Italcave, la Provincia boccia progetto su I e II lotto

 

La società aveva avanzato richiesta per la regolarizzazione dei bordi e delle pendenze delle superfici di chiusura dei due lotti
pubblicato il 16 Ottobre 2020, 19:52
7 mins

Il settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, ha deciso di emettere provvedimento di diniego sull’istanza presentata dalla società Italcave Spa per il progetto di regolarizzazione dei bordi e delle pendenze delle superfici di chiusura del I e II lotto della discarica per rifiuti non pericolosi in Taranto, C. da La Riccia Giardinello, per la quale la società Il 17/04/2018 ottenne dalla Provincia di Taranto parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per il progetto di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi. 

La società aveva presentato uno studio sugli assestamenti dei volumi di discarica autorizzati (I, II e III lotto) congiuntamente ad una valutazione modellistica del ruscellamento superficiale delle acque meteoriche comparando le ipotesi del progetto con i più recenti indirizzi nazionali ed internazionali in materia, al fine di confermare l’idoneità delle pendenze delle superfici di chiusura a quanto disposto dal D.Lgs. n. 36/2003, al termine del quale la stessa società aveva evidenziato, al fine di rispettare quanto indicato nel D.Lgs. n. 36/2003 e nei più recenti indirizzi nazionali ed internazionali in materia, la necessità, per i lotti I e II, di dover regolarizzare i bordi dell’attuale perimetro di discarica e di dover livellare le superfici di regolarizzazione al fine di garantire una idonea pendenza (stimata in circa 3%) anche a seguito di fenomeni di assestamento post-gestione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/17/ampliamento-discarica-italcave-chiesta-modifica-aia/)

Sul progetto si svolte due Conferenze di Servizi e precisamente il 14.12.2018 (prima riunione), e in data 26.02.2019 (Conferenza di Servizi decisoria) nel corso delle quali sono state acquisite le valutazioni degli Enti convocati, che hanno espresso i loro pareri in gran parte negativi.

Hanno espresso parere sfavorevole il Comune di Taranto (“…allo stato attuale, non possono considerarsi esaustive le valutazioni effettuate dal gestore ai fini del favorevole accoglimento dell’istanza di che trattasi, con particolare riferimento allo studio di ulteriori soluzioni alternative riguardo i materiali di riempimento”), il Comune di Statte in quanto l’impianto si trova a ridosso del territorio comunale (Comune viciniore) e l’ARPA Puglia sia rispetto alla VIA che rispetto all’AIA.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/18/discarica-italcave-a-che-punto-e-la-bonifica2/)

Parere igienico sanitario favorevole invece quello espresso dall’Asl di Taranto, seppur con le relative condizioni e prescrizioni ma subordinato – tra l’altro – alla preliminare pronuncia da parte degli enti tecnicamente competenti (Arpa Puglia, Comitato Tecnico Provincia, Comune di Taranto) sulla fondatezza delle motivazioni poste alla base della scelta progettuale che sulla possibilità di scelte alternative all’utilizzo dei rifiuti.

Anche l’Ente di Gestione Provvisoria Parco Naturale Terra delle Gravine sottolineando che “..non sono state sviluppate le possibili soluzioni alternative cosi come richiesto (e dibattuto in sede della CDS) che possano comunque conciliarsi con l’esigenza di procedere al rimodellamento delle pendenze della sistemazione finale per garantire il deflusso delle acque, quali ad esempio la riduzione della quota della linea di colmata cui sovrapporre il capping, riducendo di conseguenza altresì l’altezza dei necessario muri di contenimento e i volumi complessivi di rifiuti da abbancare; e che l’incremento delle volumetrie di rifiuti determina un incremento degli impatti complessivi dovuti anche all’allungamento del periodo di esercizio della fase di conferimento, rende opportuno e necessario che la soluzione progettuale sia finalizzata a minimizzare tale aspetto”.

Il progetto in questione è stato esaminato, inoltre, dal Comitato Tecnico Provinciale di esperti in materia di gestione rifiuti ex L.R. 30/86, che ha espresso pareri interlocutori sul progetto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/18/italcave-ampliamento-e-accordi-con-la-regione/)

Inoltre il progetto presentato dalla società Italcave interessa area perimetrate dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) e, in considerazione di quanto previsto al vigente Piano Regionale di gestione dei rifiuti speciali in Puglia (BURP n.83 del 16.06.2016), risulta in contrasto con le direttive del già menzionato PRGRS. In tal senso la società Italcave aveva chiesto alla Regione Puglia il provvedimento di deroga ai sensi dell’art.95 delle Norme Tecniche di attuazione del PPTR.

Ma lo scorso agosto la Sezione tutela e valorizzazione del paesaggio della Regione Puglia si è espressa in questi termini: “…considerato che non è pervenuto alcun riscontro alle richieste formulate, nel ribadire che il requisito della pubblica utilità è presupposto necessario alla definizione dell’iter istruttorio teso all’eventuale rilascio del provvedimento di deroga paesaggistica di competenza della Giunta Regionale, si ritiene che, in assenza della dimostrazione di tale requisito, l’istanza di deroga ai sensi dell’art.95 della Norme Tecniche di attuazione del PPTR per il progetto di regolarizzazione dei bordi e delle pendenze delle superfici di chiusura del I e II lotto sia improcedibile, ai sensi dell’art.2 comma 1 della L.241/90 e ss.mm.ii”.

Peraltro, lo stesso Consiglio Provinciale, nelle linee programmatiche di mandato quadriennio 2018/2022, ha espressamente manifestato l’indirizzo che “… le discariche chiuse non si riaprono e non sono previsti ampliamenti degli impianti esistenti che non siano concertati con i territori su cui impattano (Delibera di Consiglio Provinciale n.2 del 22.02.2019)”.

Sulla vicenda, con sentenza n.408/2020 è intervenuto anche il TAR Puglia che ha dichiarato “…l’obbligo della Provincia di Taranto ad adottare, entro 30 giorni dalla comunicazione/notificazione della presente sentenza, la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi, ai sensi dell’art. 27.bis, comma 7, D.Lgs. n. 152/2006″, inducendo la Provincia di Taranto a formulare il preavviso di diniego sul progetto di “regolarizzazione dei bordi e delle pendenze delle superfici di chiusura del I e II lotto” presentato dalla società Italcave S.p.A., concedendo 10 giorni al proponente al fine di formulare – per iscritto – osservazioni eventualmente corredate da ulteriore documentazione. Che arrivavano pochi giorni dopo.

Ma non avendo fornito “nuovi elementi progettuali e/o nuove soluzioni tali da poter, eventualmente, attuare un supplemento di istruttoria da parte della scrivente autorità competente”, il Settore Ambiente ha deciso di trasmettere il suo diniego sul progetto.

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Italcave https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+italcave&submit=Go)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)