Mascherine, botta e risposta tra Battista e il Comune

 

pubblicato il 08 Novembre 2020, 09:32
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Mascherine spedite ai cittadini a rischio covid? E’ quanto potrebbe intuirsi dalla denuncia del consigliere comunale Massimo Battista, all’indomani della scoperta che due dipendenti della ditta che le imbusta siano risultati positivi al Covid-19.
“È notizia di ieri che due dipendenti della ditta Arca, impegnati nell’imbustamento delle mascherine spedite a casa dall’amministrazione Melucci, siano risultati positivi al Covid-19. Sono partite immediatamente le procedure di sanificazione dei locali di via Plinio, dove sono ubicate le direzioni Lavori Pubblici, Patrimonio, Anagrafe e servizio elettorale in cui i due lavoratori operavano. Mi chiedo come mai questi operatori fossero adibiti all’imbustamento delle mascherine e se siano state espletate tutte le procedure del caso – afferma Battista -. Risulta beffardo che un tentativo di propaganda, come quello di spedire qualche mascherina, si sia tramutato in un possibile danno per la popolazione che ha ricevuto le stesse. Sono mesi d’altronde che sindaco e assessori non fanno altro che spot pubblicitari, cercando di inondare i social e le pagine dei giornali locali con progetti mai discussi con la popolazione, ora però omettono di dare una informazione come questa alla cittadinanza. Mi auguro inoltre che ai proclami questa amministrazione cominci a preferire i fatti, la città è in ginocchio, schiacciata tra disoccupazione e inquinamento. Il tempo dei proclami è abbondantemente scaduto – continua -. Ora mi auguro che il civico ente faccia immediatamente chiarezza su questa vicenda, il sindaco Melucci in qualità di rappresentante della comunità locale, così come previsto dall’articolo 50 del T.u.e.l informi i cittadini di Taranto se durante le operazioni di imbustamento siano state rispettate tutte le norme e se ci sia rischio per chi ha ricevuto a casa le mascherine. Inoltre sarebbe opportuno capire quanti dipendenti comunali sono stati a contatto con il personale della ditta risultata positivo al covid-19 e quali provvedimenti il comune ha messo in campo per contenere una situazione potenzialmente esplosiva come questa”.
“Per la dovuta e necessaria informazione, sulla richiesta pubblicata a mezzo social dal consigliere comunale Massimo Battista e al fine di fugare ogni dubbio circa la correttezza delle attività svolte dall’Amministrazione comunale per la distribuzione gratuita alla popolazione, ancora in corso, delle mascherine chirurgiche con la collaborazione di Poste Italiane, si specifica quanto segue”: comincia così la replica di Palazzo di città affidata a una nota stampa.
“Le mascherine, acquistate mediante gara su MEPA e, quindi, dotate di idonea certificazione per l’utilizzo da parte della popolazione, sono state movimentate applicando tutte le misure di precauzione previste, ovverosia: cura dell’igiene delle mani, frizionando le stesse con prodotti idroalcolici, indossando una mascherina chirurgica dm di tipo i e guanti puliti monouso in ambienti specificatamente dedicati, costantemente arieggiati, in assenza di dipendenti comunali”.
“Nella serata del 5 novembre – prosegue la nota -, il datore di lavoro dell’Arca, cooperativa titolare di un contratto di servizi con il Comune di Taranto, comunicava alla Direzione Patrimonio che, nel gruppo di lavoro addetto alla movimentazione delle predette confezioni di mascherine, predisposte ma non ancora consegnate al personale di Poste Italiane, era presente un lavoratore, risultato positivo al test antigenico effettuato privatamente, nella stessa giornata. Si è ancora in attesa che la Asl sottoponga il lavoratore a tampone molecolare per accertare la eventuale positività al Covid 19, secondo le proprie determinazioni. Si fa presente comunque che il suddetto lavoratore non si era recato sul posto di lavoro già dal 3 novembre e che i colleghi del gruppo di lavoro sono volontariamente in isolamento fiduciario”.
“In assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto e delle relative disposizioni, si è comunque scelto di interrompere precauzionalmente l’attività lavorativa in presenza per i giorni seguenti nelle sedi comunali di piazza Dante 15/16, al fine di procedere alla sanificazione dell’intero edificio, le cui parti comuni potevano comunque essere state attraversate dal predetto lavoratore – si legge ancora nel comunicato -. Contestualmente, si inoltrava relazione ufficiale al Dipartimento di Prevenzione ASL al fine di ricevere ulteriori disposizioni. Si precisa, altresì, che da calendario predisposto dall’ente civico con Poste Italiane, l’ultimo invio programmato è avvenuto nel primo mattino del 29 ottobre. Pertanto, le confezioni di mascherine movimentate successivamente dal gruppo di lavoro non sono mai state consegnate per la distribuzione e gli scatoloni predisposti dal 30 ottobre al 5 novembre restano custoditi in ambiente chiuso, in attesa di essere idoneamente smaltiti”.
«Con tanti problemi seri e tanti sforzi che tutti stiamo facendo – commenta sempre nella nota l’assessore al Patrimonio e ai Lavori Pubblici Francesca Viggiano -, è un peccato che un consigliere allarmi ingiustificatamente le persone, abusi anche della privacy dei lavoratori e getti discredito sull’ente».

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