Massafra, riconoscimento del debito fuori bilancio Comune-Cisa spa

 

Lungo e articolato intervento dell'ex sindaco Giuseppe Cofano sull'intera vicenda
pubblicato il 25 Novembre 2020, 10:12
13 mins

Lungo e articolato intervento dell’ex sindaco di Massafra Giuseppe Cofano in merito alla decisione del Consiglio Comunale il quale, nei giorni scorsi, ha riconosciuto all’unanimità il debito fuori bilancio Cisa scaturito dalla sentenza della Corte d’Appello.

Bene ha fatto l’Amministrazione a riconoscere il debito e pagare, in tal modo se dovesse esserci l’appello presso la Corte di Cassazione, con il pagamento è stata bloccata la maturazione di altri interessi legali sulla somma dovuta. Il Comune di Massafra si è riservato di impugnare la sentenza ,infatti, in delibera è scritto che: “il riconoscimento è fatto salvo e impregiudicato il diritto di impugnare la sentenza stessa. Ciò che non ho condiviso è stata la mancata discussione e conoscenza sul punto all’ordine del giorno da parte dei componenti del Consiglio Comunale. La città sta pagando 8.814.669,14 di euro ed in Consiglio Comunale dopo la lettura della deliberazione non c’è stato nessuno intervento!!!!. Nella delibera è scritto che : “il riconoscimento avviene fatta salva la verifica delle eventuali responsabilità e fatte salve le azioni di rivalsa.” Chi accerterà le eventuali responsabilità se in occasione della discussione in Consiglio Comunale non c’è stato nessuno che ha preso la parola ed ha dimostrato di conoscere gli atti amministrativi che hanno determinato questo danno? I fatti:
In data 26.07.2012, a conclusione del procedimento arbitrale insorto tra il Comune di Massafra e la C.I.S.A., il Collegio arbitrale emetteva la sua decisione, con la quale riconosceva a favore della CISA il pagamento di un importo di € 12.271.128,43 più interessi. Durante l’arbitrato la Cisa ha inoltrato in data 7.6.2011 al Collegio Arbitrale nuove richieste di credito.
Da un debito iniziale di 3.691.000,00 euro dovuto per tre decreti ingiuntivi( Primo decreto ingiuntivo euro 2.326.000,00; secondo decreto euro 137.000,00: terzo decreto euro 1228.000,00), dopo il primo grado il debito passava a causa delle nuove richieste della Cisa a 12.271.128,43 euro.
Con la sentenza di primo grado il Collegio arbitrale ha stabilito che è dovuta dal Comune di Massafra la cifra di 12.271,128,43 somma di:
a) 5.354.846,09 euro per il mancato pagamento del costo dello smaltimento dei rifiuti del Comune di Massafra dall’01.01.2001 al gennaio 2007;
b) 6.159.707,57 di euro dovuti (per la restituzione della tariffa riscossa dai Comuni per il conferimento dei rifiuti nel periodo 1997-2002);
c) il pagamento di 256.237,73 euro (per costo di post-gestione per conferimenti del Comune di Massafra per periodo 2001-2002);
d) il pagamento di 500.337,04 euro (per il costo di ammortamento delle spese di ampliamento discarica).
Il riconoscimento fuori bilancio del debito Cisa è l’occasione per conoscere i fatti amministrativi accaduti negli anni. Senza la su detta conoscenza difficilmente si potrà comprendere ciò che realmente è accaduto nel tempo e capire se le somme da pagare alla CISA, ad eccezione del costo di conferimento ottobre 2003- gennaio 2007, siano dovute.
E’ noto che la discarica comunale a Massafra fu costruita agli inizi del 1990 con un finanziamento di 2.999.986.000 di vecchie lire da parte dello Stato. Tra i motivi che giustificavano il su detto finanziamento vi era l’obbligo per il Comune di Massafra di trasferire nella costruenda discarica controllata i rifiuti che il Comune di Massafra aveva smaltito negli anni 1988-1993 illegittimamente in una cava (discarica abusiva).
La costruzione della discarica comunale a seguito di bando fu aggiudicata alla CISA. Successivamente fu affidata alla su detta società la gestione della stessa che entrò in funzione alla fine del 1993 e da subito, poiché vi era l’emergenza rifiuti divenne la discarica presso la quale furono conferiti non solo i rifiuti del Comune di Massafra, ma anche dei Comuni della provincia di Taranto e di Bari per una quantità di oltre 1000 tonnellate al giorno.
A dicembre del 1994 fui eletto Sindaco della città e una volta insediatomi (il 23.12.1994), resomi conto che la discarica che doveva essere utilizzata a) per il trasferimento dei rifiuti smaltiti nella cava non autorizzata e b) per otto anni per lo smaltimento dei rifiuti del Comune di Massafra, (in appena un anno di utilizzo era stata riempita per oltre la metà della sua volumetria), decisi in data 31.12.1994 di emettere una ordinanza n.26191 di prot. con la quale disponevo la chiusura della discarica, consentendo lo smaltimento dei rifiuti solo del Comune di Massafra. I Comuni che fino a quel momento avevano conferito i rifiuti nella discarica di Massafra, dal primo gennaio 1995 furono costretti a conferire i propri rifiuti presso la discarica privata di Castellaneta.
Nel 1996, poiché la volumetria della discarica di Castellaneta cominciava ad esaurirsi, il Presidente della Regione con propria ordinanza chiese di far conferire, solo per un breve periodo, nella discarica comunale di Massafra i rifiuti di alcuni Comuni che erano in grosse difficoltà igieniche e sanitarie. La Giunta comunale di Massafra con delibera n.1023 del 16 agosto 1996, prima di autorizzare il conferimento dei rifiuti ai Comuni indicati nell’ordinanza del Presidente della Regione Puglia, deliberò che gli stessi avrebbero dovuto pagare, per poter conferire i propri rifiuti nella discarica del Comune di Massafra, una tariffa pari a lire 89,67 per kg.
