La vita ai tempi del Covid-19 secondo la 4^ M dell’Aristosseno

 

Nonostante le tante difficoltà, si è concluso il primo ciclo del Percorso di competenze trasversali e d'orientamento con il nostro giornale
pubblicato il 15 Novembre 2020, 17:14
33 mins

Nonostante la pandemia abbia creato tante difficoltà per quelli che prima si chiamavano percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, oggi PCTO, si è concluso il primo ciclo con gli studenti della 4^ M del Liceo ‘Aristosseno‘, un percorso intrapreso con la tutor interna, la prof.ssa Gabriella Giannico, e il nostro direttore Marcello Di Noi.
Naturalmente, un percorso reso complicato dal primo lockdown e da una ripresa, in quest’anno scolastico, caratterizzata dalla didattica a distanza: eppure, i lavori degli studenti si sono rivelati davvero interessanti.
Diversi gli argomenti affrontati e, com’era ovvio, legati proprio dal momento che tutti stiamo vivendo. Qui ve li riproponiamo e per quanti avranno la pazienza di leggerli giungerà presto la consapevolezza che i nostri giovani hanno le idee ben chiare. Insomma, giornalisti in erba!


L’Ambiente finalmente libero

La natura riprende il suo posto nel mondo

Un periodo molto importante, che sicuramente rimarrà nella storia è il lockdown causato dal Covid-19, che ha destabilizzato l’intera umanità. Nonostante i molteplici aspetti negativi, esso si è rivelato favorevole nei confronti dell’ambiente facendolo “tornare a respirare”.
In questo periodo di quarantena era ormai un’abitudine trovare sui social, come ad esempio Instagram, foto di paesaggi naturali come mari, fiumi e laghi che, complice questo periodo di inattività dell’uomo, sono tornati a vivere grazie soprattutto alle numerose restrizioni come quella della riduzione delle corse e della capienza dei trasporti pubblici, in cui si è privilegiato l’utilizzo di mezzi più sostenibili per spostarsi: bici elettriche, monopattini elettrici o la classica e tradizionale bicicletta.
Questo momento così difficile per tutti porta con sé anche aspetti positivi che , appunto, riguardano soprattutto l’ambiente: la natura sta vivendo nuovamente dato il forte calo di emissioni di carbonio causato per esempio dallo spostamento delle autovetture. L’aria fortunatamente non è più inquinata come prima, si nota la differenza anche nei cieli che sembrano molto più luminosi.
Sicuramente l’effetto benefico della quarantena sull’ambiente sarà solo temporaneo perché quando torneremo a “vivere” l’impatto negativo che l’uomo ha sull’ambiente tornerà.
Con tutto il mondo a casa, o quasi, l’inquinamento acustico è diminuito molto. Nelle prime settimane di quarantena abbiamo visto tutti le immagini della natura che si riprendeva i suoi spazi, infatti per esempio quando usciamo di casa possiamo notare il cinguettio degli uccellini invece che il traffico degli autoveicoli. L’analisi di alcuni scienziati ha anche trovato che l’inquinamento nell’aria è diminuito del 35%.
Immagini bellissime provenienti da diverse parti d’Italia del mondo, nelle quali sono rappresentati grandi specchi d’acqua limpidi e puliti dopo il lockdown, hanno davvero incantato tutti, offrendo spunti di riflessione su quanto dovremmo tutti contribuire alla salvaguardia del pianeta.

Alessandra Armentani
Sara Braga
Noemi Brandi
Rebecca De Giovanni
Erika Sciacca
Giulia Vadacca


