‘Verde Amico’, resta un mese. Poi il buio

 

Ci sarà la proroga sino a dicembre grazie alle ultime risorse dell'ex commissario Corbelli. Ora tocca alla politica trovare una via d'uscita
pubblicato il 11 Novembre 2020, 11:08
13 mins

Non bisognava certo essere degli indovini per intuire, già la scorsa primavera, che il progetto ‘Verde Amico‘ rischiasse di naufragare una volta venuta meno le fondamenta su cui poggiava. Già l’ultima proroga di tre mesi, partita il 24 agosto con scadenza prevista il 24 novembre, era stata possibile soltanto a fronte delle risorse economiche aggiuntive che l’ex commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli (che al momento ha conservato soltanto l’incarico di commissario per l’attuazione dell’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi del deposito ex Cemerad di Statte), dirottò sul progetto, nonostante la netta  contrarietà del ministero dell’Ambiente. Uno scontro politico/burocratico con la Direzione Bonifiche del ministero, dopo che lo scorso marzo si erano esaurite le risorse stanziate per la prima parte della fase 2 del progetto (a seguito di un protocollo d’intesa firmato nel dicembre 2019 dalla Corbelli e dal Comune di Taranto e dalla Regione).

Ma dopo l’inspiegabile defenestrazione estiva della dott.ssa Corbelli (per opera di chi e con quali motivazioni non è ancora dato sapere), a cui non è stato rinnovato l’incarico ricevuto nel lontano 2014, la vertenza in essere sul progetto, che ricordiamo riguarda ben 130 lavoratori e le loro famiglie, ha assunto tinte alquanto fosche. Dirigendosi verso un futuro più che nebuloso.

Dopo una serie di presidi e richieste di incontro da parte dei Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas, a cui hanno fatto seguito quelle di Cgil, Cisl e Uil, ieri è tornato a riunirsi in video call il tavolo prefettizio di crisi dei lavoratori ‘ex Taranto Isolaverde‘ (la società partecipata della Provincia liquidata nel 2016 al termine di una vertenza drammatica). 130 di questi lavoratori, come detto, sono impegnati da due anni nel progetto ‘Verde Amico’ che opera nel settore delle bonifiche leggere. Altri 10 lavoratori, rimasti al di fuori del perimetro del progetto, attendono da quattro anni di essere stabilizzati dalla Provincia, che aveva preso impegni scritti in tal senso sempre al momento della liquidazione del 2016.

Alla riunione erano presenti gli attori principali della vertenza, ovvero oltre al Prefetto Demetrio Martino che da poche settimane ricopre anche il ruolo di commissario straordinario per le bonifiche al posto della Corbelli, il presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti, i tecnici della task force regionale per l’impiego, l’assessore comunale Paolo Castronovi (che ha la delega sull’Ambiente e le Società Partecipate), il presidente della società partecipata del Comune di Taranto la Infrataras spa, Bruno Ferri, presso cui sono assunti i lavoratori, e le organizzazioni sindacali dei Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas e di categoria Filcams Cgil Taranto, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/11/04/verde-amico-convocato-il-tavolo-di-crisi-prefettizio/)

Quanto emerso dalla riunione di ieri, conferma ciò che si conosce da sempre: ovvero che attualmente la politica non abbia la benché minima idea di cosa fare per dare stabilità e continuità al progetto ‘Verde Amico’. Che poi è sempre stato il tallone d’Achille di tutto l’impianto, come evidenziato sin dalla sua partenza dall’ex commissario Corbelli e dai sindacati. Questo perché tutti ben conoscono la realtà, ovvero che l’impiego nelle bonifiche leggere procede a saltelli, a seconda degli interventi mirati da effettuare, ma se non inserito all’interno di un’idea progettuale più ampia, è destinato ad esaurirsi ben presto. Tra l’altro, tutti gli altri interventi di bonifica più massivi, hanno già risorse storiche impegnate: oltre al fatto che i lavoratori sono stati formati per ben altre attività (si ricorderà ad esempio il tentativo di impiegare i lavoratori nella bonifica dell’area PIP di Statte, decaduto a fronte di impossibilità di legge).

Non è un caso se dalla riunione di ieri non siano emerse novità in tal senso. Ancora una volta si è raschiato il fondo del barile delle risorse dell’ex commissario Corbelli, che garantiranno la proroga di un altro mese, dunque sino a Natale. Altri 300mila euro sono stati promessi dalla Regione mesi addietro, e qualora arrivassero basterebbero soltanto per traguardare il 2021 ed arrivare dunque a gennaio. Mancando così di un mese l’obiettivo dei 24 mesi a tempo determinato com’era previsto in origine del progetto.

Cosa ne sarà del progetto ‘Verde Amico’ e del destino di questi 130 lavoratori una volte terminate queste risorse residue non è dato sapere. E attualmente le istituzioni che se ne stanno occupando non hanno fornito né idee, né proposte. Il Comune sostiene di aver fatto sin qui la sua parte, destinando oltre 1,8 milioni di euro, che in realtà è pari all’IVA versata dallo stesso ente per legge. Certamente non è affatto semplice gestire una società partecipata, specie in un momento storico come questo, ma il Comune si era formalmente impegnato insieme alla Regione nel trovare risorse per la continuità del progetto che sin qui sono venute a mancare a quanto risulta.

