Prisma Taranto: successo nel segno di Diaz

 

pubblicato il 24 Ottobre 2020, 23:11
7 mins

La Prisma Taranto espugna il glorioso palazzetto di Casnate- tempio del basket femminile comasco che rievoca ricordi indelebili (Cras Basket vi vinse il suo primo scudetto nel 2003 battendo la Pool Comense) – battendo con tanta sofferenza per 1-3 la Polisportiva Cantù (25-22, 29-31, 23-25, 23-25) al termine di due ore circa di gioco in un match che, qualora ce ne fosse bisogno, fa capire che ci sarà da combattere contro chiunque in serie A/2. Cantù si è dimostrata la classica formazione di categoria composta da un mix di giocatori esperti e giovani interessanti che lotta su ogni palla, con il solito opposto catalizzatore di palloni che ottiene numeri di rilievo (26 punti).

La squadra rossoblù allenata da Di Pinto l’ha spuntata grazie alla panchina lunga, alla foga agonistica dell’opposto cubano Padura Diaz (30 punti, 48% di positività in attacco), mai domo e sempre in partita nonostante alcuni passaggi a vuoto nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno ed alla classe di Parodi (19 punti, 44% di positività in attacco), chiamato in causa in alcuni momenti cruciali del match, nonostante una prestazione da dimenticare in battuta (6 errori).

PRIMO SET

In difficoltà in quasi tutti i fondamentali (ricezione e difesa balbettanti, battuta fallosa, attacco con percentuali molto basse) e tenuta a galla solo dal muro, la Prisma Taranto, nel primo parziale, ha patito sopratutto la rotazione in servizio dell’opposto italo- brasiliano Motzo che oltretutto in attacco, sfruttando una grande elevazione, nonostante i suoi soli 192 cm di altezza, ha sorpreso tutti (7 punti nel set). Fase di ricostruzione gioco, quindi, difficoltosa per i rossoblù che hanno avuto problemi a mettere palla a terra una volta messi fuori gioco, da una ricezione imperfetta, i centrali. Cantù guadagna tre punti di vantaggio da subito (8-5, 13-10), viene raggiunto (13-13) ma da questo momento in poi la partita è infarcita di errori. Praticamente da questo punteggio e sino al 24-21 per Cantù, si contano 7 battute sbagliate (5 di Taranto) e 6 errori punto (4 di Taranto). Tanti, troppi. La giovane diagonale palleggiatore-opposto di Cantù composta da Dzavoronok (classe 2001) – Motzo (classe 1999) strappa applausi a scena aperta per la personalità con cui tiene il campo.

SECONDO SET

La partita si decide qui o quantomeno il momento topico del match è racchiuso in questo parziale vinto 29-31 da Taranto dopo un’estenuante rincorsa. I rossoblù annullano ben sei set ball a Cantù partendo dallo svantaggio di 24—22 e ritrovano un Padura Diaz formato killer proprio sul finire di set. L’opposto cubano è protagonista di sette punti degli ultimi undici di squadra, dal 21-20 al 29-31. Bravo in questo caso il palleggiatore Coscione – costretto, causa ricezione imperfetta, a correre per il campo per buona parte del match – a farlo rientrare in partita dopo che il suo compagno di squadra non metteva palla a terra dal 2-4 ed aveva commesso due errori in attacco e si era preso tre murate in faccia. Determinante anche l’ingresso in campo sin dall’inizio del parziale del centrale Di Martino (muro del 28-29 e muro del definitivo 29-31) al posto di Presta. In precedenza il solito Motzo aveva continuato a randellare sottorete e dalla linea di fondo per Cantù (8 punti sino al 22-20) costringendo Taranto sempre ad inseguire (10-7, 15-11, 16-13).

TERZO SET

Coach Di Pinto vuole completare la rimonta per poi andare a vincere la partita e si gioca altri due bonus dalla panchina. Fuori Fiore, in difficoltà, e dentro l’under 23 Gironi di banda. Questo cambio gli permette, grazie ai cambi illimitati riguardanti gli under, di inserire nel giro dietro, per rinforzare la fase di ricezione e difesa, il giovanissimo Hoffer, a referto come ricevitore e non come secondo libero. Gli effetti si notano e la squadra trova maggior equilibrio. La partita nella partita tra i due opposti prosegue con Padura Diaz da una parte e Motzo dall’altra sempre molto cercati dai propri palleggiatori. Taranto prova ad allungare (8-11) ma viene ripreso (13-13). La partita trova una fase in cui si gioca punto a punto, almeno sino al 19-19. Poi la Prisma piazza un break di quattro punti (19-23),rischia la clamorosa rimonta (23-24) e si porta a casa il set ed il primo punto del match in maniera un po’ fortunosa. Mentre il centrale di Cantù è in battuta, infatti, parte involontariamente la sirena del time-out da parte di Taranto che distrae il giocatore lombardo che serve la palla in rete (23-25). Protagonista del set per Taranto oltre a Padura Diaz (8 punti), il centrale Di Martino (6 punti, di cui 4 a muro).

QUARTO SET

Cantù perde un po’ di verve agonistica non potendo sfruttare nulla dalla sua panchina. Gioca con lo stesso starting-six anche se continua a tenere testa alla più quotata Taranto (5-2,13-10, 18-16) che però ha dalla sua la classe e l’esperienza di alcuni uomini cardine. Tra questi Parodi che è protagonista del set con alcune giocate di grande tecnica (7 punti in questo parziale). Sino al 20-20 c’è grande equilibrio, poi subentra un po’ di nervosismo con le squadre che tornano ad essere fallose. L’errore più grave lo commette al servizio Cantù sul 23-23, regalando il match ball a Taranto che la chiude con il solito indomito Padura Diaz che si regala una bella soddisfazione nel giorno del suo compleanno.

RESOCONTO FINALE

Avversari tosti come Cantù, la Prisma Taranto ne troverà parecchi sulla sua strada. La squadra rossoblù deve migliorare ancora tanto nella correlazione muro-difesa e nella fase di contrattacco. Rispetto al match con Brescia passo indietro in battuta, dove sono stati commessi troppi errori (19). In attacco si gioca ancora ad intermittenza (41% di positiva) mentre la ricezione ha patito i battitori in salto avversari (36% di perfetta). A muro (19 vincenti) le cose vanno bene. Squadra che ha nella panchina lunga risorse che torneranno utili nel corso della stagione.

credit foto: www.legavolley.it

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