Violenza domestica, è allarme sociale

Durante il lockdown le richieste di aiuto sono raddoppiate del 119%

Da marzo a giugno del 2020, durante i mesi di lockdown, il numero di richieste di aiuto per sé o per gli altri, per violenza domestica o stalking, sono raddoppiate rispetto al 2019 del 119%.
L’emergenza Covid-19 non ha per nulla fermato gli episodi, ma ha peggiorato anzi situazioni già esistenti e ne ha fatte nascere di nuove. In questo modo la figura del nido familiare, la casa come simbolo di protezione e tranquillità, è diventata un incubo per tutti. L’ostacolo ancora più grande, in questo momento di emergenza, è stato appunto quello di non potersi allontanare dal proprio domicilio e fuggire o in alcuni casi poter chiedere aiuto. Addirittura si è registrato il fenomeno dei molestatori che telefonavano ai centri antiviolenza per denigrare il lavoro dei volontari.
Secondo fonti Istat la Regione che ha registrato il maggior numero di richieste di aiuto per violenze accertate è la Lombardia (990), seguita da Lazio (759) e Campania (642) e nella maggior parte dei casi la violenza era di tipo psicologico prima che fisico, in contesti, come accertato molto spesso, in cui le violenze avvenivano da anni.
I numeri dimostrano dunque che la convivenza forzata dovuta all’emergenza sanitaria ha contribuito all’aumento di questi fenomeni devastanti.
Negli ultimi anni si è assistito ad un amento della sensibilità sul tema. Il Parlamento ha, difatti, approvato la legge cosiddetta “codice rosso” che ha previsto inasprimenti delle sanzioni e delle condanne per chi commette questo tipo di reato ed un percorso più rapido per tutelare chi denuncia.
Secondo noi, tuttavia, il percorso appare ancora lungo e di sicuro notevoli sforzi andranno fatti dalle agenzie educative, in primis la scuola, che ha il compito di educare al rispetto, a superare gli stereotipi di genere e a prevenire ogni forma di violenza.

Melanie Cardoso
Elena De Mitri
Mariangela Mele
Sara Quaranta


Il cinema ai tempi del covid

Le produzioni devono fare i conti con una rivoluzione per poter operare

In Italia il Covid-19 ha creato molte difficoltà, come in tutto il mondo del resto. Le produzioni cinematografiche per ricominciare devono farlo con una serie di regole che sono molto difficili da implementare. Ad esempio: la distanza tra gli attori, la troupe che deve sempre indossare mascherine, la sanificazione delle locations, ecc.
Il problema più grande è la garanzia che nessuno venga infettato durante le riprese, quindi entrano in vigore molti negoziati di natura legale. Gli assicuratori cinematografici hanno messo in atto dei contratti per fornire loro un’assicurazione sulla produzione. Questo è solo un esempio perché senza l’assicurazione sanitaria non è possibile filmare.
Il governo vuole far ripartire il cinema, per esempio, in USA con molta cautela. Attualmente la situazione è molto incerta e questo apre nuovi orizzonti per la produzione e la distribuzione di film.
E’ obiettivamente molto economico lavorare in una unica location che diventa studio virtuale, soprattutto per ragioni di sicurezza (si evitano spostamenti di uomini e mezzi da una location ad un’altra). La troupe è di numero inferiore e molto specializzata. Chiaramente appare inizialmente più complesso poiché basato sulla tecnologia virtuale. In passato, solo i grandi di Hollywood avevano accesso a piattaforme super costose e specializzate ed era impossibile per un produttore indipendente realizzare qualunque progetto in tal senso.
Adesso non è più così. Ora si può avere accesso alla stessa tecnologia e creare progetti di alto livello con costi molto più bassi. Con l’ingresso nel mercato dei programmi di authoring per videogiochi, il modo di fare cinema è stato rivoluzionato e lo sarà sempre di più da ora in poi. La conferma è, ad esempio, una grande serie TV come “MANDALORIAN” (una serie Disney basata su Star Wars). Con pochissime risorse si può avere un buono studio virtuale in cui puoi fare Mix Reality combinando attori reali con set virtuali ma con una qualità estrema che rende quasi impossibile distinguere cosa sia reale e cosa virtuale, con costi molto bassi, molto inferiori alle grandi produzioni del passato.
Sarà difficile tornare alla normalità. Molte produzioni internazionali hanno dovuto sospendere le riprese e la stragrande maggioranza dei registi ha preferito non lanciare i loro prodotti, in quanto non avrebbero raggiunto gli incassi e il successo che sono soliti ad avere. Le sale cinema di tutto il mondo sono del tutto deserte, anche una volta usciti dal lockdown. I teatri sono sulla strada del fallimento, per colpa dell’economia che ha smesso di girare da quasi un anno.

