Porto, chiesta proroga al 2023 per l’Agenzia del Lavoro

 

Il provvedimento richiesto dai segretari generali di Filt-Cgil Fit-Cisl e Uiltrasporti Taranto in una lettera indirizzata al premier Conte
pubblicato il 14 Ottobre 2020, 19:09
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Una lettera indirizzata al preimer Giuseppe Conte (e per conoscenza a diversi ministri oltre che all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, a Comune, Provincia e Regione Puglia) a firma dei segretari generali di Filt-Cgil Fit-Cisl e Uiltrasporti Taranto, Michele De Ponzio, Oronzo Fiorino e Carmelo Sasso, in merito ad un tema molto caldo negli ultimi tempi: il rifinanziamento dell’Agenzia portuale per la riqualificazione e ricollocazione dei quasi 500 ex addetti Tct, la Taranto Port Workers Agency (TPWA), la cui copertura scade a giugno prossimo.

Come si ricorderà lo scorso gennaio un emendamento del Governo al decreto Milleprorogheprorogò l’attività dell’Agenzia per la somministrazione del Lavoro e per la riqualificazione professionale del Porto di Taranto. Le risorse economiche ammontavano a 11,2 milioni di euro per l’anno 2020, a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione, utili a prorogare gli ammortizzatori sociali per i circa 500 lavoratori, ex TCT, confluiti nella stessa Agenzia.

Nella lettera inviata al premier Conte, FiltCGIL, FitCISL e UilTrasporti evidenziano “una criticità del mondo del lavoro della portualità tarantina, considerata il volano per l’economia non soltanto del territorio ma di tutto il paese, criticità che andrebbe ad aggravare uno stato sociale già degradato”.

Le sigle sindacali ripercorrono gli eventi che portarono all’istituzione dell’Agenzia: “Come è noto, il terminal container di Taranto, gestito dalla multinazionale Evergreen, chiuse i battenti nel lontano dicembre 2016 per via dei ritardi infrastrutturali accumulati, ponendo l’intero settore in uno stato di profonda crisi e lasciando senza reddito 500 lavoratori diretti ed altrettanti indiretti con relative famiglie. Nell’attesa di riconsegnare l’infrastruttura nelle mani del un nuovo investitore, veniva istituita la Taranto Port Workers Agency (TPWA) ai sensi dell’art. 4, comma 1, del D.L. n. 243 del 29/12/2016 (convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2017, n. 18)”.

Come si ricorderà, nel giugno del 2017 arrivò l’ok del governo per la costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, che a Taranto interessa quasi 500 lavoratori, dal 2017 in mobilità dopo la fine della cassa integrazione a dicembre 2016, della società Taranto Container Terminal che nel giugno 2015 venne messa in liquidazione dai suoi azionisti tra cui la compagnia Evergreen.

I finanziamenti previsti ammontavano a 18,144 milioniper il 2017, 14,112 per il 2018 e 8,064 nel 2019.

(leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

L’attività dell’Agenzia di somministrazione, ricordano i sindacati, “è finalizzata alla corretta erogazione dell’Indennità di Mancato Avviamento al lavoro (IMA) agli aventi diritto. Con grande ed incensante impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (AdSP) e delle organizzazioni sindacali, il terminal container di Taranto il mese scorso ha ripreso parzialmente l’operatività grazie all’arrivo di un nuovo player mondiale Yilport Holding Inc., tramite la sua controllata San Cataldo Container Terminal spa (SCCT), ponendo nuovamente il porto di Taranto (primo/ultimo porto italiano da e verso Suez) all’attenzione mediatica e commerciale mondiale”.

“Nonostante l’emergenza Covid-19 e le difficoltà per le operazioni di recupero ed ammodernamento delle attrezzature portuali e degli impianti tecnologici, il terminalista ha già provveduto ad inglobare Taranto nell’itinerario di una linea commerciale, portando, con costanza le prime navi e permettendo così una prima fase di reintegro del personale presente nella TPWA” prosegue la lettera dei sindacati.

Le segreterie FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI stanno lavorando in concorso con l’AdSP “per accelerare il ritorno al lavoro di tutto il personale in carico all’agenzia TPWA tramite la creazione un proficuo e sinergico tessuto di imprese portuali, nel mentre procedono le relazioni industriali con il nuovo terminalista (SCCT) per ottimizzare il piano industriale triennale che concretizzi la messa in esercizio di tutte le attrezzature e impianti dell’infrastruttura e quindi i conseguenti incrementi produttivi e lavorativi“.

“Ben consci che gli sforzi di tutti richiedano molto più tempo di quello a disposizione, per il pieno compimento, tra 10 mesi con l’esaurirsi dell’istituzione dell’agenzia e del relativo sostegno IMA, 500 famiglie saranno private di sostegno al reddito – evidenziano i sindacati -. In un momento storico che vede la logistica e la portualità volano per lo sviluppo economico ed il rilancio non solo di Taranto ma del sistema Italia, auspichiamo un celere intervento del Governo per ripristinare il sostegno per le unità in attesa del reintegro, prolungando di fatto il regime dell’IMA per ulteriori tre anni a seguire dalla scadenza prevista nel giugno 2021” concludono i segretari generali di Filt-Cgil Fit-Cisl e Uiltrasporti Taranto, Michele De Ponzio, Oronzo Fiorino e Carmelo Sasso.

Un intervento ineludibile ed importante per centinaia di lavoratori, nella speranza che entro il 2023 la holding Yilport abbia dato attuazione al piano industriale triennale con il riassorbimento del maggior numero di lavoratori ex TCT. Con l’obiettivo di reinserirli tutti nel minor tempo possibile.

Senza dimenticare i lavoratori dell’indotto ex Delta 1 (azienda satellite della TCT che a fine 2010 aveva già provveduto a licenziare 75 lavoratori) ed ESSETIEFFE, che attendono da anni di ritrovare una stabilità lavorativa perduta da troppi anni. Nonostante accordi che prevedevano la clausola sociale per il loro utilizzo in alcuni appalti dei lavori che hanno interessato il porto negli ultimi anni, quasi mai rispettati, che generarono anche polemiche e denunce per l’utilizzo da parte delle ditte appaltatrici di lavoratori stranieri e sottopagati.

Sperando, un giorno, di avere un mondo del lavoro dove i diritti di tutti i lavoratori saranno rispettati. Per sempre.

(leggi gli articoli sull’Agenzia del Lavoro del porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto+agenzia&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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