Ex Ilva, commissari rasserenano su futuro e indotto

 

In audizione presso la Commissione Attività produttive della Camera dei deputati
pubblicato il 27 Ottobre 2020, 20:06
10 mins

Importante audizione quest’oggi in Commissione Attività produttive della Camera dei deputati, dei commissari straordinari dell’ex Ilva in Amministrazione Straordinaria Francesco Ardito, Antonio Lupo e Alessandro Danovi.

I quali hanno rilasciato delle dichiarazioni abbastanza chiare sul futuro prossimo del siderurgico: ovvero che all’orizzonte non ci sarebbe un disimpegno di ArcelorMittal. Eventualità che abbiamo già anticipato nelle scorse settimane. Anzi, possiamo anche dire un qualcosa che molti fonti vicine al dossier confermano da alcune settimane: a causa della crisi in corso in cui è impegnato il governo, quasi certamente la risoluzione del dossier Ilva sarà rinviata nei prossimi mesi. Probabilmente le parti raggiungeranno un accordo di massima sul posticipare quell’intesa che secondo l’ultimo accordo del 4 marzo, si sarebbe dovuta raggiungere entro il prossimo 30 novembre.

In merito alla trattativa in corso, il commissario Danovi ha affermato che “Noi non siamo in grado di rispondere. In base ai segnali, che sono deboli, noi non abbiamo un’indicazione o un segnale che ci indica la volontà di non rimanere da parte di ArcelorMittal. Abbiamo la sensazione che questa discussione stia procedendo, ma procedendo con concretezza di contenuti e questo ci fa ben sperare che possa arrivare a una conclusione positiva“.

Lo stesso Danovi poi, afferma un qualcosa di profondamente scontato, che su queste colonne abbiamo ribadito decine di volte. “Per quanto riguarda il probabile atteggiamento di Arcelor, è l’atteggiamento di un privato, che segue una sua finalità di lucro come ogni azienda. Da quando siamo in carica in più di un’occasione Arcelor non ha rispettato accordi presi. Noi abbiamo chiesto loro di farlo, ci siamo seduti in più tavoli dopo la minaccia di andarsene e modificare accordi contrattuali. Come ricordato il 4 marzo abbiamo firmato accordo che prevedeva un nuovo piano industriale nell’ottica di una futura decarbonizzazione“.

In merito all’accordo raggiunto la scorsa settimana con ArcelorMittal sul canone di affitto, il commissario straordinario Danovi ha specificato che “prevede il rispetto di tutti i debiti di Arcelor nei confronti di As, seppure con una tempistica leggermente diversa, che abbiamo accettato perché c’è un rinforzamento delle garanzie d’incasso. Abbiamo firmato venerdì scorso l’accordo, che prevede il pagamento di una parte significativa dell’importo maturato da Arcelor nei nostri confronti entro questa settimana e poi il pagamento entro il 5 di novembre della rata in scadenza dell’affitto che maturerà settimana prossima”. Anche il commissario Lupo ha confermato che “l’accordo di venerdì scorso conserva la quantità dei crediti che avevamo ma migliora la qualità dei nostri crediti, è un accordo ottimo perché per quanto riguarda i canoni, i crediti restano integri, rimane garantita la possibilità in caso di adempimento di Ami, è stata prevista una dilazione di qualche mese, c’è un acconto che viene pagato entro 5 giorni lavorativi da venerdì. Resta la possibilità di escuotere la garanzia che abbiamo nei confronti di Arcelor. Per quanto riguarda i beni esclusi che noi abbiamo venduto ad Ami, è stata migliorata la qualità di questi crediti perché in base ad una nostra indicazione c’è clausola con divieto di compensazione: se Arcelor non paga o non c’è accordo entro il 30 novembre, in quel caso non potrebbe mai compensare debiti dei beni esclusi con altri crediti nei nostri confronti. Ciò rafforza i nostri crediti, senza questo accordo avremmo dovuto fare un ricorso e a quel punto chissà come e quando sarebbe finito in contenzioso. Prevista solo una breve dilazione, comprensibile con Covid e altre tematiche”.

(leggi il nostro articolo sull’accordo sul canone d’affitto https://www.corriereditaranto.it/2020/10/13/2ex-ilva-accordo-sul-canone-daffitto-con-arcerlomittal/)

L’audizione aveva però come tema centrale la crisi delle aziende dell’indotto del siderurgico. Che negli ultiimi due mesi si è di molto attenuata. Come evidenziato dallo stesso commissario Ardito: “Ad oggi la situazione è migliorata. C’è un problema con i tempi di pagamento che sono lunghi, ma il Covid non ha agevolato la situazione. Abbiamo avuto confronto con gli autotrasportatori e sostanzialmente abbiamo una posizione creditoria degli autotrasportatori importante ma non eccessivamente pesante. Probabilmente alla base c’è un problema di liquidità perché la produzione è contenuta. La situazione è migliorata comunque rispetto a mesi fa”.

Conferme anche dal commissario Lupo: “Tema dell’indotto ci riguarda indirettamente, ma ci interessa in maniera rilevante perché comunque il rapporto con le imprese locali è un rapporto su cui si fonda la gestione di tutto lo stabilimento, il rapporto anche con la comunità tarantina. Per quanto riguarda la quantità dello scaduto, le imprese dell’autotrasporto lamentano circa 2milioni e 300mila euro. Loro puntano ad un riesame della tipologia di rapporto con Arcelor nel senso che lamentano la mancanza di un interlocutore stabile all’interno e di una continua interlocuzione, la possibilità di programmare la loro attività alla luce di una continuità più adeguata”.

