Tempa Rossa, lavori in Basilicata e petrolio a Taranto

 

Completato l'avviamento dell'impianto di recupero zolfo. Greggio inviato alla raffineria Eni che stocca e invia altrove il prodotto per la raffinazione
pubblicato il 26 Ottobre 2020, 21:27
3 mins

E’ stato completato l’avviamento dell’impianto recupero zolfo del centro olio Tempa Rossa, inclusa la sezione di trattamento dei gas di coda, avviato lo scorso 18 ottobre. Conseguentemente si è proceduto al caricamento della prima autobotte di zolfo liquido, il 19 ottobre scorso, e da allora sono dunque operativi i trasferimenti di tutti i prodotti (greggio, gas naturale, GPL e zolfo).

Lo zolfo liquido viene stoccato in appositi serbatoi per essere successivamente caricato su autobotti e venduto sul mercato, mentre il gas residuo viene inviato ad un inceneritore che produce aria combusta, vapor d’acqua e quantità molto ridotte di ossidi di zolfo, con l’obiettivo di contenere delle emissioni.

In tale fase la produzione di greggio è attorno ai 45.000 barili al giorno, con l’obiettivo del raggiungimento a regime del valore previsto di 50.000 barili al giorno, mentre “la fiamma in torcia è significativamente bassa e il contenuto di componenti solforati nel gas residuo è ridotto del 99%. Le condizioni della torcia, salvo ulteriori migliorie attualmente in fase di studio, sono pressoché ottimali”.

Una precisazione, quella della multinazionale Total Italia, che fa seguito alla nota dell’Agenzia di Protezione Ambientale della Basilicata (Arpab) dello scorso 19 ottobre nella quale, a seguito di una segnalazione relativa ad un innalzamento anomalo della fiamma in torcia, inviava tecnici all’interno del sito. Il fenomeno è stato provocato dal temporaneo malfunzionamento del compressore del gas metano e dal relativo invio in torcia del gas in eccesso, e per fortuna non ha fatto registrare valori anomali alle centraline di qualità dell’aria, nonostante, durante il sopralluogo, dalla verifica delle registrazioni dei Sistemi di Monitoraggio in continuo delle Emissioni (SME), è stata constatata, invece, la registrazione di dati anomali di anidride solforosa (SO2) al camino dell’inceneritore. Questo ulteriore fenomeno è scaturito, invece, secondo i tecnici Total, da un malfunzionamento dell’impianto di trattamento gas acidi TGT che è durato dalle 11:35 alle 12:05. Tale situazione rilevata negli SME non ha avuto ricadute sulla qualità dell’aria perché i dati rilevati presso la rete delle stazioni di monitoraggio sono risultati tutti entro i limiti.

La stessa Total Italia ha poi voluto precisare che “ad esclusione di sporadici fenomeni di visibilità accentuata della fiamma dovuti a fermata/riavviamento di impianti e apparecchiature specifiche nel corso delle prove di esercizio, che comunque non comportano anomalie ai dati di qualità dell’aria (misurati dalle centraline di monitoraggio predisposte intorno al centro olio come previsto dal piano di monitoraggio ambientale approvato) che continuano a mantenersi anche in questa fase ben al di sotto delle soglie di legge”.

Nel frattempo prosegue l’invio del petrolio grezzo estratto in Basilicata alla raffineria Eni di Taranto. Che attualmente viene soltanto stoccato nei serbatoi del sito per poi essere spedito altrove per essere raffinato. Così come prosegueono i lavori presso il pontile petroli.

(leggi tutti gli articoli su Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

3 Commenti a: Tempa Rossa, lavori in Basilicata e petrolio a Taranto

  1. Fra

    Ottobre 26th, 2020

    È schifoso il risultato di questa città una piaga assoluta ,una vergogna senza conforto ,abbiamo sempre più imbarazzo di questa Taranto schiava ,produce soltanto mer.. , e inquinamento.

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    • Piero

      Ottobre 27th, 2020

      ho letto cose piu’ intelligenti nei temini di bambini di terza elementare che in questo commento

      Rispondi
  2. Gico

    Ottobre 27th, 2020

    Dove sono le royalty ? qualcuno le vuole ? associazioni, ambientalisti, politici di turno non fanno nulla. Avendo le royalty Taranto diverrebbe la Livigno del sud cioè carburante scontato ai dsributori dell’ area periferica della città anche per attirare turisti e favorire il commercio interno ormai al collasso. Vi siete mai chiesti perchè alla peeriferia di Brindisi il carburante costa 0.20 £ meno ?

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