Eni, due piattaforme offshore per Tempa Rossa

 

Erano arrivate da diverse mesi da Genova: l'azienda Marraffa ha provveduto alla movimentazione. Saranno installate in mar Grande
pubblicato il 03 Novembre 2020, 20:17
3 mins

Nei giorni scorsi è stato realizzato un mega trasporto di due piattaforme petrolifere nella rada del porto di Taranto. Il Molo Polisettoriale di cui è attualmente concessionario la San Cataldo Container Terminal Spa del gruppo turco Yilport, sta ospitando diverse operazioni di “project cargo“, in questo caso attraverso il trasporto marittimo di carichi non standard e ‘fuori sagoma’.

A svolgere l’attività è stata una squadra di 10 lavoratori della storica azienda Marraffa di Martina Franca, impegnati nella movimentazione dei due grandi carichi. Si tratta come detto di due piattaforme marine, la prima da 650 e la seconda da circa 500 tonnellate che saranno installate in mare nell’area dello Ionio antistante il porto di Taranto, come infrastrutture a servizio della raffineria Eni. I due apparecchi erano giunti a Taranto da Genova diversi mesi fa e posizionati provvisoriamente in banchina, in attesa del completamento delle opere per la definitiva installazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/26/1tempa-rossa-lavori-in-basilicata-e-pretolio-a-taranto/)

La San Cataldo Container Terminal ha gestito la movimentazione delle piattaforme dallo yard alla banchina e il carico a bordo nave con le operazioni di stivaggio e rizzaggio del carico. Per la particolare movimentazione è stato utilizzato dalla Marraffa un convoglio composto da due semoventi Spmt disposti in parallelo formati ciascuno da 18 assi. Successivamente le piattaforme sono state caricate a bordo di una nave per essere trasferite offshore.

Ma a cosa servono queste due piattaforme? Rientrano nelle installazioni off shore previste dal progetto di “Potenziamento delle strutture per lo  stoccaggio e la spedizione del greggio Tempa Rossa“.  

La realizzazione delle due piattafome, con relativi accosti, permetteranno l’attracco di navi da un minimo di 30.000 DWT ad un massimo di 45.000 DWT allibate per l’esportazione del greggio Val D’Agri e di navi da un minimo di 30.000 DWT ad un massimo di 80.000 DWT allibate per l’esportazione del greggio Tempa Rossa.

L’altra installazione off shore riguarda invece il prolungamento del pontile petroli esistente per una lunghezza totale di 324 m, di cui abbiamo scritto recentemente. I lavori sono stati realizzati dall’azienda veneta Nautilus, per conto della committente Fincosit, che infisso 42 pali metallici di grande diametro per realizzare le strutture di sostegno del pontile di scarico petroliere e le briccole di accosto delle navi.

Nel frattempo prosegue l’invio del petrolio grezzo estratto in Basilicata alla raffineria Eni di Taranto. Che attualmente viene soltanto stoccato nei serbatoi del sito per poi essere spedito altrove per essere raffinato. In attesa di capire quale futuro attende il sito tarantino dell’Eni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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