ArcelorMittal ricorre al Tar Lazio su decreto proroga nastri

 

Il decreto ha prorogato la copertura di tutti i nastri al 30 aprile 2021 e la chiusura di quelli in quota insieme alle torri entro il 31 gennaio
pubblicato il 15 Ottobre 2020, 19:24
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La multinazionale ArcelorMittal Italia ha presentato ricorso al Tar del Lazio avverso il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, datato 29 settembre 2020, in merito alla prescrizione n. 6 del Piano Ambientale che riguarda la chiusura dei nastri trasportatori.

Decreto con il quale, ferma restando la scadenza del 23 agosto 2023 per l’esecuzione di tutti gli interventi, quelli inerenti alla chiusura dei nastri trasportatori per lo stabilimento siderurgico, dovranno essere conclusi entro e non oltre il termine del 30 aprile 2021, come approvato dalla Conferenza di Servizi che ha avuto luogo in data 25 settembre 2020.

Tempistica diversa, con una differenza di tre mesi, rispetto all’ultima richiesta di Ilva in AS che per conto di ArcelorMittal Italia, che inviava il 14 maggio una nota nella quale allegava il nuovo cronoprogramma relativo all’attuazione della prescrizione n. 6 (Chiusura dei nastri trasportatori e delle cadute) con termine ultimo per la copertura di tutti i nastri al 31/7/2021, comunicato da ArcelorMittal, dopo una prima proroga chiesta al 31/12/2020.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/01/2ex-ilva-nuova-proroga-per-chiusura-nastri-trasportatori2/)

Il ricorso al Tar del Lazio, secondo quanto si apprende, non riguarderebbe solo la tempistica indicata per la scadenza della copertura di tutti i nastri. Ma anche un’altra prescrizione all’interno del decreto, che prevede come il gestore, ovvero ArcelorMittal Italia, fermo restando il rispetto del termine ultimo del 30 aprile 2021 per la conclusione degli interventi di cui alla prescrizione n. 6 (Chiusura nastri trasportatori), deve procedere a dare celere e sostanziale avvio alle attività di chiusura dei nastri e torri in quota, fino al loro totale completamento (100%) da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 gennaio 2021.

La società, tramite i suoi legali, ha chiesto la sospensione cautelare di entrambi i provvedimenti, perché ritenuti inapplicabili. Auspicando un nuovo riesame da parte del ministero dell’Ambiente.

Sulla vicenda era intervenuto il ministero dell’Ambiente con una nota ufficiale, nella quale affermava che “Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il decreto di proroga per la conclusione degli interventi di chiusura di nastri e torri dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Un provvedimento che accorcia i tempi per la copertura rispetto alle richieste dell’azienda e aumenta altresì le prescrizioni e le misure cui l’azienda deve adempiere per dare conto dello stato di avanzamento degli interventi”. E’ quanto si legge in un comunicato ufficiale del ministero dell’Ambiente.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/03/ex-ilva-minambiente-spiega-decreto-proroga-copertura-nastri/

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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