Taranto, sulla via della crescita c’è il Casarano

 

Il tecnico rossoblù Laterza parla alla vigilia dell'importante trasferta
pubblicato il 28 Novembre 2020, 14:54
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Banco di prova probante per Il Taranto che, nel recupero della 6a giornata del campionato di serie D, domani alle 14.30, affronta in trasferta il Casarano, una delle compagini maggiormente accreditate per il salto di categoria. Definita una corazzata, un po’ come il Taranto lo scorso anno, la squadra salentina allenata dall’esperto Feola – ex recente del Cerignola – in fase di mercato non ha badato a spese allestendo un organico pieno di nomi illustri per la categoria, specie in un reparto avanzato che suscita invidia nei tifosi rossoblù che, al momento, visti gli infortuni di Corvino e Alfageme, devono accontentarsi dei soli Serafino e Stracqualursi.

Il Casarano, infatti, ha l’imbarazzo della scelta in attacco con  Sansone ( ex Bologna, Sampdoria e Torino) Rodriguez ( ex Reggiana e Cerignola) , Negro ( ex Casertana e Matera) e il buon Favetta ( sino allo scorso dicembre in forza al Taranto). A proposito di ex, la squadra salentina ne annovera altri tre, i difensori Benvenga (la scorsa stagione in riva allo jonio) e Bruno (rossoblù nella stagione 2005/2006), più il trequartista marocchino El Ouazni(a Taranto per alcuni mesi nel 2013).

Nelle prime cinque gare stagionali, il Casarano ha ottenuto tre vittorie, un pareggio e una sconfitta, giunta domenica scorsa nel derby contro il Nardò (2-0), per un totale di 10 punti, di cui sei sono arrivati tra le mura amiche, dove sinora non ha subìto alcun gol.

A presentare la gara nella consueta conferenza stampa di vigilia è stato il tecnico del Taranto che ha ridimensionato sul nascere la voglia di qualcuno di definire questa partita già decisiva.

Sarà un match molto importante nel nostro percorso di crescita, che può aumentare la nostra consapevolezza. Il Casarano è un’ottima squadra allenata da un tecnico molto preparato. Ha allestito un organico con tanti nomi importanti ed è considerata una delle favorite per la vittoria del torneo ma, l’esperienza insegna, che spesso con i soli nomi non si riesce ad arrivare al traguardo finale. E’ sempre il campo a dire la sua.

 

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