Alessandra Bortone
Chiara Bencini
Erika Cascarano
Manuela Maglie
Andrea Spina


Lo sport rallentato dal virus

Il Covid-19 ha frenato notevolmente l’attività, soprattutto quella amatoriale

La pandemia di coronavirus, con la sua rapida diffusione, ha provocato grandissime difficoltà in tutti gli ambiti, costringendo gli Stati a prendere provvedimenti drastici e lungimiranti, come l’ormai noto lockdown, il quale ha costretto i cittadini anche a non praticare alcun tipo di sport, al fine di evitare eventuali contagi, trascurando pure quelli a livello amatoriale, che intrattenevano maggiormente i giovani. Questo confinamento non ha risparmiato neanche le attività professionistiche, individuali e di squadra, che hanno riscontrato un eccessivo periodo di sosta, nel quale gli atleti non hanno interrotto i loro allenamenti; oltretutto, la decisione che ha destato più clamore, è stata quella di posticipare le Olimpiadi di Tokyo 2020, che i diversi comitati sportivi internazionali, hanno deciso di prorogare di un anno, viste le gravi difficoltà. Dopo questo periodo difficile, le attività sono riprese non a pieno regime, poichè, per evitare assembramenti all’interno delle strutture sportive, è stato vietato l’accesso agli spettatori, provocando una decrescita economica esponenziale, costringendo in primo luogo al licenziamento di membri dei vari staff, ma soprattutto alla riduzione degli stipendi, con l’intento di risanare le perdite economiche provocate dalla pandemia.
Sebbene durante il periodo estivo i giovani hanno ripreso le attività, cercando di prepararsi ad affrontare la nuova stagione, lasciando alle spalle i difficili mesi di lockdown, tutto ciò è stato stroncato quasi sul nascere, con la promulgazione del nuovo DPCM del 15 ottobre 2020, il quale sanciva l’interruzione di tutte le attività sportive amatoriali, salvo quelle professionistiche le quali hanno attuato delle norme al fine di evitare eventuali contagi, rispettando i vari protocolli sanitari. Il resoconto finale dei primi mesi, mostra che il rischio sussiste anche all’interno delle società sportive più organizzate; infatti sono molteplici i diversi casi di positività degli atleti, i quali sono stati costretti ad un isolamento di 14 giorni, in modo tale da scongiurare contagi all’interno delle proprie famiglie.
In riferimento ai dati che ci vengono forniti, il virus potrebbe diffondersi con maggiore facilità nei mesi successsivi, creando difficoltà agli atleti ed alle società. La soluzione migliore per poter contenere l’aumento dei contagi, potrebbe essere l’emanazione di una bolla, che limiterebbe gli spostamenti ed eventuali contagi, metodo attuato negli Stati Uniti, che permette alla famosa NBA di proseguire la rinomata competizione.

Nicolò Gentile
Samuel Leale
Luca Piccinno
Graziano Secondo


Lockdown in famiglia

Una grande sfida per i giovani d’oggi vivere serenamente questa situazione

Di recente la famiglia é diventata il luogo di tutela dei vari componenti e diventa lo spazio nel quale si puó recuperare il senso di sicurezza ormai perduto. Negli ultimi tempi, le varie famiglie fanno i conti con una realtá diversa; mentre prima i tempi erano occupati dalla scuola, dal lavoro, dallo sport e dagli amici, adesso risultano vuoti e piú espansi.
Un grande problema che diverse famiglie hanno dovuto affrontare, é stata la difficoltá di non arrivare a fine mese. A causa della quarantena commercianti, ristoratori, imprenditori, parrucchieri, non hanno potuto lavorare; ció ha causato un elevato tasso di disoccupazione ed un calo dell’economia nazionale. Diverse attivitá hanno dovuto chiudere poiché i proprietari non erano in grado di soddisfare tutte le spese necessarie e di pagare le tasse.
Tuttavia restare a casa, ci ha fatto riscoprire l’armonia familiare che si era persa in questi ultimi anni; stando a casa, abbiamo avuto la possibilitá di passare piú tempo con i nostri cari portandoci alla convivenza, e di fare cosí tutte quelle attivitá che prima escludevamo come: guardare film o serie tv, fare dolci, giocare a giochi da tavolo, fare giardinaggio, ecc.
Nonostante ció, l’essere costretti a stare a casa ci ha portati emotivamente ad amplificare le nostre emozioni e in particolar modo quelle negative come la paura e lo stress. Queste emozioni inevitabilmente si riscontravano contro i nostri cari, poiché i momenti di rabbia e stress accadono a tutti, ma in questa situazione erano più persistenti.
Stando a casa abbiamo avuto il tempo di coltivare i nostri hobby e le nostre passioni, cosa che prima non facevamo per mancanza di tempo e per i vari impegni. Il dedicarci alle nostre attività preferite ci ha aiutati ad essere positivi e tranquilli creando una sorta di stabilità per noi stessi e per le persone che ci circondano. Un buon metodo per sfogare le nostre tensioni era quello di praticare attività fisica. Come in qualsiasi sport di squadra, ogni giocatore riveste il proprio ruolo che si rivela fondamentale durante la partita. Anche a casa ogni componente può contribuire per quanto riguarda il benessere della propria squadra che in questo caso è la Famiglia.
Inoltre, bisogna ricordarsi che la possibilità di poter essere flessibili e concedersi del tempo libero durante il corso della giornata, è la grande opportunità che si può apprendere da questa esperienza di vita.