La Regione, che segue la vertenza tramite il supporto prezioso della task force regionale per l’impiego, ha promesso diverse volte negli scorsi mesi l’impregno di risorse economiche tramite l’ex assessore allo Sviluppo economico, Mino Borracino. Ma oltre ai 300mila euro ribaditi anche nella riunione ieri (senza ovviamente escludere l’impegno sin qui garantito sulla formazione dei lavoratori che dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi) che però dovranno ottenere l’ok da parte della nuova giunta, attualmente non giungono segnali incoraggianti da Bari.

Infine c’è la Provincia, che in quattro anni non è riuscita a mantenere fede all’accordo prefettizio sottoscritto nel 2016 per il reimpiego stabile dei lavoratori che sono rimasti fuori dal progetto ‘Verde Amico’, appena dieci unità, ed ex dipendenti della Provincia stessa. Certamente è giusto evidenziare che le province sono state depotenziate negli ultimi anni da vari interventi normativi, ma ciò non toglie che oltre a ricevere ancora delle risorse dallo Stato centrale, serva quanto meno un impegno ed un interesse fattivo nel trovare una soluzione definitiva per questi lavoratori.

Per questo, ancora una volta, in molti hanno iniziato a guardare con favore ad un eventuale inserimento del progetto ‘Verde Amico’ nel perimetro del CIS di Taranto, che negli ultimi mesi è ripartito dopo due lunghi anni di silenzi e che sotto la gestione del sottosegretario Mario Turco sta allargando sempre più le sue sfere d’interesse. Resta da vedere in che modo, eventualmente, sia però fattibile una circostanza del genere.

Fatto sta che ben 130 lavoratori rischiano il prossimo febbraio il licenziamento, come già avvenuto lo scorso marzo, a cui seguirono quattro mesi di NASPI (l’indennità mensile di disoccupazione) che in termini pratici era pari ad un assegno mensile tra i 400 e i 500 euro per lavoratore. Risorse economiche affatto dignitose con le quali si entra di fatto nella povertà. Basterebbe soltanto questo aspetto perché le nostre istituzioni si adoperassero per trovare una soluzione reale, finalmente.

Al termine dell’incontro, Salvatore Stasi dei Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas, ha diramato un comunicato stampa per fare il punto della situazione. “Come è noto i 130 del progetto Verde Amico sono in piena vertenza in quanto il loro contratto scade il 24 di novembre. La scrivente ha chiesto conto sulle risorse per l’immediato per ulteriori 3 mesi che consentono loro di traguardare i 24 mesi a tempo determinato, come era previsto all’origine di questo progetto. Inoltre la scrivente ha chiesto per la prosecuzione oltre i citati 24 mesi, proponendo la possibilità di far rientrare questo progetto negli investimenti che il C.I.S. farà in questo territorio per i progetti per le bonifiche, per l’ambientalizzazione, per uno sviluppo economico diversificato”.

“Allo stato le risorse disponibili per una proroga sono risparmi che rinvengono dalle risorse dell’ex Commissaria Corbelli, ma sono sufficienti per un solo mese. Oltre queste risorse c’è la possibilità di ulteriori risorse da parte della Regione, già individuate dall’ex assessore Borraccino in 300mila euro (bastanti per un altro mese circa), ma bisogna attendere l’imprimatur della nuova giunta regionale, non appena prossimamente si insedierà. Per quanto riguarda le risorse eventualmente mancanti per traguardare i 3 mesi di cui sopra, ci si è aggiornati ai prossimi giorni” informa ancora Stasi.

“La scrivente dichiara la propria totale insoddisfazione per come si sta sviluppando già solamente la possibilità della proroga di 3 mesi: troppi ritardi, troppi rimpalli di responsabilità ed anche farraginosità nelle proposte – denuncia Salvatore Stasi -. A parere della scrivente, la situazione per il futuro di questo progetto e di questi lavoratori che vada oltre i tre mesi di proroga, la prospettiva è ancora più grave perché più nebulosa. Infatti allo stato le casse del Commissario per le bonifiche sono vuote, per cui è fondamentale investire nuove risorse da parte governativa, coadiuvata, ognuno per le proprie competenze, da parte della Regione, del Comune e della partecipata Infrataras“.

“Per quanto riguarda la Provincia e la stabilizzazione dei 10 lavoratori rimasti fuori per graduatoria dal progetto Verde Amico, c’è stato un generico impegno da parte del presidente della Provincia a rispettare un accordo prefettizio che risale a ben 4 anni fa! La scrivente a tal proposito, considerato che per ben 4 anni questo gruppo residuo di lavoratori è stato lasciato alla fame, aspetta la prove dei fatti e non più delle vaghe promesse” ribadisce il portavoce dei Cobas.

“Concludendo la scrivente Organizzazione Sindacale, dato il quadro appena delineato e le conseguenti legittime preoccupazioni, preannuncia che, oltre a seguire passo per passo questa vertenza, ricorrerà a tutte le forme di lotta sindacali al fine di stabilizzare definitivamente tutti i lavoratori ex Taranto Isolaverde” conclude Salvatore Stasi dei Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas.

Il tempo stringe. Occorre impegno e serietà da parte di tutti. Del resto, in particolar modo Comune e Regione hanno spesso contestato negli anni l’operato della Corbelli. Quale occasione migliore per dimostrare di saper fare meglio e di più? Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul progetto ‘Verde Amico’ https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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