Tar Lazio al ministero: rivedere decreto proroga nastri

 

Secondo i giudici del tribunale amministrativo vi sarebbero criticità nel decreto dello scorso settembre: il 4 dicembre camera di consiglio
pubblicato il 31 Ottobre 2020, 08:30
3 mins

Il Tar del Lazio ha stabilito che il ministero dell’Ambiente dovrà riesaminare parte del decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, datato 29 settembre 2020, in merito alla prescrizione n. 6 del Piano Ambientale che riguarda la chiusura dei nastri trasportatoriL’ordinanza del tribunale amministrativo arriva dopo il ricorso presentato dalla multinazionale ArcelorMittal Italia lo scorso 15 ottobre e aggiorna al prossimo 4 dicembre l’udienza di discussione in camera di consiglio.

Secondo fonti che hanno letto l’ordinanza, il Tar del Lazio avrebbe ravvisato “vistose criticità nell’istruttoria alla base del decreto impugnato”, che derivebbero da una valutazione non soddisfacente rispetto ai rilievi avanzati dall’azienda nella richiesta di proroga in merito ai tempi di attuazione della prescrizione. In pratica, secondo il Tar del Lazio, il lavoro della Conferenza dei Servizi che si è chiusa lo scorso 25 settembre, da cui poi è derivato il decreto del 29 settembre, non avrebbe risolto i nodi sollevati dalla ricorrente.

Addirittura per il Tar vi sarebbe un “pregiudizio grave ed irreparabile” tanto da invitare il ministero ad un riesame della procedura. Ciò non toglie, evidenzia comunque il Tar, che permane l’obbligo per l’azienda di “proseguire nell’attuazione degli interventi di cui alla prescrizione 6, nonché l’osservanza di tutte le prescrizioni diverse da quelle indicate, e le misure addizionali di mitigazione già previste e seguite”.

Come si ricorderà il Decreto, ferma restando la scadenza del 23 agosto 2023 per l’esecuzione di tutti gli interventi, in merito a quelli inerenti alla chiusura dei nastri trasportatori per lo stabilimento siderurgico, ne stabiliva la conclusione entro e non oltre il termine del 30 aprile 2021, come approvato dalla Conferenza di Servizi del 25 settembre 2020.

Tempistica diversa, con una differenza di tre mesi, rispetto all’ultima richiesta di Ilva in AS che per conto di ArcelorMittal Italia, che inviava il 14 maggio una nota nella quale allegava il nuovo cronoprogramma relativo all’attuazione della prescrizione n. 6 (Chiusura dei nastri trasportatori e delle cadute) con termine ultimo per la copertura di tutti i nastri al 31/7/2021, comunicato da ArcelorMittal, dopo una prima proroga chiesta al 31/12/2020.

Il ricorso al Tar del Lazio, non riguarda solo la tempistica indicata per la scadenza della copertura di tutti i nastri. Ma anche un’altra prescrizione all’interno del decreto, che prevede come il gestore, ovvero ArcelorMittal Italia, fermo restando il rispetto del termine ultimo del 30 aprile 2021 per la conclusione degli interventi di cui alla prescrizione n. 6 (Chiusura nastri trasportatori), deve procedere a dare celere e sostanziale avvio alle attività di chiusura dei nastri e torri in quota, fino al loro totale completamento (100%) da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 gennaio 2021.

La società, tramite i suoi legali, aveva chiesto la sospensione cautelare di entrambi i provvedimenti, perché ritenuti inapplicabili. Auspicando un nuovo riesame da parte del ministero dell’Ambiente.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/15/arcelormittal-ricorre-al-tar-lazio-su-decreto-proroga-nastri2/)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)