriori modifiche decise dal governo e quindi probabilmente si andrà incontro all’eventualità di una riapertura per alcune realtà».

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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