Porta Napoli, al via concorso per la riqualificazione

 

Un concorso in due fasi a tappe serrate per ridisegnare il futuro del quartiere. Entro la fine di maggio l’assegnazione del progetto definitivo
pubblicato il 24 Novembre 2020, 18:56
6 mins

Vera e propria porta di accesso per chiunque arrivi dalla ferrovia, dall’autostrada, dal porto o sui bus di linea, il quartiere di Porta Napoli non è esattamente il migliore biglietto da visita per la città dei due mari. Caotico, disorganico, per ampi tratti in stato di abbandono, il rione della ferrovia e della piccola cantieristica è da decenni (assieme, ahinoi, alla città vecchia) una sorta di buco nero fra il quartiere Tamburi e il resto della città.

Il Comune di Taranto ha annunciato l’impegnativo programma di sviluppare le enormi potenzialità di quest’area. Lo strumento scelto (come spiegato in conferenza stampa dall’assessore Occhinegro assieme ai rappresentanti degli ordini professionali coinvolti) è quello del concorso di progettazione.

Al vincitore affidata la progettazione definitiva

La differenza rispetto ai concorsi di idee già visti in passato, spiega e rivendica l’assessore Occhinegro, è sostanziale. Se in passato, infatti, ai vincitori dei concorsi di idee era garantito semplicemente un premio in denaro, la posta in palio questa volta sarà decisamente più alta: l’aggiudicazione del lavoro finale.

Il concorso procederà attraverso due fasi. La prima (a cui potranno partecipare tutti i professionisti del settore, senza preselezioni né inviti) servirà a selezionare i cinque progetti più validi. Fra questi sarà scelto il vincitore, cui sarà corrisposto un premio in denaro di € 25.000 sotto forma di anticipo sul compenso per il lavoro di progettazione definitivo.

L’intera procedura iniziale, come spiegato in conferenza stampa, si svolgerà su una piattaforma informatica che dovrà assicurare l’anonimato dei concorrenti, a garanzia di un giudizio imparziale. L’idea, rivendicata anche dai rappresentanti degli ordini professionali, è quella di garantire anche a giovani architetti e ingegneri di talento di cogliere l’occasione di questo concorso per farsi strada.

Si parte da un foglio bianco

Ai concorrenti sarà richiesto, per i loro lavori, di partire da un foglio bianco per quanto riguarda gli strumenti urbanistici, ignorando, quindi, il Piano Regolatore attualmente in vigore, che limita fortemente le potenzialità d’uso dell’area. In questo senso, i risultati del concorso serviranno anche ad indicare al Comune le opportune varianti urbanistiche da adottare, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale.

Un polo per il trasporto intermodale

L’area di Porta Napoli rappresenta una sfida anche in quanto, in pochissime centinaia di metri quadrati, vede la presenza di pressoché tutti i principali sistemi di trasporto: la ferrovia, la superstrada, il porto marittimo (con il terminal passeggeri in corso di realizzazione). A questo si aggiungano le idrovie, con il capolinea di Piazzale Democrate, e il terminal per gli autobus di linea, locali, nazionali e internazionali. E a proposito del terminal, è confermata la decisione di spostarlo dalla sua collocazione attuale. Il nuovo terminal, assieme al parcheggio di interscambio e al capolinea della linea BRT (Bus Rapid Transit), sorgerà alle spalle della stazione ferroviaria e sarà collegato al piazzale della stazione, secondo un progetto già in discussione con Ferrovie dello Stato, tramite un sottopassaggio.

Come concretizzare i progetti?

Ovviamente tutti questi progetti avranno necessità di fondi per diventare concreti. In previsione del concorso, il Comune ha già candidato la riqualificazione di Porta Napoli al “Bando accessibilità” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per un importo richiesto di 10 milioni di euro (ne avevamo parlato qui). A questi, come spiegatoci dall’assessore Occhinegro, non è affatto da escludere che possano aggiungersi fondi CIS. Il Comune, infatti, potrebbe presentare il progetto al tavolo istituzionale permanente per Taranto, incardinando anche questo progetto nella cabina di regia che già governa, sotto l’egida di Palazzo Chigi, il processo di riconversione della città e dell’intero territorio tarantino.

No allo scetticismo

Chi ha avuto la bontà di non fermarsi al titolo dell’articolo e di giungere sino alla fine probabilmente non ha bisogno di questo avvertimento, ma sentiamo comunque opportuno farlo. Non è il tempo dello scetticismo. Non ora, non qui. Neanche quello della fiducia cieca e incondizionata, sia chiaro, ma rispondere ad ogni progetto di cambiamento con i consueti “Sicuramente”, “Fra cent’anni”, “E chi ci crede?” non ci porterà da nessuna parte, soprattutto perché non fa altro che rifornire d’acqua la palude in cui la città si trova ormai da troppi anni. Al contrario, il proliferare di tentativi (quanto validi lo giudicherà il tempo) di avviare un processo di rinascita deve motivarci ulteriormente a tenerci informati, a seguire passo passo le vicende della città, anche a pretendere quanto ci viene promesso. Ma per pretendere è necessario sapere. Noi, come sempre, proveremo ad aiutarvi in questo.


Rivedi la conferenza stampa di presentazione

 

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