“Ambiente, lavoro e salute: siamo tutti coinvolti”

 

Il commento dalla Città Vecchia dopo le assoluzioni del processo 'Officine bis' riguardanti la resistenza allo sgombero del 2014
pubblicato il 20 Novembre 2020, 21:12
4 mins

Il 16 novembre 2020 si è svolta l’ultima udienza del processo ‘Officine bis’. Il processo ha visto imputate 37 persone a vario titolo, “colpevoli di aver difeso le ‘officine tarantine’ dallo sgombero coatto tentato dalla questura di Taranto, su ordine dell’allora vicesindaco Lonoce. Il processo per vari difetti di notifica era stato scorporato in due procedimenti. Il primo procedimento ha portato all’assoluzione piena per tutti e tutte gli imputati del processo. Sulla base di tale assoluzione la seconda tranche di imputati è stata assolta il 16 novembre dopo essersi avvalsi del rito abbreviato. Attualmente solo un imputato è ancora sotto processo non essendosi avvalso del rito abbreviato e la prossima udienza, di quello che diventerà ‘officine ter’ si svolgerà il primo febbraio 2021″. E’ questo l’incipit di un intervento de “le compagne ed i compagni della segreteria legale della Città Vecchia di Taranto“.

“Ancora una volta la macchina accusatoria si è rivelata spropositata e criminalizzante, ancora una volta chi alza la testa per pretendere un presente e un futuro differente e rivendica il diritto di vivere dignitosamente nella città che ama, viene trattato come criminale da un apparato repressivo dello Stato sempre più cieco e intransigente verso chi rivendica, a giusta ragione, spazi di libertà” si legge nella nota.

“Riteniamo doveroso ringraziare l’avvocato Marcello Petrelli e Michele Battista del foro di Lecce, che hanno difeso egregiamente vari imputati in svariati processi che hanno portato sempre all’assoluzione degli imputati grazie a linee difensive oculate e mirate alla rivendicazione della giustezza di trovarsi in piazza in quei momenti e sull’assenza di prove per i reati ascritti che, come sempre, si sono rivelati pretestuosi” prosegue il comunicato. “Lo studio Petrelli e in particolare Michele Battista ci hanno seguiti nei processi per i blocchi davanti all’italcave del 2010 (assoluzione per tutt* nel 2016), per le manifestazioni in sostegno del movimento NoTav nel 2012 (prescritto nel 2017), per l’occupazione delle case in via Garibaldi del 2013 (conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati il 4/11/2020), per i fatti del 2014 che hanno portato al processo di Officine. Siamo certi che anche i prossimi processi, attualmente in attesa di cominciare, troveranno un’ottima risposta difensiva tecnica e politica” proseguono dalla segreteria legal della Città Vecchia.

“Li ringraziamo anche per la vicinanza mostrata nell’affrontare le spese e i rimborsi che come imputati abbiamo sostenuto e cogliamo l’occasione per invitare chiunque a partecipare alle iniziative di solidarietà che contribuiscono a creare un fondo cassa per le questioni processuali che coinvolgono i compagni e le compagne che lottano nel nostro territorio – sottolineano -. Le assoluzioni come imputat* non rappresentano la leggittimazione delle nostre lotte, che restano leggittime anche in caso di condanna. Non ci assolviamo infatti dalle responsabilità che ancora ci spingono in piazza e nelle strade per difendere ambiente, reddito e salute – concludono -. Consapevoli della giustezza delle nostre posizioni continueremo ad essere presenti nella città e a costruire momenti di rivendicazione per le nostre libertà individuali e collettive e di difesa dei territori, cercando di imparare dagli errori del passato, creando nuove trame e nuovi legami per vincere le vertenze finora perse” concludono le compagne ed i compagni della segreteria legale della Città Vecchia di Taranto.

(leggi gli articoli sulle ex Officine Tarantine https://www.corriereditaranto.it/?s=officine+tarantine&submit=Go)

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