De Sanda Caterìne, ‘a nève sobbr’a le spine: la tradizionale ricorrenza del 25 novembre

 

pubblicato il 25 Novembre 2020, 18:13
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Vogliamo ricordare una festa del periodo natalizio che a Taranto era particolarmente sentita, quella di Santa Caterina d’Alessandria, che cade oggi, 25 novembre. Alla ricorrenza sono legati due proverbi: “De Sanda Caterìne, ‘a nève sobbr’a le spine “(cioè il freddo in questa giornata è di solito particolarmente intenso, così che non è poi così improbabile trovare le piante ricoperte dalla prima neve) e “Come Catarinèje, accussì Barbarèje; e come Barbarèje, accussì Natalèje” (si dice che le condizioni meteorologiche del giorno di Santa Caterina d’Alessandria si ripeterebbero tali e quali nella ricorrenza di Santa Barbara, 4 dicembre, e anche nel giorno di Natale). Alla santa è intitolata la chiesa, risalente al XVII secolo, in via Duomo, nei pressi della basilica cattedrale; nella seconda metà del 1600, come risulta dai verbali della visita di mons. Tommaso Sarria, questa era già in attività. Il tempio si presenta in stile barocco, con decorazioni a stucco; vi sono presenti cinque altari: quattro laterali e uno centrale sul quale insiste un maestoso “capo altare” in legno intagliato, con l’artistica nicchia (fra due gruppi di colonne) che conserva la statua in pietra della Titolare.
La chiesa attualmente è chiusa perchè abbisognevole di restauri ed è intenzione dell’arcivescovo farvi eseguire al più presto i lavori necessari per la riapertura.
Da qui usciva la processione con la bella statua della santa, ritratta mentre regge con la mano destra la palma del martirio mentre la sinistra poggia sulla ruota dentata, lo strumento di tortura che le causò la morte. La organizzava la confraternita di San Cataldo in Santa Caterina in abito di rito (caratteristica la mozzetta di colore rosso) con la partecipazione della banda musicale che eseguiva le pastorali e alcuni zampognari. Proprio al passaggio della processione era tradizione friggere le pettole.
Con la chiusura della chiesa, la processione uscì per qualche anno da San Domenico, percorrendo un breve itinerario, e poi fu abolita.

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