Paola Abatematteo
Virginia Martina Ciranna
Claudia Scialpi


Omosessualità, le parole di Papa Francesco

Il Pontefice ha aperto un varco storico nei confronti di quanti hanno orientamento sessuale diverso

Terapia di conversione: di che parliamo? Sono forse in pochi a conoscere un metodo, detto anche terapia riparativa, che intende cambiare l’orientamento sessuale di una persona. Metodo che in alcuni Paesi è accettata, quasi fosse risolutiva a quello che è oggi riconosciuto quasi universalmente come un falso problema: l’omosessualità, appunto. Concentrando le nostre attenzioni sul territorio statunitense, riusciamo a raccogliere i dati necessari che ci servono per comprendere come questo tipo di terapia ha avuto origine e soprattutto collocarlo nella storia al fine di far chiarezza sui motivi principali che hanno spinto 689 mila adulti e 350 mila adolescenti a sottoporsi a questo tipo di “cura terapeutica”.
La terapia è condotta da un professionista, seimila giovani si sono sottoposti ad essa prima dei 18 anni nei Paesi in cui non è vietata e questo perché alla base di questa teoria, per nulla scientifica com’è stato dimostrato nella storia, c’è sempre la convinzione che il mondo LGBT sia un mondo da cui bisogna allontanarsi in modo precipitoso, credendo di entrare in un circolo capace di cambiare la personalità del soggetto preso in esame. In realtà il discorso è ben lontano dal concetto di comunità, ma si affianca ad un discorso di analisi interiore che aiuta a comprendere per cosa siamo predisposti, cosa ci piace e cosa non, e non a che tipo di “categoria” apparteniamo. Questo non è ancora del tutto chiaro nella nostra società; si pensa spesso piuttosto ad un tipo di stranezza o innaturalezza solo per seguire alcuni canoni comuni dentro i quali ci adagiamo, per non accettare che ne esistono degli altri. Questo non lo fanno solo le persone al di fuori dell’omosessualità, ma anche la gente che si accorge di farne parte, ed è proprio quasi un senso di vergogna che spinge loro alla ricerca di una soluzione capace di risolvere quel che ritengono un “problema”.
Questa terapia, perciò, per molte persone è stata la strada più facile da percorrere per eliminare la loro consapevolezza di essere omosessuali: sono in pochi ad esserne usciti come da aspettative, molti di più i delusi; del resto, chi si sottopone a questo tipo di terapia pretende, dato il costo, dei risultati certi e attendibili capaci di soddisfare le loro intenzioni. Purtroppo, come le fonti attestano il 42% delle persone che si sono sottoposte a questo trattamento hanno tentato il suicidio contro il 17% delle persone che non l’hanno nemmeno mai provato. Tutto ciò quest’oggi accade ancora e ingiustamente, pur non essendoci alcun fondamento scientifico e addirittura dopo che l’omosessualità è stata rimossa dal manuale diagnostico. Le origini della terapia di conversione risultano essere statunitensi; in Europa nel marzo 2018 il Parlamento europeo ha condannato le pratiche con un’ampia maggioranza, dando così speranza a quanti auspicano un mondo migliore. Questa speranza, purtroppo però, tende a spegnersi nei Paesi in cui tutto ciò oltre che ad essere frequente è anche perfettamente normale e dove soprattutto ci sono ben poche garanzie per la comunità LGBT: un esempio lampante, secondo gli attivisti è la Cina in cui si continua a praticare questa “cura” anche sui minori.
Ma tornando sui passi di quella che è l’attualità oggi giorno, lasciando alle spalle le difficoltà che ci sono state e che purtroppo continueranno ad esserci, il mondo LGBT ha avuto l’occasione di trovare una sponda proprio in un momento critico che tutti noi stiamo vivendo: l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia mondiale, più specificatamente parliamo del Covid-19. L’attuale situazione ci porta purtroppo a vedere tutto ciò con negatività e pessimismo, ma alcuni avvenimenti sono stati capaci di smuovere le nostre coscienze in modo significativo; le parole che il nostro Papa Francesco ha speso in merito hanno allargato la veduta e la prospettiva che riserviamo nei riguardi di questo argomento delicato e complesso che merita la giusta attenzione. Il pontefice ha dichiarato, infatti, che le persone omosessuali devono avere lo spazio in questo mondo per avere una famiglia ed essere felici in quanto siamo tutti, in ugual modo figli di Dio, esattamente come le coppie eterosessuali.
Riportiamo in questo articolo le sue parole: «Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile. Hanno diritto a essere protetti legalmente. Mi sono battuto per questo»
Queste parole ci aiutano a capire un concetto che negli anni è stato sepolto, quasi gettato via per accontentare gli animi di chi ancora oggi non riesce a comprendere che l’amore è amore, in tutte le sue sfaccettature. Ogni persona va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto con la cura di evitare qualsiasi tipo di ingiuste discriminazioni. Ogni volta che il Papa parla di omosessualità, i media vanno in delirio. Egli, di fronte alla legge argentina che riconosceva il matrimonio tra omosessuali, delineò una distinzione netta tra diritti civili e matrimonio come unione feconda di due persone di sesso diverso. Per secoli la Chiesa e la società civile respingono, opprimono, perseguitando talora fino alla morte gli omosessuali. Tutto ciò cessa di esistere: l’odio e il perseguitare le persone che invece di vivere la loro vita con tranquillità devono concentrarsi a trovare un modo per non essere discriminate. Lasciamo che l’amore trovi un modo per trionfare e che si trovi un equilibrio, che ci illuminerà la strada per vivere serenamente. Il nostro è un messaggio di speranza, che include tutte le voci di chi, vuole soltanto amare incondizionatamente.