Nella su detta tariffa era previsto il costo di gestione di lire 24 a favore della CISA, unica voce della tariffa di competenza a favore del gestore, mentre la differenza la CISA, dopo averla incassata, l’avrebbe dovuta versare al Comune (delibera di Giunta n.1135/1996).
Nei primi mesi del 1997 con l’esaurimento della discarica di Castellaneta, il Prefetto di Taranto dott. Alfonso Noce chiese di riaprire la discarica comunale al conferimento dei rifiuti dei soli Comuni della Provincia di Taranto, a causa delle gravi condizioni igieniche ed ambientali. Vi fu una conferenza dei Sindaci in Prefettura alla quale partecipò anche l’amministratore unico della Cisa, con il quale concordammo che il sottoscritto avrebbe autorizzato il conferimento dei rifiuti della provincia di Taranto a patto che il limite massimo del conferimento dei rifiuti giornaliero non fosse superiore a 300 tonnellate e che il conferimento in discarica dei rifiuti del Comune di Massafra fosse gratuito. Quanto deciso in seno alla conferenza di servizio fu riportato nella nota del 13/02/1997 notificata alla Cisa e firmata per accettazione dall’amministratore unico della CISA rag. Albanese Antonio in data 15/02/97 avente come oggetto: Smaltimento di rifiuti di ambito provinciale con la quale si stabiliva che l’autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti dei Comuni della provincia di Taranto avrebbe comportato a favore del Comune di Massafra:
a) “La rifusione della quota parte di corrispettivo come stabilito già per l’anno 1996 con delibera G.M. n.1023 del 16.8.1996, G.M. n. 1135 del 16.9.1996 e G.M. n. 1259 del 15.10.1996, le quali vengono qui richiamate per farne parte integrale e sostanziale”;
b) Lo smaltimento gratuito dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati conferiti dal Comune di Massafra;
c) Nel caso in cui la Cisa non avesse rispettato quanto contenuto nella nota sottoscritta e nelle delibere conseguenziali, avrei nuovamente chiuso la discarica.
Alla su detta nota seguirono ogni anno l’adozione da parte della Giunta delle delibere n.460/97, n.1028/98 e n. 501/2000 per ribadire l’accordo contenuto nella nota del 13.02.1997.
La delibera di Giunta n. 501/2000, inoltre, evidenziava:
“di stabilire, altresì, che lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati del Comune di Massafra deve essere effettuata gratuitamente fino all’esaurimento della discarica e che , per questo la ditta CISA spa non potrà mai nulla pretendere da questo Ente, così come non dovrà pretendere nulla per il periodo retroattivo 1999/2000”.
Il mancato pagamento dello smaltimento dei rifiuti comportò un risparmio di oltre un miliardo di lire che fu usato negli anni 97-98-99 e 2000 per ridurre la tassa rifiuti . Il lodo arbitrale aveva come oggetto esclusivo il pagamento dei tre decreti ingiuntivi riguardanti il mancato pagamento delle fatture emesse per lo smaltimento dei rifiuti del Comune di Massafra dopo l’apertura della nuova discarica (ottobre 2003). Fatture che riguardavano il periodo ottobre 2003-gennaio 2007 che andavano certamente pagate, ma l’Amministrazione Tamburrano si è sempre rifiutata di farlo, pur sapendo che non vi erano atti che esentavano il Comune di Massafra dal pagamento.
Dopo la notifica della sentenza con la quale il Comune veniva condannato al pagamento, ho scritto alla Corte dei Conti, presentato interrogazioni, comunicati stampa perché ritenevo importante che la città conoscesse il contenuto della sentenza ed i motivi che l’avevano determinata.
Evidenziai che molte somme riconosciute alla Cisa con la sentenza non erano dovute perché mai richieste, mai fatturate e, inoltre, prescritte.
Il 10.07.2020 con la sentenza della Corte d’Appello di Roma sezione quarta, è stato ridotto il debito del Comune di Massafra da euro 12.271.128,43 a 7.778.668,47 euro.
Nella sentenza si legge:
a) E’ rimasto invariato rispetto alla sentenza di primo grado il costo per lo smaltimento rifiuti effettuato dalla Cisa dal 01/2001 al 01/2007. La cifra è pari a euro 5.354.846,09;
b) E’ stata ridotta la quota per il conferimento da altri comuni per il periodo 1997-2002 stabilito con la sentenza di primo grado da euro 6.159707.57. a euro 1.942.422,07. La differenza non è dovuta in quanto prescritta in data 07.06.2001;
c) E’ stata ridotta la quota post-gestione riscossa per il conferimento dei rifiuti dello stesso Comune 2001-2002 da euro 256.237,73 a euro 219.524,19. La differenza non è dovuta in quanto prescritta in data 07.06.2001;
d) E’ stata ridotta la quota delle spese di ammortamento dell’ampliamento da euro 500.337,04 a euro 261.876,12. La differenza non è dovuta in quanto prescritta in data 07.06.2001.
Con la stessa sentenza è stato riconosciuto a favore del Comune di Massafra un credito per ristoro ambientale 1994-2004 pari a euro 839.331,96 e per ristoro ambientale 2004-2007 pari a euro 36.219,87 per un credito totale di euro 875.551,83.
Pertanto, il debito il Comune di Massafra è euro 7.778.668,47 più gli interessi legali maturati.
La sentenza di secondo grado ha stabilito che nulla è dovuto per il periodo dal 1996 al 8.6.2001″.

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