Il Taranto ha un serio problema di comunicazione

 

pubblicato il 11 Novembre 2020, 13:02
4 mins

E’ ormai lampante che il Taranto FC 1927 abbia un problema di comunicazione con il mondo della…….. comunicazione. Uno, due, tre, quattro indizi, fanno una prova…..

L’episodio Fraccica – redattore di un’altra testata on line costretto a condividere un’intervista, non solo con il tesserato che la società gli ha imposto, ma anche con l’addetto stampa, il direttore sportivo ed il consulente generale  (una sorta di comitato di ascolto…) e ad essere stoppato due volte perché le domande pare non fossero gradite – è l’ennesima buccia di banana comunicativa di questo club che, solo a parole, in estate aveva fatto intendere di voler tendere una mano agli organi di informazione.

Ma già da quella famosa conferenza  stamoa del 18 luglio scorso avremmo dovuto capire che l’andazzo non sarebbe poi stato così differente dalla stagione precedente dato che, in quell’occasione, fu chiaramente “consigliato” di non porgere domande su situazioni pregresse del club come ad esempio la rescissione consensuale con il diesse Pagni appena un mese dopo aver trovato l’accordo. Hanno fatto seguito le dimissioni dell’addetto stampa Galeone, che non si voleva piegare alle continue intromissioni di alcuni dirigenti nel suo lavoro, le dirette web dal ritiro con interviste preconfezionate ( o quello o niente….), il caso Alfageme, che ci ha visti protagonisti diretti di una censura inopportuna ad alcune domande.

Di episodi antipatici, ce ne sarebbero altri ma non stiamo qui a menzionarli anche perché come ci ha insegnato qualcuno: “ La ragione non urla, la ragione si siede ed aspetta”, magari con un bel sacchetto di pop corn in mano….

Tornando al caso Fraccica (si poteva chiudere con un ravvedimento del club senza che emergesse pubblicamente?) – non c’è bisogno, da parte del corriereditaranto.it,  di esprimere a parole la solidarietà che, in una parte del variegato mondo del giornalismo sportivo jonico, assume le sembianze di una bella faccia da ipocrita- perché lo stiamo facendo con questo pezzo.

Ai colleghi che fanno “i fessi per non andare alla guerra” ricordiamo un bel corso on line dell’Ordine dei Giornalisti dal titolo“la Libertà”. Seguitelo…..E’ interessante, vale dieci crediti formativi.

In buona sostanza al prossimo collega Fraccica è stato rinfacciato di non essere ancora pubblicista e dopo aver posto un quesito – “scomodo?”- al giocatore,  gli è stato chiesto: “Tu da quanto fai questo mestiere? Ti sembra deontologicamente corretta la domanda che stavi ponendo al giocatore?

Bene, tolto il giocatore, dei tre uditori dell’intervista telefonica, è il caso di precisare che l’addetto stampa  non risulta iscritta all’Ordine dei Giornalisti , mentre sia il direttore sportivo che il consulente generale, di comunicazione sanno ben poco– né sono tenuti a saperne visto che il loro mestiere è un altro – pur essendo personaggi che nel mondo del calcio hanno vissuto scenari ben più importanti che una mortificante serie D e pur bazzicando studi televisivi e blog in rete, in veste di opinionisti o editorialisti.

Chiudiamo con una frase di un noto collega: “Con i giornalisti bisogna sempre parlare, altrimenti scrivono ciò che pensano”

 

 

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