Stanic: la mente del Cus Jonico

 

pubblicato il 28 Ottobre 2020, 16:58
5 mins

Terminato al secondo posto (due vittorie ed una sconfitta), che non qualifica per il turno successivo, il proprio girone di Supercoppa, il Cus Jonico Taranto dovrà attendere un mese circa prima di disputare un’altra gara ufficiale. Il campionato di serie B, infatti, partirà solo il 22 novembre prossimo direttamente con la seconda giornata. Il primo turno, previsto per il 15 novembre, verrà recuperato probabilmente entro la fine del girone di andata.

Un problema non di poco conto, questo, per una squadra come il Cus – tutta nuova – che stava cominciando a trovare certi automatismi nel proprio gioco.

Purtroppo questa sarà una stagione differente dalle altre. Dobbiamo abituarci a questo clima di incertezza” – afferma Nicolas Stanic esperto (36 anni) playmaker argentino del Cus Jonico, fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva del club tarantino. “Il campionato sarà condizionato dai rinvii delle partite a causa dei positivi al Covid, come sta accadendo negli altri sport che hanno già cominciato. Ci saranno tante gare da recuperare a metà settimana e si corre il rischio di giocare tanti match a distanza di pochi giorni e la preparazione fisica potrebbe subire delle variazioni. Ora, ad esempio, che stavamo entrando in forma piano piano, ci dobbiamo fermare con gli impegni ufficiali e capire contro chi poter fare delle amichevoli visto che ci sono dei protocolli da seguire e dato che sono da escludere le squadre di serie C costrette ad interrompere la loro attività”.

A che livello di forma è arrivato il Cus?

Sicuramente nelle ultime due partite c’è stato un passo avanti nella condizione fisica e nelle prestazioni al di là dei problemi fisici che abbiamo avuto con i nostri lunghi. Riprendere dopo sei mesi di inattività non è stato semplice e durante le partite ci siamo accorti che ci mancava, oltre che la condizione fisica, la lucidità mentale per arrivare sino in fondo alle partite. Questo aspetto l’ho notato su di me soprattutto nella gestione di determinati momenti del match. Le basse percentuali di realizzazione nei minuti finali sono state quasi una costante per noi in questo periodo. Abbiamo tanto da migliorare, io per primo avendo un ruolo delicato visto che dalle mie mani passano tanti palloni. Piano piano sto conoscendo i compagni e mi sto adattando a loro.

Un ruolo di grande responsabilità il tuo, cui si aggiunge anche la fascia di capitano che è un ulteriore investitura……

Avevo altre offerte sul tavolo oltre a quella di Taranto ma ho preferito scegliere il Cus anche in virtù dell’offerta di un ruolo importante all’interno di una squadra con grandi ambizioni. Alla mia età le scelte si fanno anche a livello di motivazioni e questo club me ne ha date tante, quindi le responsabilità non pesano e sono felice di averne. Faccio quello che mi piace. Lo faccio, l’ho sempre fatto ovunque, con serietà e professionalità.

Hai girato tanto nelle ultime stagioni (Rieti,Piacenza, Roma, San Severo, Chieti, ndc) .Conosci la categoria come le tue tasche. In base alla tua lunga esperienza, cosa serve per vincere il campionato di serie B?

Non c’è una formula applicabile perché ogni stagione è differente dall’altra. In carriera sono arrivato in fondo ai play-off sia da primo nella stagione regolare che da settimo classificato. La chiave giusta è trovare la chimica di squadra e arrivare nel periodo tra aprile e giugno nelle migliori condizioni fisiche e mentali possibili attraverso una preparazione mirata che tenga conto delle varie date della stagione. Le gare dei play-off da sole, poi, forniscono al giocatore e alla squadra quella carica motivazionale extra. Sono partite che tutti vorrebbero disputare per l’adrenalina che ti danno. Prima, però, la gestione del gruppo e la programmazione fisica passano da momenti di crescita ove si valuta il tipo di pallacanestro che si vuole fare in base alle risorse a disposizione.

Hai 36 anni, pensi mai al momento in cui smetterai di giocare?

Vivo stagione dopo stagione. Fisicamente sto bene, sinora non ho mai subito gravi infortuni. Dal punto di vista mentale mi sento motivato, non mi pesa allenarmi, non mi pesa giocare, conduco una vita da atleta. Amo questo sport e non mi sono imposto una data di quando smetterò.

 

*credit foto Aurelio Castellaneta

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