Taranto: tra disaffezione e attacco anemico

 

pubblicato il 21 Ottobre 2020, 11:24
4 mins

La domanda l’avevamo fatta al presidente Giove il giorno (era il 18 luglio) della presentazione dell’allenatore Laterza e del direttore sportivo Montervino, ossia se fosse più preoccupato della contestazione della curva o dell’indifferenza degli altri tre-quarti della tifoseria?

I dati di presenza allo stadio Iacovone di domenica scorsa parlano di 239 biglietti venduti (anche l’elevato costo del tagliando ha fatto il suo percorso…. )per la gara tra Taranto e Sorrento – la prima stagionale a porte aperte – sui 1000 disponibili. Cosa significa questo dato piuttosto allarmante? Che il processo di allontamento del tifoso dallo stadio è completato. Si badi bene, abbiamo scritto stadio. Perchè attorno al Taranto resiste a soffrire, con la morte nel cuore, quello zoccolo duro composto da duemila tifosi che si è stancato di seguire dal vivo la squadra del cuore ma che continua ad interessarsene dall’esterno.

Basti andare a chiedere i dati di ascolto a Canale 85, attuale media partner del club rossoblù. Un’idea ce la si può fare seguendo le visualizzazioni sui social delle gare del Taranto. Il resto dei tifosi, diciamo altri ottomila, si è allontanato, gradatamente, nel corso delle ultime sette-otto stagioni a seguito dei risultati scadenti ottenuti dalle varie dirigenze che si sono susseguite.

La gente non si riconosce più in questa società ormai è chiaro, nonostante i confusionari sforzi compiuti dal presidente Giove (nessuno mette in discussione il suo amore per i colori rossoblù, ndr) nella gestione di queste ultime tre stagioni.

Parlando, sempre dati alla mano, passiamo ad analizzare gli aspetti di campo con la premessa che nell’ambito di una stagione di profilo basso dal punto comunicativo – ossia senza grossi proclami – forse si poteva chiarire sin da subito che, questa buona squadra allestita dal diesse Montervino, non può puntare alla vittoria del campionato. Nelle dichiarazioni ufficiali, invece, si è lasciato sempre un illusiorio spiraglio aperto verso il vertice del girone H.

Ecco che poi si spiega l’impazienza di tifosi e critici, compresi noi, in quello che è un pò il capro espiatorio del momento ossia l’attaccante argentino Denis Stracqualursi che è un profilo inadatto (preso a mercato avanzato, messo in quarantena al suo arrivo in Italia, abbisognevole di tot tempo per poter disporre di una condizione fisica ottimale) ad un club che aspira a vincere o quantomeno ad essere tra i primi del girone perchè – la storia insegna – i punti persi nelle prime giornate di campionato, diventano poi decisivi alla fine. Perchè si fa più fatica ad inseguire sempre piùttosto che essere inseguiti.

Se, invece, il campionato che il Taranto vuole fare non è di vertice allora si può avere tutta la pazienza di questo mondo per aspettare che Stracqualursi – così come anche il connazionale e collega di reparto Alfageme – entri in forma. E’ tutta una questione di prospettive.

Il Taranto – edizione 2020/2021 – è una buonissima squadra, con un’idea di gioco già molto apprezzata (pressing alto, movimenti senza palla, possesso palla) ma con evidenti lacune offensive che sono dettate da una fisionomia di squadra non ancora definitiva negli interpreti ma anche dalle caratteristiche di attaccanti che nelle ultime stagioni hanno segnato poco. Lo dicono le statistiche.

Basti analizzare gol e tiri in porta, quelli nello specchio della porta, delle prime quattro gare del campionato.

Gol realizzati: 6, di cui 5 su calcio da fermo o derivanti da palle inattive;

Tiri pericolosi verso la porta: 12 – di cui 4 su punizione ;

Tiri pericolosi degli attaccanti: 2, uno di Serafino ed uno di Stracqualursi.

Quando verremo smentiti dai fatti, non dalle parole, saremmo ben contenti di esserlo…..

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2 Commenti a: Taranto: tra disaffezione e attacco anemico

  1. Gab

    Ottobre 22nd, 2020

    Articolo lucido e ineccepibile. Purtroppo anche chi, come il sottoscritto, ha sempre sostenuto il Taranto in questi anni bui, non ce la fa più a vedere improvvisazione, quando va bene, e incompetenza nella costruzione di ogni singola stagione. Questo giocatore può essere una scommessa interessante (e comunque parliamo di uno di 33 anni), ma quale capra tra i ds penserebbe di mettergli sulle spalle il peso dell’attacco intero a fine mercato, considerate le cose già ribadite nell’articolo? Ma davvero non c’era nessuna opzione migliore, anche economicamente, e meno esotica? Per assurdo anche cercare di trattenere Genchi avrebbe prodotto un risultato migliore, forse. Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Magari alla fine avrà ragione Montervino, facciamolo lavorare. Certo però lui sa di stare in una città in cui la tifoseria rema contro la sua stessa squadra (vedi il rigore di Favetta contro il Cerignola), deve fare in modo di essere difendibile. Un minimo. Forza Taranto.

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    • redazioneonline

      Ottobre 22nd, 2020

      La ringrazio, purtroppo questa società ha fatto il suo tempo e vuole attorno a sè solo cortigiani. Mi hann già comunicato che non sono più gradito allo Stadio. Questo è il regime Giove……Ma la ragione non urla, la ragione si siede ed aspetta.

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