Vie del Centro a Taranto, prima serata con le restrizioni

 

Alle ore 18 in punto in via D’Aquino i passanti hanno subito accelerato il passo per non incorrere nelle sanzioni mentre le saracinesche dei negozi venivano abbassate
pubblicato il 13 Novembre 2020, 20:36
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Alle ore 18 in punto mentre rintoccavano le campane del Carmine e del Santissimo Crocifisso, in via D’Aquino, una delle strade interessate all’interdizione pedonale serale nei fine settimana, i passanti hanno subito accelerato il passo per non incorrere nelle sanzioni mentre le saracinesche dei negozi venivano abbassate quasi contemporaneamente. Per gli esercenti ritardatari, l’invito delle forze dell’ordine a non indugiare ancora o almeno, se proprio necessario, a chiudersi dall’interno. Nelle chiese le sante messe vespertine si sono tenute nei soliti orari, con il frequente richiamo del celebrante all’uso dei dispositivi di protezione e a non sostare al termine sul sagrato, tornando a casa per la via più breve.
A presidiare le vie interessate all’interdizione hanno provveduto pattuglie dei vigili urbani e della Polizia. Presente a questa serata di semi lockdown, che riguardava, come accadrà sabato e domenica, le vie dove abitualmente si registrano gli assembramenti, l’assessore comunale alla Polizia Locale, Gianni Cataldino. “L’ordinanza adottata dal sindaco può sembrare rigida – ha detto – ma non lo è se pensiamo al preoccupante aumento dei contagi cui stiamo assistendo. Abbiamo bisogno che tutti i tarantini rispettino le regole anti-covid 19, che sono quelle dell’uso delle mascherine, del distanziamento interpersonale e dell’uso del gel igienizzante. Siamo pronti a elevare sanzioni ai trasgressori”.
Così, in breve in tutte le strade del Borgo, anche quelle escluse dal provvedimento, complice anche la pioggia, è piombato il silenzio (rotto solo dalle sirene delle ambulanze) facendo rivivere la cupa atmosfera della prima parte di questo anno così sfortunato.
A continuare la loro attività con gli orari normali sono stati i negozi di alimentari, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, esclusi dall’ordinanza, come pure i distributori di benzina.

Foto di Francesco Manfuso

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