Taranto sprecone, Sorrento lo beffa

 

pubblicato il 18 Ottobre 2020, 20:44
4 mins

Il calcio sa essere spietato. Se ne è accorto il Taranto che , davanti a soli 300 spettatori sui 1000 in grado di ospitare, domina la partita contro il Sorrento, spreca qualche occasione di troppo e viene punito da un avversario cinico che con due tiri in porta trova due gol e si porta a casa i tre punti. Inutile stare a ripetere sempre le stesse cose. A questa squadra manca un bomber che la butti dentro quando capita l’occasione giusta. La fotografia del match sta tutta in questa, forse anche banale, considerazione alimentata dal ricordo dell’errore clamoroso commesso sotto porta sul finire del primo tempo dall’attaccante argentino Stracqualursi. Però bisogna pensare a quanto di buono ha espresso la squadra rossoblù nell’arco dell’incontro ossia pressing alto, specie nel primo tempo, intensità di gioco, dinamismo e una manovra fluida che non si vedeva da anni.

PRIMO TEMPO

Il Taranto, ancora privo di Gonzalez e Ba infortunati e Guaita squalificato, cambia ancora formazione e torno al modulo più congeniale 4-3-2-1. Rientra dall’infortunio Ferrara come difensore esterno sinistro con spostamento di Caldara centrale. Acquadro, assente domenica scorsa, si piazza come falso trequartista e diventa determinante nel pressing alto perché è uno che sa recuperare bene palla, oltre ad impostare. Il Taranto tiene il Sorrento nella sua area di rigore per tutto il tempo, preme così tanto che i campani non riescono a far ripartire l’azione e spesso giocano all’indietro sul portiere che in più di un occasione con i piedi va in affanno. Al minuto 13 bella azione combinata tra Lagzir, Acquadro e Santarpia, con quest’ultimo che arriva al tiro che però termina alto. Al minuto 32 il mancino di Lagzir su punizione impegna il portiere ospite. Al minuto 41 capita sui piedi di Stracqualursi l’occasione più ghiotta per passare in vantaggio. Imbeccato in maniera sopraffina dal solito Lagzir, l’argentino, solo davanti al portiere, calcia addosso al portiere ospite tra l’incredulità generale.

SECONDO TEMPO – La ripresa non cambia copione. Taranto costantemente in avanti alla ricerca del vantaggio. Mister Laterza opera tre cambi, tutti sul fronte offensivo, al minuto 59 : fuori Santarpia, Lagzir e Stracqualursi e dentro Falcone, Mastromonaco e Alfageme. Il Sorrento è tutto racchiuso nei suoi trenta metri però colpisce improvvisamente al minuto 69, calcio di punizione battuto da Masullo, colpo di testa in area rossoblù del difensore Cacace e rete del vantaggio. Il Taranto riesce però a trovare subito il pari sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mischia in area sorrentina ed il più lesto ad insaccare la rete è Matute. Il Taranto produce volume di gioco ma evapora nei sedici metri finali. Il Sorrento lo beffa al minuto 79 con Liccardi che dal versante sinistro d’attacco fa partire uno splendido tiro che si insacca alla sinistra del portiere rossoblù Sposito. Vano l’assedio del Taranto alla ricerca di un pari che non arriverà mai.

“E’ una partita che brucia” – ha commentato il tecnico Giuseppe Laterza in sala stampa – “la partita l’avete vista tutti, se c’è stata una squadra che ha giocato e ha cercato di vincere, quella era proprio il Taranto. Purtroppo in queste tipo di gare, se non la metti dentro, non passi in vantaggio e non consolidi il risultato, rischi di prendere gol su una palla inattiva. Ma anche lì siamo stati bravi a recuperare per poi subire ancora gol nel tiro della domenica. Senza presunzione, dobbiamo analizzare gli errori fatti ma oggi c’è stata una sola squadra in campo. Il risultato non è giusto per noi e ci brucia tantissimo”.

 

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