Insieme per Max, cane di quartiere

 

Una piccola storia testimonia che anche nei periodi più bui emergono, inaspettate, riserve di contagiosa umanità
pubblicato il 29 Novembre 2020, 08:00
5 mins

“Qui sono sepolti i resti di uno che possedeva Bellezza senza Vanità, Forza senza Insolenza, Coraggio senza Ferocia, e tutte le Virtù dell’uomo senza i suoi Vizi”. Le scrisse il poeta Lord Byron queste parole, per il suo amato terranova Boatswain. Parole che però, più che descrivere “tutti” i cani, sembrano perfette per descrivere il protagonista della good news di questa settimana: Max, un bellissimo meticcio promosso nel giro due giorni da “randagio” a “cane di quartiere”.

Max, molto popolare nel rione Borgo di Taranto, era finito in canile dopo una segnalazione arrivata all’Asl locale. Il cane, da otto anni abituato a vivere in strada, era stato prelevato da piazza della Vittoria, “catturato” dai dipendenti della Asl dopo la segnalazione di un’aggressione, e condotto nel canile cittadino.

Una notizia che si era sparsa per la città alla velocità della luce, con tanto di pagina Facebook intitolata “Max il Cane Di Taranto” e hashtag dedicato #maxlibero grazie ai social, facendo scattare una campagna virale con migliaia di post che chiedevano a gran voce la sua liberazione. Così, mentre si cominciava la ricerca di testimoni oculari dell’aggressione e altri avviavano una petizione su change.org, i centralini del canile andavano in tilt, letteralmente assaltati da persone che ne chiedevano la liberazione o l’adozione.

Nella mobilitazione, oltre a chi aveva lanciato la petizione c’era anche chi aveva pubblicato foto e video in sua compagnia mentre gioca e salta con i bimbi tra le acque della spiaggia di Lungomare o mentre dorme su una panca vicino al ponte Girevole o ritratto mentre è a passeggio in via D’Aquino. E hanno portato le loro testimonianze.

“Max è un cane di città. Max tutti lo conoscono. A Max basta una pietra per giocare. Max è amato da tutti. Max ama le coccole. Max è un cane libero… forse da oggi non più, ridate la libertà a Max. Il canile lo ucciderà”, ha scritto Raimondo Musolino, fotografo conosciuto per il suo impegno nel circolo “Il Castello”.

E ancora: “Max tutti i giorni viene a passare la giornata in spiaggia – ha raccontato Roberta Fiordiponti –, arriva tranquillo e gioca con chi vuole. Un volta mi sono stupita quando l’ho visto salire su, pensavo stesse andando via e invece doveva solo fare la pipì su un albero per poi tornare giù a giocare. Non sporca neanche la spiaggia. Ho tre cani, due femmine e un maschio, non li ha mai disturbati. Se gli sei simpatico ti porta la pietra con cui gioca accanto al piede e poi si allontana di un metro per consentirti di raccoglierla senza timore. È un cane molto equilibrato. È fiero e indipendente e molto più educato di tanti cittadini di Taranto, compresi i loro cani”.

Di fatto, la petizione nel giro di poche ore ha raggiunto quasi 10mila firme e così, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (che all’appello aveva risposto fin da subito postando la foto di una cerimonia solenne in piazza della Vittoria con le autorità cittadine e Max composto al loro fianco, ndr) ascoltando la volontà dei cittadini, ha firmato l’ordinanza con la quale autorizzava il ritorno per le strade della città di Max e si è recato personalmente al canile per liberarlo.

Ora è diventato un vero e proprio cane di quartiere con tanto di collare della città e custodi responsabili della sua cura e salute.

“Max, – si legge in uno dei post più veri a lui dedicati in questi giorni -, ci hai resi vicini in questo momento in cui l’essere distanti è una priorità. Taranto dice grazie a te per averci dato una speranza nel credere che alla fine #andràtuttobene.

Piace, perché testimonia che anche nei periodi più bui emergono, inaspettate, queste riserve di contagiosa umanità. E perché sconfessa un’altra frase celebre, quella di Antoine Bernheim secondo il quale “la riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all’uomo”. Questa volta, almeno per una volta, non è così. E la storia di Max, lo testimonia.

P.S. – Al canile, ci sono tanti altri Max, adottarne qualcuno potrebbe essere un bel gesto. Anche di coerenza.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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