“Nuove piste ciclabili: pericolosa ambiguità”

 

Lettera dell'arch.Marturano che pone dubbi sulla sicurezza delle piste ciclabili appena varate dal Comune di Taranto
pubblicato il 05 Novembre 2020, 12:11
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’arch. A.R.Marturano che vuol far conoscere il suo pensiero sulle piste ciclabili da poco varate dal Comune di Taranto.

Ai primi di ottobre si è lasciato intendere, anche con clamorose rimozioni di auto, che le piste ciclabili appena configurate in c.so Due Mari con la sola segnaletica orizzontale fossero già operative. Francamente era comprensibile che tutti i nuovi tratti non potessero ritenersi fruibili, essendo privi della necessaria segnaletica verticale e, ancor più, delle indispensabili opere di protezione, poiché si tratta di piste bidirezionali in strada con velocità > 30 Km/H : infatti la scheda 6.4 del dettagliato Biciplan prevede “la realizzazione di un cordolo di cm. 50 di separazione tra le corsie veicolari e la pista ciclabile…” .
Da qualche giorno, invece, quelle stesse e le nuove di V.le Virgilio risultano occupate da transenne (parecchie già incidentate) su cui è applicato un timido foglio A4 che vorrebbe indicare di essere in una “Area di cantiere”. Ma anche una strutturazione di Cantiere Temporaneo di tal fatta risulta ben lontana dalle caratteristiche segnaletiche e di protezione specificamente dettate dal D. M. 10/07/2002.
Insomma, per dirla con parole semplici, quelle zone sono al momento… né carne né pesce. Ma è sotto gli occhi di tutti che quei percorsi non completati sono comunque attraversati, in entrambe i sensi, da bici e monopattini dribblando le transenne sparpagliate lungo il percorso, con evidente grave pericolo per tutti gli utenti della strada.
Si pone quindi la urgente necessità che venga apposta in loco la corretta e inequivocabile segnaletica normativamente prevista per l’attuale livello di realizzazione. Sarebbe, peraltro, utile un comunicato ufficiale del Comune per definire e chiarire alla cittadinanza lo stato attuale di quei siti, per allontanare il rischio di incidenti riconducibili all’ambiguità che si è venuta a determinare”.

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