Ripresa delle lezioni in presenza: tra disorientamento e ansia

 

pubblicato il 08 Novembre 2020, 17:23
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Sono le 17.00 di domenica pomeriggio ed io e mia moglie non abbiamo ancora deciso  se far riprendere, domani, la frequenza delle lezioni, in presenza, di nostra figlia che è iscritta alla quarta classe della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo De Amicis di Grottaglie.

Disorientamento, ansia, scoramento sono le sensazioni che proviamo innanzi a questa delicata decisione che il Governatore di Puglia ha lasciato nelle nostre mani, dopo circa due settimane di confusione totale tra Ordinanze, DPCM e Circolari.

DISORIENTAMENTO – E’ difficile capire quale sia la scelta più giusta tra Didattica in presenza e Didattica a distanza. Provo a fare un riassunto cronologico di quanto accaduto nell’ultimo mese e mezzo. Alla ripresa della scuola, il 22 settembre scorso un po’ tutti noi genitori avevamo il sentore che il rientro in aula – pur con le dovute precauzioni e la stretta osservanza dei protocolli da parte degli Istituti scolastici – non sarebbe durato molto visto che i dati di contagio erano già in risalita.

Ed infatti dopo poco più di un mese il 28 ottobre scorso arriva – a seguito dell’Ordinanza della Regione Puglia – la notizia della sospensione dell’attività didattica in presenza a partire dal 30 ottobre e sino al 24 novembre. Decisione che coglie di sorpresa, comunque, tutti; dalle insegnati ai dirigenti scolastici sino alle famiglie. In tutta Italia, infatti, le scuole restano aperte.

Si riprendono i tablet, i pc, si riassettano i wi-fi e le linee adsl e si torna a fare lezione a distanza, stavolta –memore dell’esperienza fatta ad aprile – in maniera più disciplinata e organizzata.

A seguito del DPCM del primo di novembre, però, il giorno successivo la dirigente scolastica dell’Istituto D’Amicis di Grottaglie in una circolare dà la possibilità ai genitori di scegliere se far frequentare ai propri figli – in presenza ed a piccoli gruppi – fino al 25% delle lezioni. Neanche il tempo di decidere e metabolizzare quest’altra opzione che noi genitori delle scuole elementari ci siamo ritrovati davanti ad una nuova situazione.

Arriva, infatti, il nuovo DPCM del 5 novembre che assegna alla Puglia il colore arancione a causa dell’indice elevato di contagi registrati ma che, più in generale, altresì dispone la frequenza in presenza – con obbligo di utilizzo anche in classe delle mascherine. In un primo momento i vertici del Governo regionale si affannano a confermare la permanenza in vigore dell’Ordinanza del 28 ottobre, salvo alcune ore dopo sospendere tale Ordinanza a seguito di un ricorso al Tar – che lo accoglie – da parte del Codacons di Lecce.

La sera del 6 novembre scorso il Presidente della Regione, Emiliano,  firma una nuova ordinanza in vigore dal 7 novembre e sino al 3 dicembre in cui si autorizza il rientro in classe con la facoltà per le famiglie pugliesi di poter scegliere in alternativa la didattica a distanza, facendo intendere, però, che l’organizzazione della stessa non sarebbe stata garantita nell’immediato ma secondo tempi compatibili con la loro attuazione da parte degli Istituti scolastici.

Subito nelle chat di classe arriva la nuova circolare dell’Istituto Comprensivo De Amicis nella quale si comunica la riapertura delle scuole per lunedì prossimo, per chi ha scelto la didattica in presenza, mentre per chi ha scelto o sceglierà la DAD vi è scritto che – considerati i tempi ristretti avuti dalle Istituzioni scolastiche per organizzarsi – le eventuali applicazioni di quanto previsto dall’Ordinanza Regionale saranno prese in considerazione in ragione delle specifiche situazioni che verranno a delinearsi. Ossia non si conoscono modalità e tempi di (ri)attuazione della DAD.

