Misure anti-covid: a pagare sono i più giovani

 

Chiudere palestre e piscine e la didattica a distanza è chiedere loro di sacrificarsi per privilegiare l'incapacità di governare
pubblicato il 17 Ottobre 2020, 13:13
2 mins

Chiudere palestre e piscine. Già, magari pure le scuole. Peccato non siano questi i luoghi in cui “nasce” il virus. Peccato non si sia in grado di aumentare i controlli, scaglionare gli ingressi a scuola evitando l’assalto ai mezzi di trasporto pubblico. Peccato si faccia finta di niente sugli affollamenti nei supermercati e nelle catene della grande distribuzione, nei mercati locali. Peccato non velocizzare i tempi degli esiti dei test sulla diffusione del virus. Peccato sui ritardi dell’adeguamento delle strutture sanitarie e sulla carenza di personale nelle stesse. Già, peccato.
E allora, a sacrificarsi dovranno essere i nostri giovani che vogliono studiare e fare sport. Tanto, gli abbiamo pregiudicato da anni il futuro: che vuoi che sia la scuola in presenza o uno sport da praticare? Tanto, le associazioni sportive non vanno su Sky, non aumentano l’audience, e non fa nulla se hanno speso quattrini per le norme anti-covid, se c’è gente che lavora ed educa i giovani a una vita sana e lontana dai guai: non hanno Agnelli o Cairo o De Laurentis o Suning alle spalle, neppure un Ronaldo, un Lukaku, un Ibrahimovic fra le loro fila. Di questi poveretti che riempiono palestre e piscine ce ne può fregar de meno. La didattica a distanza? Massì, dai: così i nostri ragazzi stanno accomodati sul divano e non s’assembrano, e non importa se non socializzano, diventano meno sicuri nella vita. Anzi, così non fanno ‘guai’ a scuola…
Forza, avanti così. Calpestando i diritti dei più deboli. Privilegiando l’incapacità di governare per davvero. Agevolando sempre i più forti. Poi, più in là, quando tutto sarà finito, magari punteremo il dito sui nostri giovani: comodi, bamboccioni, insicuri, distratti, impreparati.
Che società stiamo consegnando loro…

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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