Coscione:”Sarà una stagione dura ma vogliamo divertirci”

 

pubblicato il 13 Ottobre 2020, 21:31
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“Il torneo di A2 sarà duro, molto competitivo ma avere un po’ di pressione non dispiace. Anche i miei attuali compagni di squadra, che sono scesi di categoria per sposare questo progetto a Taranto, hanno voglia di divertirsi in campo e di far divertire la gente sugli spalti” – comincia con questo pensiero l’intervista a Manuel Coscione, 40 anni, alzatore e capitano della Prisma Taranto alla sua ventunesima stagione pallavolistica – “Dicono tutti che siamo i favoriti numeri uno per il salto in Superlega?Sappiamo che i campionati si vincono a maggio e non ad agosto. Ci sono anche tante altre squadre molto ben attrezzate. Non dobbiamo farci prendere dall’ansia. Se pensiamo di ammazzare il campionato, abbiamo sbagliato tutto. Ci sono anche gli avversari per i quali bisogna sempre avere rispetto. Sono convinto che contro di noi tutte le squadre giocheranno con il coltello tra i denti”.

Ecco, leggendo in giro un po’ di dichiarazioni degli addetti ai lavori sembra quasi che ci sia questo giochino a nascondersi dietro Taranto, ma ci sono altri club che hanno le stesse ambizioni. Me ne indichi qualcuno?

Siena, Bergamo, Cuneo, Castellana Grotte anche Mondovì che secondo me potrebbe essere una sorpresa. La stessa Lagonegro, che abbiamo affrontato in amichevole, è una squadra costruita bene, che darà fastidio. Posso dire lo stesso di Cantù. Si tratta di squadre quadrate, con giocatori di categoria, che giocano tutte le domeniche alla morte, che in campo ci sanno stare. L’anno scorso, ad esempio, Ortona, una squadra della quale non parlava nessuno, ha fatto un girone di andata strepitoso, sempre nei primi posti. Era costruita bene, equilibrata in ogni fondamentale. In questo torneo trovi giocatori magari meno fisici, che in Superlega non ci possono stare perchè meno prestanti ma tecnicamente sanno tenere molto bene il campo.

E Brescia, il vostro primo avversario stagionale, che squadra è?

Ha un’ossatura consolidata, ci sono giocatori che giocano assieme da anni. Tiberti, Cisolla, Bisi si conoscono a memoria, questo è un vantaggio per loro. Partono già molto più avanti rispetto a noi. Ciso e Galliani sono due signori schiacciatori, Tiberti è un palleggiatore che ha la mia età, ci ho giocato contro sin dall’under 16, la categoria la conosce bene. Bisi è il prototipo di giocatore che ho descritto prima, cioè uno che non è fisicamente straripante ma che sa giocare benissimo a pallavolo. E’ una squadra che gira, che girerà e che farà bene in campionato. E’ da prendere molto con le pinze. Sarà dura. Ci sarà da soffrire.Noi dobbiamo puntare molto sulla battuta per metterli pressione in ricezione.

Voi come arrivate a questo esordio in campionato dal punto di vista della forma?

Siamo sulla giusta strada penso che per domenica saremo al massimo di quello che è possibile essere ora. In percentuale siamo al 60/70 per cento. Abbiamo trascorso un periodo della preparazione in cui ci sono stati un po’ di infortuni. Ci siamo potuti allenare poco nel sei contro sei, siamo un pochino indietro perché ad un certo punto ci sono stati tre-quattro giocatori nello stesso ruolo (martello ricevitore) che si sono fermati contemporaneamente per problemi fisici. Per una decina di giorni il centrale Alletti ha dovuto allenarsi e giocare da schiacciatore. Quindi diciamo che abbiamo perso un paio di settimane di lavoro sull’intesa, di meccanismi da collaudare e migliorare e che stiamo ritrovando piano piano. Dovremo soffrire un po’ nelle prime giornate di campionato. Non saremo brillantissimi ma ciò non vuol dire che domenica giocheremo di m…….(ride, ndc). Ce la metteremo tutta, non vediamo l’ora di scendere in campo.

Dove pensi che dobbiate migliorare?

Ci sono meccanismi che cominciano a funzionare allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. Mi riferisco alla correlazione muro-difesa, alla ricezione, alle coperture. L’intesa arriva con il lavoro. Bisogna tener anche conto che rispetto alle scorse stagioni in fase di preparazione, a causa delle normative anti Covid, non si sono potuti disputare tanti test amichevoli. Negli altri anni ogni fine settimana c’era un torneo, ci si poteva muovere più facilmente mentre quest’anno abbiamo giocato contro avversari geograficamente più vicini.

Essere capitano della Prisma Taranto ti da maggiori responsabilità nei confronti di tutti. Sei preparato ad affrontarle?

Sicuramente significa avere dialoghi costanti con l’allenatore, la società ed i compagni di squadra. Metto al servizio, specie dei più giovani, la mia esperienza per aiutarli a crescere. Fortunatamente attorno a me ho diversi giocatori che sono da tanto nella pallavolo e quindi ci diamo una mano a vicenda. E’ una responsabilità che, comunque, non mi pesa assolutamente.

Un tuo ex compagno di squadra di nazionale, Matej Cernic, ha scelto di continuare a giocare e di farlo in serie C con il Grottaglie. Avete più o meno la stessa età, che pensi di questa scelta?

Ci siamo sentiti poco tempo fa e mi aveva detto che voleva fare un’altra stagione, magari vicino casa, per divertirsi e mettere la sua esperienza a disposizione dei giovani. E’ arrivata questa proposta e l’ha accettata. Lui è un highlander, giocatore vecchio stile come me, cresciuto con i sacrifici ed il sudore in palestra, con la mentalità del lavoro e del non mollare mai. Matej ha fatto la storia della pallavolo italiana negli anni 2000, era una macchina da guerra in ricezione e indipendentemente da come stia fisicamente è ancora un signor giocatore. La tecnica non si dimentica mica.

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