Insomma il rischio di perdere la bussola, in tutti i sensi, è elevato. Il disorientamento ovviamente non è solo dei genitori ma soprattutto dei bambini che si trovano sballottati da una dimensione didattica all’altra, con evidenti possibili ripercussioni psicologiche.

ANSIA – Il timore di poter in qualche modo entrare in contatto con il virus aumenta lo stato d’ansia dei genitori. Uno stato d’ansia alimentato anche da un post su facebook di sabato scorso da parte del Governatore di Puglia che in un certo senso ci dice che siamo liberi di mandare i nostri figli a scuola ma che dobbiamo sapere che ci sono dei dati di cui tener conto.

Eccolo qua: “Attualmente sono centinaia in Puglia gli studenti e gli insegnanti positivi al Covid e migliaia quelli in quarantena per contatto stretto con un positivo a scuola. In questa situazione la didattica a distanza è l’unico modo per garantire il diritto allo studio a tutti.Per avere una idea, vi riporto i dati aggiornati appena ricevuti dalla Asl di Bari: dal monitoraggio epidemiologico in corso all’interno delle scuole di Bari e provincia sono attualmente 110 le scuole con almeno un caso positivo, 493 gli studenti positivi e 92 i docenti positivi, 148 le classi isolamento per un totale di 2.960 alunni isolati. I numeri parlano da soli: è bastata una settimana di DAD, dopo la mia ordinanza n.407 che sospendeva la didattica in presenza, per registrare una diminuzione significativa del numero dei contagi, in quanto si è passati da 4.600 studenti in isolamento (solo nella Provincia di Bari!) agli attuali 2.960 alunni, da 144 scuole coinvolte a 110.  Questo per dirvi che i rischi di contagio nelle scuole esistono e che i provvedimenti che ho emanato mirano a tutelare la salute pubblica con gli attuali livelli di contagio Covid-19”.

Sempre sabato sera, il sindaco di Grottaglie, D’Alò, in una diretta facebook da un lato ha rassicurato la sua Comunità affermando che le scuole in questo momento sono luoghi sicuri (lo aveva già affermato in una lettera aperta inviata, qualche giorno fa, al Presidente Emiliano) – come lo sono in tutta Italia – e che lui avrebbe accompagnato la sua figlioletta regolarmente in classe lunedì; dall’altro – ovviamente in assoluta buona fede – qualche timore lo faceva palesare in chi lo ha ascoltato, comunicando che, attualmente, a Grottaglie ci sono 54 cittadini positivi al Covid.

SCORAMENTO – Tutta questa confusione ha generato scoramento tra i genitori degli alunni che nelle varie chat hanno espresso il loro pensiero, ognuno con argomentazioni valide dal proprio punto di vista. Un pensiero che però ha dato vita a delle discussioni anche accese che stanno minando quell’unità di intenti che dovrebbe essere alla base di ogni nostra azione in questo momento delicato. Contrapposizioni tra genitori, dirigenti scolastici ed insegnanti non ce ne possiamo permettere. Solo uniti, solo tenendo comportamenti corretti in modo uniforme si può uscire da questa pandemia.

Come dice il Ministero in una sua nota, l’obiettivo è scongiurare un insostenibile conflitto tra mondo della scuola e famiglie, alimentato da indicazioni che incentivano scelte unilaterali da parte di queste ultime sull’attivazione della didattica a distanza.

CONSIDERAZIONE FINALE

Tutta questa confusione, tutta questa incertezza in Puglia, ce le saremmo volentieri evitate se riguardo la scuola fosse stata tenuta una sola linea, senza via di mezzo e senza ripensamenti. Il Ministero ha bacchettato la Regione Puglia affermando che l’Istruzione non è un servizio a domanda individuale.

Ci eravamo rassegnati alla DAD mentre ora si può tornare in classe. Fino a quando?

 

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