Bonifiche, il prefetto sarà il commissario. Tanti i dubbi

 

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la nomina dello scorso 2 ottobre del premier Conte su 'suggerimento' del ministero dell'Ambiente
pubblicato il 04 Novembre 2020, 21:56
7 mins

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 di ieri, 3 novembre, il decreto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con cui lo scorso 2 ottobre il prefetto pro-tempore di Taranto, Demetrio Martino, è stato nominato Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, dopo l’ok arrivato dalla Corte dei Conti lo scorso 21 ottobre.

Sostituirà, come ampiamente risaputo, la dott.ssa Vera Corbelli, che ha ricoperto il ruolo per sei anni a partire dal 2014, che al momento ha conservato soltanto l’incarico di commissario per l’attuazione dell’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi del deposito ex Cemerad di Statte.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/03/2bonifiche-il-prefetto-martino-nuovo-commissario-straordinario/)

Sulla scelta di non confermare la dott.ssa Corbelli abbiamo espresso sin da subito tutte le nostre perplessità, per usare un eufemismo. Una scelta tutta politica, tecnicamcente incomprensibile, come abbiamo avuto già modo di commentare in molti altri articoli. Per gli interessi di chi non sarà difficile scoprirlo già nel breve periodo.

A maggior ragione leggendo il testo del decreto, nel quale si legge che il 24 settembre scorso, il ministero dell’Ambiente ha inviato una nota alla presidenza del Consiglio, nell quale “in considerazione delle delicate questioni connesse al processo di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, nonche’ delle implicazioni sociali, economiche connesse alle situazioni nel tempo determinatesi, ha proposto per la nomina a nuovo commissario straordinario il prefetto dott. Demetrio Martino cosi’ da assicurare immediatezza dell’azione di risanamento, continuita’ istituzionale e massima collaborazione tra gli enti territoriali coinvolti”. 

E’ quanto meno strano, sempre per usare un eufemismo, che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, possa considerare un prefetto alla stregua di un tecnico come la Corbelli, che vanta un’esperienza decennale in campo ambiente e nel settore delle bonifiche in Italia. Che è considerata da mondo accademico e scientifico, come dimostrato dalle tanta attestazioni di stima ricevute negli ultimi mesi, persona preparata e dall’indubbio valore.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/21/bonifiche-sospesi-tutti-i-cantieri-si-dimettono-i-rup/)

A maggior ragione poi se, come si legge sempre nel testo del decreto, la scelta sull’attuale prefetto sia avvenuta in virtù “del curriculum vitae del dott. Demetrio Martino, ritenuto, che ie’ in possesso di capacita’ adeguate alle funzioni da svolgere, avuto riguardo ai titoli professionali ed alle esperienze maturate”. Curriculum che noi abbiamo consultato e che sicuramente non ha nulla da invidiare ad altri prefetti o uomini di Stato. Ma che non ha una sola voce che richiami il campo ambientale o quello delle bonifiche.

Fattore che ci spinge a pensare che al prefetto sarà affiancata una squadra di tecnici di tutto rispetto. Perché vogliamo ricordare ancora una volta che l’addio della Corbelli ha provocato anche l’azzeramento di tutta la struttura commissariale, visto che quest’ultima usufruiva della grande esperienza e competenza dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, il cui segretario generale è proprio la Corbelli. Così come è stato azzerato anche tutto lo staff della comunicazione e dei rapporti con le istituzioni che in questi anni ha svolto un lavoro più che egregio. Di fatto, per Roma, in questi sei anni la struttura commissariale non è costata un euro per il lavoro svolto su Taranto.

Adesso invece la nuova struttura commissariale da chi sarà composta? Chi sceglierà le professionalità che la comporranno? Quanto peserà sulle casse statali?

Inoltre vedremo come proseguiranno tutti i progetti ancora in ballo: dalla bonifica dell’area PIP di Statte (su cui a breve torneremo) all’ultimazione della rimozione dei fusti dell’ex Cemerad, passando per la complessa bonifica del Mar Piccolo arrivata ad un punto cruciale della sua storia, finendo con la gestione dei lavori in gran parte già effettuati al rione Tamburi ed il progetto ‘Verde Amico‘. Per citare gli interventi principali sui quali la struttura commissariale aveva titolarità.

Il quadro sin qui delineato dunque, conferma tutti i nostri dubbi e le nostre idee. Ovvero che la Corbelli fosse diventato nel corso degli anni un tecnico troppo scomodo per la politica (basti guardare le tante polemiche generate negli anni dal governatore Emiliano, dal suo braccio destro nel campo ambientale, la dott.ssa Valenzano, dal sindaco Melucci sino ad arrivare al sottosegretario Mario Turco che dallo scorso marzo ha la gestione del CIS Taranto).

Perché un tecnico è difficilmente manovrabile. Le cui funzioni sono difficilmente aggirabili. Le cui competenze, come purtroppo è oramai evidente da tantissimi anni, sono sempre molto ma molto più profonde ed elevate di chi ricopre incarichi politici. Se poi questo tecnico si trova a gestire un portafoglio che contiene centinaia di milioni di euro finanziati dalla politica, e gestisce un settore come quelo delle bonifiche sul quale oramai in tantissimi hanno messo gli occhi, non ci vuole poi tanto a fare un’equazione semplice semplice.

Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali, poeti, scrittori che l’Italia abbia mai avuto (lo scorso 2 novembre ricorrevano i 45 anni della morte), in merito ai tanti intrighi dell’Italia del boom economico degli anni ’60-’70, una volta disse: “Io so, ma non ho le prove“. Prendiamo in prestito, genefluttendoci metaforicamente di fronte ad un uomo inarrivabile, questa frase: magari noi saremo più fortunati. E tra qualche mese avremo un quadro delle cose molto più chiaro. Che non avremo timore nel denunciare. Ad maiora.

(leggi tutti gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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