Benny e Jannik. Cioè… fenomeni!

 

Impegno, fatica, vittorie. Jannik Sinner e Benedetta “Benny” Pilato sono entrambi nati per vincere, per eccellere
pubblicato il 22 Novembre 2020, 08:00
11 mins

Trentaquattro anni in due. Negli sport che praticano, il tennis e il nuoto, hanno battuto record su record. Uno è nato a Bolzano, praticamente sulla neve e ha diciannove anni, l’altra è nata a Taranto, a quattro passi dal mare e ha quindici anni. Jannik Sinner e Benedetta “Benny” Pilato sono entrambi nati per vincere, per eccellere.

Eppure, i loro genitori, ci avevano provato a fargli fare altro. Prima di indossare gli occhialini da nuotatrice, infatti, Benedetta era stata indirizzata verso la danza classica. Un’avventura durata due lezioni. E aveva partecipato ad una partita di pallamano “per fare numero”, al Trofeo delle Regioni, con scarsi risultati, “quasi facevo la boa, ero negata, sapevo solo nuotare”. Già.

Perché “in vasca” è tutto un altro discorso. Il 1º dicembre 2018, a soli tredici anni, conquista con un tempo di 30″32 la medaglia d’argento sui 50 rana ai campionati italiani open di Riccione in vasca corta. E’ l’inizio, quasi casuale. “I miei genitori non volevano che facessi attività agonistica – racconterà dopo in un’intervista – D’Onghia (Vito, il suo allenatore) chiese a mamma una mia foto: Signora, si tratta di fare solo una gara, una gara e basta; mi serve per il tesseramento. E da allora non mi sono più fermata”.

Infatti, circa un anno dopo, nel 2019, alla sua prima presenza in nazionale ai Campionati europei giovanili di nuoto a Kazan, vince la medaglia d’oro nei 50 rana, stabilendo il record dei campionati con 30″16. E non si ferma più. Due giorni dopo conquista anche la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 mista femminile. Sempre a Kazan stabilisce il nuovo record italiano (categoria ragazzi) nei 100 rana con il tempo di 1’08″21, record battuto poco dopo ai campionati mondiali giovanili di Budapest. Ed è ovvio che non è più un gioco.

Benedetta diventa la “Benny” nazionale, ma promette: “Non ho fatto ancora niente. Posso andare molto oltre. Certo, quando penso alle bambole Barbie, alla videocassetta di Cappuccetto Rosso, mi sembrano ancora tanto vicine”. Ma forse voleva dire, tanto lontane.

E infatti, si spinge ancora un po’ oltre e mantiene la promessa di andare oltre. All’esordio nella nazionale maggiore, ai campionati mondiali di nuoto 2019 di Gwangju, in Corea del Sud, entra nella finale dei 50 rana con il terzo miglior tempo, dopo aver stabilito il nuovo record italiano con la vittoria nella batteria con 29″98, battendo il suo precedente record stabilito al Trofeo Settecolli (30″13). Il giorno seguente, nella gara veloce nella specialità “rana”, si piazza sul secondo gradino del podio arrivando alle spalle della statunitense Lilly King. Gigantesca, anche perché ha ancora 14 anni.

Dopo quel piazzamento, siamo ancora nel 2019, si tessera per il Circolo Canottieri Aniene, ma continua ad allenarsi a Taranto, dove abita e studia. A novembre dello stesso anno, in due giorni ritocca i propri primati personali in vasca corta al Trofeo Nico Sapio di Genova: l’8 novembre stabilisce il nuovo record italiano dei 50 metri in 29″41 e il giorno dopo scende a 1’05″40 sui 100 metri. Stanchezza o appagamento non sembrano sfiorarla. Il capolavoro è dietro l’angolo.

Perché il 4 dicembre 2019 vince la sua prima gara a livello assoluto. Lo fa a Glasgow, ai Campionati Europei. In vasca corta vince la medaglia d’oro nei 50 metri rana con il tempo stratosferico di 29″32, nuovo record italiano e record mondiale giovanile.

