Chat e app. Non solo trash

 

Social media e adolescenti. Un ragazzo confida alla sua amica conosciuta su Instagram di volersi togliere la vita a causa dei bulli, lei chiede aiuto alla Polizia e lo salva
pubblicato il 01 Novembre 2020, 08:00
3 mins

Marco, nome di fantasia, vive a Napoli. Sara, nome reale, vive a Taranto.
La storia che oggi raccontiamo prende vita nell’immaterialità della rete, luogo e non luogo meraviglioso e oscuro, tenero e barbaro, rassicurante e infido. I protagonisti, questa volta, non sono star dei social, influencer o fenomeni di qualsivoglia natura. Sono due quindicenni.

Marco e Sara sono diventati questa settimana protagonisti di una vicenda a “lieto fine” perché Marco è stato probabilmente salvato dal coraggio di Sara, diventata amica su Instagram, dopo che il primo gli aveva espresso l’intenzione di togliersi la vita.
Infatti, dopo una lunga serie di chiacchierate attraverso la chat del social network, il ragazzo ha trovato il coraggio di confidargli i continui atti bullismo di cui era vittima, da parte dei suoi compagni di scuola. Dal racconto all’epilogo, gli ha confidato la tremenda intenzione di farla finita, uccidersi.
E Sara, non si è voltata dall’altra parte, non ha perso tempo. Sconvolta e in lacrime ha chiamato la Sala Operativa della Questura di Taranto e facendo scattare le indagini che hanno permesso di andare in fondo alla storia. In questo modo sono riusciti a risalire e rintracciare al telefono il padre del ragazzo, avvertendolo della situazione e di ciò che stava accadendo.
Un intervento che per i genitori si è rivelato determinante, perché da lì Marco ha trovato la forza di raccontare tutto quello che non riusciva più a sopportare e che andava avanti oramai da qualche mese. Soprusi, prepotenze, insulti. Macigni nella vita di un quindicenne che non trova la forza per raccontare, reagire, ribellarsi.
Chattare con Sara e confidare quella pesante verità gli ha permesso di superare la sofferenza che lo aveva portato alla solitudine, nell’impossibilità di non riuscire a raccontare le vessazioni alle quali era sottoposto da mesi ad amici, professori e genitori. Un isolamento che si è rotto soltanto grazie ai social e alla sensibilità salvifica di Sara che non ha sottovalutato la portata di quella richiesta d’aiuto.

“Una bella pagina di altruismo e di amore per il prossimo” ha sottolineato il prefetto di Taranto Demetrio Martino (nella foto), che ha voluto incontrare Sara Fina, questo il suo nome per intero, studentessa al liceo scientifico ‘Battaglini’, per complimentarsi personalmente con lei e per ringraziarla “a nome della collettività per la meritevole azione, sottolineando il valore esemplare del coraggio e del senso di responsabilità con i quali si è prodigata per aiutare una persona in difficoltà”.
Un’azione, un gesto che ribalta la classica visione secondo la quale i social media rappresentano, soprattutto per gli adolescenti, soltanto svago, futilità, leggerezza, volgarità. E capace di mutare, migliorandola, la prospettiva per il domani. Di Marco, al quale auguriamo tanta forza. E di Sara, alla quale auguriamo di non cambiare mai.

Condividi:
Share
Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)