“Per ciò che riguarda le altre imprese, – prosegue Lupo – abbiamo parlato con Confindustria che ci ha parlato di un deciso cambiamento nei rapporti con Arcelor anche grazie alla costituzione di una cabina di regia con il sottogretario alla Presidena del Consiglio Mario Turco, del sottosegretario del MiSE Todde e il prefetto di Taranto, che ha agevolato l’interlocuzione e la possibilità di poter eliminare buona parte dello scaduto, che è passato da 40 milioni a 20 milioni circa. Sulla base di ciò che c’è stato riferito da Confindustria, c’è un rapporto migliore anche con le aziende dell’indotto. Ciò che tutti lamentano è la situazione d’incertezza. Superata la fase di negoziazione fra Invitalia e Arcelor e il Governo ritengo che se si raggiungerà l’accordo ci sarà una situazione più tranquilla e serena anche per le aziende dell’indotto”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/28/2indotto-ex-ilva-arcelormittal-riduce-lo-scaduto/)

A proposito dei debiti su citati, la struttura commissariale ha anche chiarito un aspetto che s’intrecca con la trattiva in corso con Invitalia. “Bisogna sapere quale sarà la forma di investimento o coinvestimento che Invitalia o altro ente che dovesse essere designato farà in Arcelor Mittal o con Arcelor Mittal. Se Invitalia entra nella compagine di Arcelor direttamente, acquisendo una partecipazione capitale, è evidente che il nuovo socio è socio sia nelle attività che nei debiti. Alla data in cui Invitalia dovesse entrare come socio in Arcelor, se ci sono dei debiti, diventerà socio pro-quota anche di questi debiti. E’ evidente che l’esistenza dei debiti non è neutra nell’individuazione della valutazione. Perché il valore dell’azienda deriva da una parte dal patrimonio netto, quindi attività e passività, dall’altro altro in base a prospettive future sulle basi delle quali si può formulare una valutazione. Se ci sarà apporto di Invitalia in Arcelor, questo apporto terrà conto della necessità di pagare i debiti e della posizione finanziaria netta che va a ridurre il valore della valutazione. Quindi la posizione non è priva di conseguenze, è l’acquisizione di una quota di capitale che tiene conto anche l’ammontare dei debiti come in tutte le operazioni“.

Ultimo passaggio sul versante ambientale, in merito all’attuazione del Piano Ambientale del 2017, ovvero dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). “Per quanto riguarda l’AIA: abbiamo letto che Cimolai (la ditta che si sta occupando della copertura dei parchi minerali primari) vanta dei crediti e c’è la nostra preoccupazione per questo. Cimolai non ci ha mai riferito nulla di specifico in proposito, in ogni caso qualora dovessero affiorare problemi nell’esecuzione dei lavori AIA in quel caso interverremmo. Perché non è pubblico accordo 4 marzo? Perché siamo legati a una clausola di riservatezza nei confronti di Arcelor, ci sono clausole specifiche. Ci sono state istanze d’accesso da parte del Comune di Taranto per poterlo vedere, ma noi non potevamo chiedere ad Arcelor la sua disponibilità avendo ricevuto un diniego, non potevamo che negare anche noi l’accesso a questa documentazione. Non abbiamo interessi particolari come i privatisti, noi li diffonderemmo, ma essendoci interessi di Arcelor non possiamo estenderlo, a causa della clausola“.

Infine, in merito al ricorso al Tar da parte di ArcelorMittal sui tempi di copertura dei nastri trasportatori, previsti dalla prescrizione numero 6, i commissari hanno ribadito che Arcelor “ha chiesto dilazione“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/15/arcelormittal-ricorre-al-tar-lazio-su-decreto-proroga-nastri2/)

 

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

3 Commenti a: Ex Ilva, commissari rasserenano su futuro e indotto

  1. Fra

    Ottobre 27th, 2020

    Una sola parola vergogna !!

    Rispondi
  2. Biagio De Marzo

    Ottobre 28th, 2020

    Vergogna di che? I commissari hanno risposto alle domande con gli elementi a disposizione. Vanno contestati i contenuti delle risposte con obiezioni specifiche o con domande non fatte. Io, per esempio, pongo questa domanda: Visto che i commissari non hanno “segnali” sul rimanere a Taranto di Arcelor Mittal, avrei chiesto loro se c’è qualcuno che sta pensando al piano B, che scatterebbe nel momento in cui Arcelor Mittal comunicasse invece che lasciano Taranto. O accadrà come è avvenuto con la seconda ondata di pandemia che ha colto il governo impreparato pur sapendo che poteva arrivare ed ha avuto sei mesi di tempo per prepararsi? I commissari hanno il dovere/diritto di chiedere cose di questo genere al Governo che li ha nominati per un incarico così importante, soprattutto per rispetto del territorio, mancanza che essi stessi addebitano all’A.D. di ArcelorMittal Italia che si occupa solo degli affari del signor Mittal che l’ha nominata A.D.

    Rispondi
  3. Stefano

    Ottobre 28th, 2020

    È da Marzo che non lavoriamo, questo sarebbe un miglioramento?? Vogliamo parlare del salario? In media percepiamo 800 € mese noon c’è la facciamo più! Quindi cercate di prendere una decisione definitiva.

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)