In tempo di pandemia l’impegno della Caritas e del centro “San Cataldo vescovo”

 

pubblicato il 14 Novembre 2020, 08:23
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Continua normalmente al centro “San Cataldo vescovo”, in Città vecchia, l’attività di accoglienza notturna per i senza fissa dimora, nell’applicazione delle opportune misure di prevenzione e di sicurezza già in uso che si aggiungono a quelle richiamate dal Dpcm, in particolare il rispetto delle distanze interpersonali, l’obbligo della mascherina (che viene consegnata ogni sera agli ospiti) e del gel igienizzante all’ingresso, della pulizia personale e del cambio quotidiano della biancheria. Ne riferisce la responsabile del centro, Rosanna Putzolu, la quale evidenzia come le nuove disposizioni hanno daccapo limitato l’apporto del volontariato, con un numero ristretto di persone che con ammirevole impegno garantiscono il proseguimento delle attività. “Dobbiamo anche ringraziare – dice – i tanti professionisti che ci sono sempre vicini, come gli avvocati di strada, la psicologa dott.ssa Monica Bonavoglia, la dott.ssa Rosita Cipriani del Dipartimento di prevenzione socio-sanitaria della Asl (sempre presente agli incontri, anche on line) e il dott. Massimo Sabbatucci, disponibile in ogni evenienza”.
Solo agli ospiti del “San Cataldo vescovo” viene assicurata la cena ai tavoli, sempre nel rispetto del distanziamento interpersonale mentre all’ora di pranzo i volontari dell’arciconfraternita del Carmine consegnano ai bisognosi i sacchetti per l’asporto; continua nelle ore serali alla parrocchia San Pio X la consegna dei pasti caldi da consumare a casa.
“La nostra – conclude Rosanna Putzolu – è un’azione caritativa che si fonda sulla centralità della persona. Ognuno è chiamato a non dimenticarsi dei poveri, nelle diverse modalità possibili e sostenendo le attività del Centro. Il grido silenzioso di quanti si trovano in difficoltà deve trovare persone disponibili ad asciugarne le lacrime, a donare sorrisi, a tendere una mano: questa è la nostra missione”.
Dal canto suo, il direttore della Caritas diocesana don Nino Borsci rivolge un appello a tutte le strutture parrocchiali (in diocesi ne sono attive 75) perchè continuino con fervore l’impegno per i bisognosi, sia con i centri di ascolto sia con il conferimento di generi di prima necessità, adottando ovviamente opportuni dispositivi di protezione. “La Caritas diocesana – dice – attualmente è impegnata nell’aiuto alle categorie sociali maggiormente provate dal lockdown, come i giostrai che ormai non lavorano più e sono in grande stato di necessità. Abbiamo inoltre molte richieste di pannolini, traverse e omogeneizzati, di cui siamo sprovvisti. Infine continuiamo ad assistere nelle varie necessità i malati (e i loro familiari) alle prese con i cosiddetti ‘viaggi della speranza’, come stiamo facendo per il giovane Vincenzo, che si sottoporrà a un delicato intervento a Roma”.
Infine sono in corso i preparativi per la 4.a Giornata mondiale dei poveri che si terrà domenica 15 novembre e che avrà come tema “Tendi la tua mano al povero”, dal messaggio scritto da Papa Francesco per l’occasione. Su questo argomento la Caritas diocesana, attraverso il direttore don Nino Borsci, ha tenuto giovedì sera una videoconferenza con i responsabili degli organismi caritativi parrocchiali mentre venerdì sera si è tenuto, con le medesime modalità, il santo rosario per intercedere per i poveri, gli ammalati, soprattutto quelli colpiti dalla pandemia e i sanitari degli ospedali, sottoposti in questo periodo a un più che gravoso impegno. Infine domenica alle ore 11.30 l’arcivescovo presiederà la santa messa al santuario della Madonna della Salute cui parteciperanno i responsabili delle Caritas parrocchiali e gli ospiti del centro di accoglienza “San Cataldo vescovo”.

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