Cus pronto a partire in sicurezza

 

pubblicato il 17 Novembre 2020, 17:28
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Doppo circa un mese di assenza di impegni agonistici uffiiali il Cus Jonico sabato alle ore 18.00 dovrebbe esordire nel campionato di serie B a Roma, contro la locale squadra della Luiss.

In realtà, si sta partendo dalla seconda giornata, per lo slittamento dell’inizio della stagione, a scopo  precauzionale, per l’emergenza Covid che era previsto per lo scorso 15 novembre.

Emergenza Covid che ha messo in allerta la Lega Basket di serie B che ha chiesto alla Federbasket di procrastinare ancora di una settimana la partenza del torneo per poter prendere in considerazione l’ipotesi di un cambiamento del format con otto gironi da otto squadre, anzichè quattro da sedici, raggruppate per omogeneità territoriale in modo da poter organizzare con maggiore serenità le trasferte in questo delicato periodo. Se ne saprà di più nelle prossime ore.

“I ragazzi stanno tutti bene e questa è la cosa fondamentale” esordisce così il dottor Ostillio il medico del CJ Basket Taranto e in un momento come questo non è notizia trascurabile. Il “doc” rossoblu, medico chirurgo, specialista neurologo con un master in medicina sportiva e riabilitativa e in agopuntura clinica, analizza come la squadra si allena in totale sicurezza: “Sono ragazzi maturi personalmente e professionalmente. Noi seguiamo meticolosamente i protocolli della Federbasket, della Lega e della Regione, applicandoli non solo gli atleti ma a tutti i componenti che ruotano intorno alla squadra, staff tecnico e dirigenti. Stiamo eseguendo tutto alla lettera, con Paolo Marzulli in qualità di addetto alla logistica sanitaria e al fisioterapista Pierluigi Scatigna; la squadra è costantemente monitorata secondo le scadenze sui tamponi e così sarà prima di ogni partita. All’inizio della preparazione abbiamo già fatto i prelievi sierologici per una buona valutazione dello stato degli atleti”.

Certo è che con questa pandemia, immagino che i giocatori, dal punto di vista psicologico, potrebbero soffrire un po’ il fatto di non poter neanche minimamente distrarsi alla vita sociale?

“È una condizione che tutti soffriamo e per loro non c’è molta differenza. Motivo per cui bisogna farsene una ragione e stare rigorosamente attenti a seguire le norme di salvaguardia e tutela della salute dei singoli e del gruppo. Specialmente ora che il campionato finalmente si avvicina e i ragazzi si dovranno concentrare sulle partite. In ogni caso debbo riconoscere che i nostri giocatori sono attenti e rispettosi delle norme da seguire sia sul parquet, che in palestra e a casa. I senior in particolare sono atleti esperti e professionali”.

Al di là del professionista, incuriosisce anche il fatto di sapere come e perché lei si è tanto dedicato al basket?

“Io giocavo a basket sin dall’eta di 10 anni nella palestra della Bettolo e poi XXV luglio, poi ho lasciato per frequentare l’università in un’altra città.ma come tutte le passioni sportive il basket mi è rimasto nel sangue ed ho continuato a seguirlo. Infatti quando nel 2002 i miei amici il mio collega, il dottor Novembre mi chiese di collaborare con il Cras accettai l’invito ed ho vissuto con grande partecipazione quella fantastica esperienza decennale. Ho svolto anche il ruolo di medico della nazionale senior femminile allenata da coach Ricchini. Allo stesso modo ho accettato con entusiasmo di lavorare con il Cus Jonico, un rapporto che dura tutt’ora”.

 

 

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