Serena Nardone
Claudia Tramonte


Gli effetti del COVID-19 sulle piccole imprese

Durante i primi mesi del 2020 i sistemi economico e sociale sono stati profondamente segnati

Durante i primi mesi del 2020 i sistemi economico e sociale sono stati profondamente segnati: nel giro di poco tempo anche i luoghi più comuni come case, uffici, ospedali e ovviamente le aziende sono stati costretti ad una chiusura immediata. La zona del Sud Italia, almeno nella prima fase dell’epidemia da coronavirus, è stata quella meno colpita ma quella che sicuramente sta avendo più conseguenze da affrontare a livello economico; a differenza la zona del Nord Italia è stata, ed è ancora tutt’oggi, quella maggiormente danneggiata dal virus, ma disponendo di un sistema economico più avanzato e sviluppato sta riscontrando meno difficoltà nella gestione finanziaria.
E’ stato stimato che un terzo delle aziende, soprattutto le imprese medio-piccole, è entrato in crisi a causa di questa pandemia. Gli esercizi che hanno riaperto adeguando il proprio locale alle restrizioni per la sicurezza, dotando anche i propri dipendenti di dovuti mezzi e precauzioni obbligandoli, insieme ai propri clienti, a seguire determinate regole. Per paura di un ulteriore scompenso economico, molte attività si sono reinventate, dalle vendite online, ai servizi delivery, ai pagamenti digitali; mentre molti di loro, non avendone la possibilità, sono stati costretti a interrompere o chiudere definitivamente le loro attività, lasciando senza lavoro anche i propri dipendenti. Ci son stati aiuti governativi proprio per venir incontro alle aziende e alle imprese, ma nonostante questi fondi, che durante la prima chiusura non erano a fondo perduto, permane la difficoltà di garantire i flussi di liquidità con un’azienda chiusa o parzialmente aperta e il difficile compito di ripartire a pieno ritmo il prima possibile per non avere ulteriori perdite di fatturato. Oltretutto appena si verifica un momento di stallo di un ente, c’è da pensare che chi ne patisce le conseguenze non sono solo i proprietari del locale, assieme al proprio personale, bensì anche i fornitori dell’attrezzatura necessaria per mandare avanti l’esercizio. I gestori non sono gli unici ad essersi dovuti adattare a questo nuovo stile di vita, ma ovviamente anche i clienti ne hanno risentito. Ognuno ha dovuto cambiare le proprie abitudini e i propri modi di fare, ritrovandosi a dover stare a casa anche quei giorni della settimana, come il sabato, che prima di questa pandemia erano dedicati alle uscite fuori.
La nostra normalità è già cambiata sotto molti aspetti e per uscirne ci vogliono tanta pazienza e collaborazione tra i cittadini e le istituzioni, ogni normativa rispettata potrebbe essere una vita salvata e un passo in avanti per ricostruire l’economia e la salvezza del nostro paese.

