«Taranto, magnogreca e moderna»

 

Pubblichiamo l'intervento dell'arch.Augusto Ressa, già esponente della giunta Melucci
pubblicato il 22 Novembre 2020, 11:25
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La recente riapertura della Biblioteca Comunale Acclavio e l’avvio dei lavori di ripristino delle vasche antistanti la Concattedrale Gran Madre di Dio, offrono lo spunto per guardare a Taranto sotto una diversa prospettiva, che è quella dell’architettura moderna. Ai celebrati trascorsi magnogreci, si aggiunge dunque nella millenaria storia culturale della città, la fase moderna, segnata nel secolo scorso da importanti opere di architettura e di urbanistica che meritano di essere osservate con la rinnovata attenzione. Manca infatti alla Taranto contemporanea la consapevolezza di essere custode di realizzazioni a firma di importanti protagonisti della scena internazionale nei richiamati settori, che hanno contribuito in maniera significativa alla qualificazione della sua immagine urbana. Non è un caso se nel corso della riapertura della Biblioteca Acclavio non si sia fatto alcun riferimento all’architetto Luigi Piccinato (Legnago 1899 – Roma, 1983), progettista, oltre che della biblioteca, dell’intero centro direzionale Beni Stabili. Eppure negli anni ’70 le riviste di architettura, prima fra tutte “L’Architettura, cronache e storia” diretta da Bruno Zevi, titolavano: “L’Urbanistica rinasce a Taranto”, riferendosi proprio al progetto di Piccinato. Figura di spicco nel panorama nazionale ed internazionale, Piccinato fu insignito, fra l’altro, dall’Accademia dei Lincei del Premio Internazionale Feltrinelli per l’Architettura nel 1983. Il centro Direzionale ideato per Taranto, con la collaborazione dell’architetto Vera Consoli, ispirato a La Defense di Parigi, costituì per quegli anni (1972 – 1977) un esempio innovativo di urbanistica ed architettura, con impiego di tecnologie e materiali d’avanguardia, consentendo di realizzare l’edificio più alto della città con i suoi 85 metri, e una vasta piazza pedonale che sovrasta il sottopasso veicolare. Tuttavia la città non era pronta ad assimilare un progetto così evoluto, e forse solo oggi i tempi sono maturi per una adeguata valorizzazione ed integrazione di quest’opera nel tessuto urbano. Un segnale significativo in tal senso, è costituito dal rifacimento nel 2020 della copertura in alluminio della biblioteca, a cura del Comune di Taranto, che rappresenta un esempio di restauro del “moderno”, a mio avviso di rilevante interesse, non adeguatamente pubblicizzato.
Sullo stesso asse che accoglie l’opera di Piccinato, quale scenografica chiusura della via Dante si erge la Concattedrale, celebrata opera dell’architetto Giò Ponti (Milano, 1891 – 1979) figura aclettica di intellettuale , architetto, designer, editore fondatore della rivista Domus. L’opera (1970), che rappresenta una vela che si specchia nell’acqua delle tre vasche antistanti, è stata negli ultimi anni oggetto di mostre internazionali, quali le retrospettiva su Giò Ponti al Musèe des Art Decoratifs di Parigi (1918), e al Maxxi di Roma (2019). Altro intervento di rilevante qualità architettonica è costituito dal complesso residenziale per i dipendenti Italsider nel quartiere Paolo VI, a firma dello studio Nizzoli e associati. Il famoso studio milanese realizza a Taranto, fra il 1967 e il 1971, un progetto di edilizia popolare dal rigore razionalista con impiego di telai in acciaio a vista e cortine in mattoni, che sfida i tempi, esemplare nell’inserimento paesaggistico, attraverso l’adeguamento delle costruzioni all’andamento naturale del terreno, l’orientamento e la distribuzione dei volumi tale da valorizzare la panoramicità del sito verso il Mar Piccolo, la significativa presenza del verde e del colore. Va annoverato, in questa breve e non esaustiva rassegna, il Ponte Punta Penna Pizzone, dedicato nel 2008 ad Aldo Moro, opera di ingegneria di straordinaria rilevanza sotto il profilo urbanistico, paesaggistico e tecnologico. Realizzato su progetto dell’ing. Giorgio Belloni nel 1977, il Ponte si sviluppa con andamento sinuoso sul Mar Piccolo per oltre m. 1.900 con un’altezza massima di m.45 ed è fra i più lunghi d’Europa.

 

arch.Augusto Ressa

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