Lei, nelle interviste continua a minimizzare, sorride e dice: “Voglio solo andare veloce”. E lo fa. Ancora. Il 16 ottobre 2020, alla Duna Aréna di Budapest all’International Swimming League, grazie al tempo di 28″97 realizza il nuovo record italiano assoluto nei 50 metri rana in vasca corta, migliorando il (suo) primato precedente. Fino ad arrivare al 14 novembre 2020, circa una settimana fa, durante le semifinali dell’International Swimming League di Budapest, quando migliora ulteriormente la prestazione facendo scendere il tempo del primato nazionale dei 50 rana in vasca corta a 28″86. Una magnifica giornata che finisce il giorno successivo, quando stabilisce anche il nuovo primato nazionale nei 100 metri vasca corta fissando il tempo di 1’03″55.
Il nuoto italiano, se ancora ci fosse bisogno, ha la conferma che un’altra stella continua a brillare nel suo mai troppo affollato firmamento.
Cosa dimostrata anche mentre si scrive, nella prima giornata delle finali della International Swimming League, in svolgimento alla Duna Arena di Budapest, Benny ha abbassato ulteriormente il record italiano nei 50 rana in 28”81, eguagliando anche il record europeo in vasca corta siglato da Rute Meilutyte il 3 dicembre di sei anni fa.
Niente male per chi continua a ripetere nelle interviste di non essere neppure sfiorata dall’idea di arricchirsi con nuoto e che solo un anno fa diceva: “Non andrò avanti molti anni. Troppo duro, il mio hobby!”, quasi vantandosi di aver firmato solo 4 autografi. Perché del tutto evidente, va detto, è il fatto che non si sia montata la testa. “Sono una ragazza solare, non ho mai tempo per i social, io nuoto e studio”.

Stesse caratteristiche che la accomunano all’altro “mostro”, “predestinato”, “fenomeno”, “la più grande promessa” del tennis italiano, Jannik Sinner. E se non fosse per il fatto che a differenza di Benny, Jannik ha firmato più contratti che autografi (Nike, Parmigiano Reggiano, Rolex, Lavazza, Alfa Romeo e Technogym) e ha sfondato il tetto del milione di dollari di incassi nei vari tornei, i due, qualcosa in comune ce l’hanno eccome, oltre una data, il 14 novembre 2020, giorno della consacrazione per entrambi.

A cominciare dagli esordi “alternativi”. Jannik infatti, prima di imbracciare la racchetta, dimostra le sue doti sportive nello sci, tanto da diventare campione italiano juniores in slalom gigante nel 2008. “Le gare che durano pochi minuti non mi sono mai piaciute” spiegherà in seguito.
E così quando si appassiona al tennis, cambia tutto. E la scelta si rivela azzeccata. Siamo nel 2013.
Dopo aver conseguito buoni risultati a livello juniores, nel 2015 muove i primi passi nei vari tornei Challenger vincendo il suo primo incontro nel 2016 durante il Future Croatia F4.
La vera svolta, dopo la crescita al Piatti Tennis Center di Bordighera e nei vari tornei Junior Itf, arriva nel 2017, quando decide di passare al mondo del professionismo con largo anticipo rispetto ai suoi coetanei. Una sua scelta per confrontarsi al più presto “con un livello più alto”. E anche questa si rivela giusta.
Nel 2018 arriva un risultato importante. La prima finale Futures a Santa Cristina Val Gardena e prima partita vinta a Ortisei in un main draw Challenger. Il ragazzo è cresciuto. A inizio 2019 il boom: semifinale nel torneo di Aktobe e il successo nel Challenger di Bergamo.

L’altoatesino gracile e acerbo continua a far parlare di sé. Arriva un nuovo record, questa volta agli Internazionali di Roma dove non solo ha la sorte di partecipare a un master 1000, ma riesce a anche passare anche il primo turno con una clamorosa rimonta ai danni dell’americano Steve Jonhson. Ed è ancora record. Perché è l’italiano più giovane di sempre a vincere un match in un torneo del genere.

Il 14 novembre 2020, mentre Benny demolisce un altro record a Budapest, l’ultimo capolavoro. Jannik Sinner vince il suo primo torneo Atp piazzandosi 38° nel ranking ATP. Nella finale del Sofia Open batte il canadese Vasek Pospisil 6-4, 3-6, 7-6 ed è il primo della classe 2001 a vincere una finale Atp. A 19 anni e 89 giorni è l’italiano più giovane che sia mai arrivato a giocarsi il titolo nel circuito maggiore.

Un predestinato, della cui vita privata si sa poco o niente e poco altro si può scoprire, per esempio dai social, guardando il suo profilo Instagram che non usa spesso. Un fenomeno, che sembra avviato verso una carriera stratosferica. Che vedremo, se riuscirà a diventare icona senza trasformarsi in marchio.
Le caratteristiche tecniche, scrivono gli specialisti del settore, sembrano esserci tutte: un dritto e un rovescio fuori dal comune e un servizio potente e vario. Diversi osservatori lo paragonano a Bjon Borg. Roger Federer, il numero 4 al mondo, ma pur sempre un Dio del tennis lo ha chiamato due volte in allenamento. Il numero uno invece, Toni Nadal, ha detto senza mezzi termini: “Sinner è uno dei tre tennisti candidati a diventare il numero uno”.

I fenomeni non si spiegano, si raccontano, come le favole. Sono come le stelle, che nemmeno si toccano. Si ammirano e basta.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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