Michela Grieco
Rebecca Pantò
Alice Pellicani


Il covid non ha fermato la prostituzione

Escort Advisor, sito di recensioni, parla di calo di annunci nelle regioni rosse ma aumento in quelle gialle e arancioni

Nonostante l’attuale situazione di disagio che si è creata con il Covid-19 in tutta Italia, la prostituzione non si è fermata. Malgrado l’esposizione al contagio, l’adottamento delle misure di sicurezza, i soldi e la necessità sono state alcune delle cause che hanno mantenuto la prostituzione un fenomeno attivo.
Una delle cause che hanno costretto le prostitute a continuare il loro lavoro è stata la stessa pressione che i padroni “esercitavano” su di esse, costringendole a raggiungere l’appartamento dei clienti.
Con il primo caso positivo di una prostituta in Italia è stata possibile una parziale localizzazione dei clienti che avevano visitato il suo appartamento. La restante parte non si è mai presentata per effettuare i test anti-covid per non svelare al proprio partner la verità o per non ammettere di essere ricorso a tali servizi.
Una ricerca effettuata da Escort Advisor, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa, si evince un prevedibile calo degli annunci di escort su tutti i siti di settore nelle regioni classificate come rosse, ma un aumento di presenze di escort in quelle gialle e arancioni.
EA-bot, il motore di ricerca di Escort Advisor, che ha analizzato gli annunci di escort presenti su tutti i siti di settore in Italia, ha rilevato delle tendenze interessanti confrontando i primi 10 giorni di ottobre con quelli di novembre (2020).
Si nota che nelle province delle zone rosse come quella di Milano sia presente una diminuzione del -33% di annunci, stesso discorso per la provincia di Torino (-26%), per quella di Catanzaro (-34%) e per l’intera Valle D’Aosta (-43%).
In alcune province delle zone gialle e arancioni invece sono stati rilevati aumenti: in quella di Fermo si ha un +20%, come in quella di Belluno (+20%), mentre un +6% è rilevabile in quella di Oristano, un +2% in quella di Campobasso e un +1% in quella di Parma. Rimangono invariate le presenze a Reggio Emilia e Perugia.
Cala soprattutto la presenza di escort nelle grandi province, a favore dei centri con meno densità di popolazione, anche se non in zona rossa: Roma -19%, Venezia -19%, Napoli -21%, Firenze -22%, Bologna -10%.
La diminuzione generale di professioniste del sesso attive è senza dubbio connessa a una paura legata alle nuove restrizioni in vigore e alla tutela della propria salute.
Come racconta Laura, escort di Milano: “Da quando è finito il primo lockdown ho ricominciato a lavorare e sto continuando come altre mie colleghe. Noi siamo professioniste e negli scorsi mesi ci siamo organizzate e attrezzate per ricevere i clienti nella maniera più sicura possibile. Mascherine, disinfettante, macchinari per la sanificazione delle camere e meno appuntamenti ci permettono di lavorare e vivere. Le escort che si fermano o hanno davvero paura oppure non sono professionali e non riescono a lavorare, perchè i clienti cercano soprattutto sicurezza e affidabilità in questo periodo”.
I clienti continuano a cercare le escort, ma puntando alla sicurezza e alla qualità. Ciò è dimostrato dalla frequenza con cui vengono consultate le recensioni e soprattutto dal numero più alto mai registrato di recensioni scritte su Escort Advisor in un mese: ad ottobre sono state più di 10 mila le nuove recensioni pubblicate. A questo si aggiungono i 82.958 numeri di escort visibili su Escort Advisor con l’aggiunta delle recensioni.
La classifica nazionale delle province più viziose ha subito uno stravolgimento. Ciò si nota dalle variazioni delle ricerche su Google della parola chiave “escort+città”.

Insomma, la prostituzione, minorile e non, in Italia e in tutto il mondo è un fenomeno presente nella nostra società che anche con l’assenza del COVID non può e non deve essere sottovalutato e messo da parte come molto spesso accade.

Giulia Epifani
Maurizia Spirito
Asia Turco

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Un Commento a: La vita ai tempi del Covid-19 secondo la 4^ M dell’Aristosseno

  1. Gino Palmisano

    Novembre 16th, 2020

    Testi saggiamente strutturati con ricchezza di riferimenti e di particolari. Lavoro ottimamente realizzato. Chapeau!
    Prof Gino Palmisano

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