Consiglio Comunale, via libera alla foresta urbana

 

Approvato il progetto definitivo per la foresta nord al rione Tamburi, si può partire con gli espropri. Novità anche per gli alloggi in edilizia agevolata. Maggioranza sempre più spaccata.
pubblicato il 28 Novembre 2020, 19:45
6 mins

Torna a riunirsi (ancora al Teatro Fusco, per garantire il distanziamento) il Consiglio Comunale di Taranto, con all’ordine del giorno alcuni provvedimenti di particolare rilevanza per la città. Il più visibile è senza dubbio l’approvazione del progetto per la foresta urbana nord, che sorgerà al quartiere Tamburi.

Una seduta che, fra le altre cose, fa registrare nuovi scricchiolii in una maggioranza già apparsa non solidissima nel recente passato.

Spostamenti in Consiglio

La seduta si apre con le comunicazioni ufficiali della presidenza. La prima riguarda il consigliere Antonino Cannone, che annuncia le proprie dimissioni dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (che da poco aveva accolto l’arrivo di Floriana De Gennaro). A seguire, le dimissioni proprio di Floriana De Gennaro dal ruolo di vicepresidente della Commissione Affari Generali e quelle di Cisberto Zaccheo dalla presidenza della Commissione Servizi.

Polemica sulle variazioni di bilancio

La discussione vera e propria prende il via da due variazioni di bilancio. Si tratta di variazioni già disposte in urgenza dalla Giunta Comunale con propria deliberazione, che arrivano in Consiglio Comunale per la necessaria ratifica. Si tratta per lo più di fondi aggiuntivi richiesti dalle varie direzioni comunali per coprire spese impreviste. I capitoli di spesa interessati sono diversi, dalla pulizia dei mercati rionali al noleggio automezzi ad incarichi professionali. Contro le proposte di delibera si scaglia in particolare il consigliere Vietri (FdI), che le ritiene non adeguatamente motivate e in parte prive dei documenti istruttori, per cui non adeguatamente valutabili. La replica, secondo un copione di botta e risposta maggioranza-opposizione che si vede pressoché in ogni seduta, arriva dal consigliere Capriulo, che sostanzialmente accusa il collega di riproporre in Consiglio discussioni già esaurite nelle commissioni competenti. Tutte le variazioni sono, comunque, approvate senza difficoltà dalla maggioranza.

Nomine nelle commissioni e scricchiolii in maggioranza

Giunge, poi, il momento di definire alcuni ruoli di responsabilità nelle commissioni consiliari. Su proposta del gruppo del Partito Democratico vengono approvate le seguenti nomine: nuovo presidente della Commissione Servizi il consigliere Cosimo Festinante; nuovo presidente della Commissione Attività Produttive Cisberto Zaccheo; vicepresidente della stessa Commissione Attività Produttive Emidio Albani; vicepresidente della Commissione Affari Generali Federica Simili. Sul punto, però, si manifesta più di qualche problema per la maggioranza, con il consigliere Bitetti che chiede il rinvio di questa decisione, peraltro immediatamente dopo aver votato a favore dell’anticipazione di questo e altri punti, che originariamente si trovavano in coda all’ordine del giorno. Il fastidio da parte del resto della maggioranza è palese; il rinvio viene respinto e le proposte approvate, ma con l’astensione di Albani, Bitetti, Brisci, Mele e Cotugno. Tutti consiglieri di maggioranza già protagonisti della grave frattura di un mese fa, quando lasciarono l’aula al momento del voto su due proposte di delibera, scatenando le ire dei colleghi di coalizione (per approfondire leggi «Consiglio Comunale, la maggioranza si spacca ancora»).

Foresta urbana, via libera alla realizzazione

Lo scontro, questa volta, non deflagra come lo scorso ottobre, ma che le tensioni stiano lacerando profondamente la maggioranza è evidente allorquando si arriva a discutere quello che è probabilmente il più rilevante dei punti all’ordine del giorno: la foresta urbana al rione Tamburi. Si tratta di un progetto di cui abbiamo spesso parlato a proposito delle riunioni del Tavolo CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo). Essa è forse il più radicale e ambizioso fra i progetti di rigenerazione urbana che interessano il quartiere Tamburi. La foresta dovrà sorgere fra il quartiere e il cimitero, in una zona ricca di complicazioni urbanistiche e sociali. Con l’atto odierno il Consiglio Comunale ha rigettato le obiezioni presentate al progetto, approvandone la versione definitiva e soprattutto apponendo i vincoli preordinati all’esproprio dei suoli su cui la foresta dovrà sorgere.

Sul punto, dicevamo, si sono evidenziate una volta di più le frizioni interne alla maggioranza, con il solito Bitetti a sottolineare, in dichiarazione di voto, come la presenza in aula dei cinque consiglieri non allineati fosse condizione essenziale a garantire l’approvazione del punto. Una precisazione niente affatto gradita agli altri gruppi consiliari di maggioranza, ciascuno dei quali ha rivendicato come questo valga per tutte le componenti che sostengono la Giunta Melucci, e che per questo ciascuno dovrebbe ridimensionarsi nelle dichiarazioni.

Edilizia convenzionata, revisionato il regolamento

Altro importante punto discusso e approvato (per una volta, all’unanimità) è la revisione del regolamento per la rimozione dei vincoli al prezzo massimo di vendita per gli appartamenti cosiddetti di edilizia convenzionata-agevolata. Si tratta di condomini sorti fra gli anni ’80 e ’90 grazie alla concessione di suoli comunali. Questi immobili sono soggetti a specifiche discipline derivanti dalle convenzioni firmate all’epoca della costruzione. Negli ultimi anni, però, le procedure necessarie alla vendita degli appartamenti si sono fatte particolarmente complesse ed estremamente onerose, cosa che ha spinto il Consiglio a rivedere la normativa per rendere le procedure più accessibili, garantendo, inoltre, la possibilità di rateizzazione in dodici mesi delle somme dovute.

Il Consiglio si riunirà nuovamente in seconda seduta lunedì 30. All’ordine del giorno soprattutto debiti fuori bilancio.

 

Clicca qui per rivedere la seduta.

Condividi:
Share

Un Commento a: Consiglio Comunale, via libera alla foresta urbana

  1. Piero

    Novembre 29th, 2020

    Mah… se non si prevede sin dall’inizio vigilanza ferrea già sappiamo cosa diventerà l’area dopo un anno ( o forse meno)

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)