Cgil, Fiom e Fillea: “No al dumping contrattuale”

 

Volantinaggio all'ex Ilva e inoltrate segnalazioni a Inail e Inps su ciò che avviene nell’appalto e nell'indotto ArcelorMittal
pubblicato il 16 Ottobre 2020, 17:47
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“No al dumping contrattuale”: è chiara e netta la posizione della Cgil, Fiom e Fillea su una pratica che le aziende dell’appalto ArcelorMittal e la multinazionale stessa mettono in atto per contenere i costi a discapito dei lavoratori. Ed è la stessa frase che campeggia sul volantino che stamattina è stato consegnato ai lavoratori dalle sigle sindacali per sensibilizzare e informare su quello che già si sta facendo per contrastare il fenomeno.

Il dumping contrattuale è un’offerta al ribasso che danneggia chi lavora. Capita sempre più spesso che i lavoratori si trovino costretti a passare illegittimamente dal Contratto Nazionale (CCNL) metalmeccanico o edile al CCNL multiservizi. Oppure quando si applica un CCNL che non rispecchia le mansioni svolte effettivamente.

Il contratto Multiservizi è per molti aspetti peggiorativo per i lavoratori dell’appalto ArcelorMittal che svolgono le mansioni in cui sarebbe previsto il CCNL metalmeccanico o edile. Differenze normative, salariali e sugli straordinari per delle mansioni usuranti e nessun accesso a Cassa Edile e al welfare aziendale (es. Metasalute, fondo Cometa, fondo Prevedi, fondo Sanedil)

Le segreterie provinciali della Cgil, Fiom e Fillea di Taranto hanno segnalato agli enti preposti questa situazione. Il sindacato in merito al fenomeno del dumping contrattuale ritiene necessario, da parte dell’ente INAIL, un intervento e/o chiarimento rispetto ai continui cambi di contratti di lavoro che con tutta evidenza danneggiano i lavoratori.

“Abbiamo riscontrato delle anomalie su attività particolari, come nel caso di una gara di appalto sul reparto batterie – area COK. Oppure un caso in cui diversi lavoratori, occupati per anni con contratti a termine per svolgere attività di movimento terra, trasporto materiali, scavi, etc. con CCNL Edilizia industria, che sono stati successivamente stabilizzati con CCNL Multiservizi” si legge nella nota delle sigle sindacali.

Tale situazione ha portato alcune aziende dell’indotto ArcelorMittal a modificare la classificazione aziendale, attraverso il fenomeno del dumping contrattuale, passando dalla applicazione del CCNL metalmeccanico o edile al CCNL multiservizi, ovvero da rischio alto a rischio basso.

La Cgil, la Fiom e la Fillea di Taranto, “con riferimento alla gestione degli appalti anche al fine di contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, ritengono indispensabile un intervento da parte di Inail al fine di tutelare i lavoratori, sia per quanto concerne gli infortuni sul lavoro sia per le malattie professionali”.

(leggi gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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