MArTA: work in progress per attività alternative alla presenza

 

pubblicato il 05 Novembre 2020, 16:48
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“ll nuovo DPCM dello scorso 3 novembre chiude i musei al pubblico. Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto non si sottrarrà a questa nuova linea guida consapevole che da preservare, oggi più che mai, è soprattutto la salute di tutti gli Italiani. Pertanto, da venerdì 6 novembre interromperemo le visite e tutte le attività in presenza, a cominciare dalle aperture straordinarie notturne del venerdì sera che avevamo programmato nell’ambito del MArTA by Night”.

Così dichiara la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, Eva Degl’Innocenti, nella schermata principale del sito istituzionale del museo tarantino, il giorno dopo l’entrata in vigore del secondo stop alle attività dettato dall’emergenza coronavirus, a distanza di pochi mesi da quello di marzo scorso.

Un saluto alla web community del Museo che non ha, però, il sapore di un “addio”.

“La cultura – dice infatti Eva Degl’Innocenti – non può interrompere il suo ruolo di cura e speranza, il suo flusso di conoscenza, la sua funzione sociale di incontro, dialogo e interazione con la comunità e di crescita sostenibile e quindi non lascerà sguarnito il suo avamposto: il MArTA parlerà al pubblico con le tecniche e le modalità dei tempi moderni.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto riprende il suo cammino nel solco della modernizzazione che ha già intrapreso da molti anni”.

“Utilizzeremo modalità di fruizione della nostra offerta culturale alternative – dice la direttrice annunciando un programma digitale di visite e incontri supportato anche da soluzioni tecnologiche moderne – ma vogliamo anche lanciare un messaggio di speranza dall’osservatorio privilegiato di chi ogni giorno è immerso nella storia fatta di uomini e donne che da secoli e millenni hanno coraggiosamente attraversato avversità. Una storia che insegna, fortifica e alimenta anche fiducia nel futuro”.

“Per ora la nostra priorità – termina Eva Degl’Innocenti – è salvaguardare la salute di lavoratori e visitatori del Museo, che speriamo di poter ritrovare presto, a cominciare dal Natale prossimo, ma che non lasceremo privi di dialogo, stimoli, storia, cultura e vicinanza. La cultura è unione e linfa vitale. A presto”.

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