Conte a Taranto, le reazioni della politica

 

pubblicato il 12 Ottobre 2020, 22:10
7 mins

Arrivano numerosi i commenti dei protagonisti istituzionali dopo la trasferta ionica del Conte II, che in gran parte riprendono quanto già affermato in occasione degli interventi ufficiali di questo pomeriggio.

Emiliano: “Per Taranto fatti e non parole”

“Per Taranto fatti e non promesse. Abbiamo iniziato – ha detto il Presidente della Regione, Michele Emiliano- la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo, inaugurato il corso di Medicina nella nuova e prestigiosa sede dell’Università, siamo pronti ad affrontare anche l’altra grande questione della quale il presidente della Regione non si dimentica, che è quella dell’ex Ilva e della salute delle persone. L’insieme di queste azioni sta costruendo il futuro di questa comunità sulla base di un lavoro comune tra Governo, Regione Puglia e Comune di Taranto. Quindi noi giudichiamo con molto ottimismo quello che sta accadendo senza dimenticare che ci sono ancora troppi dolori senza risposta”.

“Il grande passo – ha aggiunto – è che finalmente Taranto sa dove vuole andare e non subisce le decisioni che vengono dall’alto. È chiaro che non può giocare da sola, ha bisogno del sostegno di tutti. Abbiamo elaborato anche la rabbia di questa città. Taranto in questo momento, insieme a tutta la provincia, è la figlia prediletta, perché ha un bisogno particolare. E soprattutto è un giocatore importante. Se rientra pienamente in campo sarà decisiva per la Puglia sul fronte del peso economico, culturale e delle energie e lo sarà anche per l’Italia. Il disegno è chiaro: noi stiamo costruendo poli di ricerca, della sanità sanità, della cultura e dell’industria. Inoltre stiamo organizzando i Giochi del Mediterraneo che rilanceranno la vocazione della Puglia e dell’Italia sulla leadership culturale e politica nel Mediterraneo. Dovranno diventare il più grande evento socio-politico di costruzione del ruolo di Taranto come città del dialogo e della pace nel Mediterraneo assieme alla Puglia intera. Questo progetto è comune al Governo ed è la strada che la Regione Puglia ha sempre seguito”.

Dopo l’avvio del corso di Medicina, Taranto sente il bisogno di diventare una città universitaria. Anche questo successivo step sarà sostenuto dalla Regione in maniera concreta, fattiva, pratica come abbiamo fatto fino ad oggi”.

“Il Cis – ha detto in Prefettura riferendosi al Contratto Istituzionale per l’area di Taranto – è un luogo di valori, la Puglia ha lì bloccati 800 milioni e questa è la prima volta che stiamo cominciando a spenderli. Rispetto ad altre riunioni dello stesso tipo sembra cambiato tutto. La responsabilità che abbiamo di fronte è enorme. Si sta innescando un cambiamento. Signor Presidente del Consiglio, lei e il suo Governo state facendo in modo che di questa vicenda, in modo garbato e positivo, sia informata tutta l’Italia, questo non era mai accaduto. Sembrava ci fosse un muro tra ciò che accadeva a Taranto e il resto del Paese. Voi iniziate ad essere orgogliosi di noi, cominciate ad investire sulla mobilità, sulle infrastrutture, fate grandi progetti che riguardano la Puglia e Taranto. Prima eravamo solo un malato da confortare, adesso siamo riconosciuti come un giocatore importante”.

Infine sull’ex Ilva il presidente Emiliano ha parlato della necessità di liberarsi dalla monocultura dell’acciaio: ”Oggi non si è parlato della vicenda ex Ilva, ma io non me ne sono dimenticato. Attendo di essere convocato insieme al sindaco e a tutte le componenti della città per cominciare innanzitutto ad essere informato rispetto a quello che sta accadendo, poi per poter partecipare, per quel che è il nostro ruolo, alle decisioni che verranno adottate”.

“È stata una giornata importante – ha concluso – con una forte necessità che in futuro tutte le verità vengano chiarite, trasmesse e utilizzate per rafforzare il rapporto di fiducia tra la cittadinanza e le istituzioni. Adesso siamo solo all’inizio della ricostruzione di questo rapporto”.

Guerini: «Fra la Difesa e Taranto legame profondo»

“Un legame profondo quello della Difesa con la città di Taranto. Negli anni la Difesa ha sempre supportato tutte le iniziative volte alla valorizzazione e al miglioramento dei siti di diretto interesse, per favorire opportunità di crescita nei diversi settori. Lo abbiamo visto proprio qui, a Taranto, nel giugno dello scorso anno con la firma del Protocollo d’Intesa siglato con il Comune per il progetto di valorizzazione culturale e turistica dell’Arsenale Militare Marittimo. Lo vediamo oggi con il progetto di adeguamento e ammodernamento della Stazione Navale in Mar Grande, e la dismissione dagli usi militari e contestuale recupero e valorizzazione culturale e turistica dell’area Stazione Torpediniere nel Mar Piccolo.”

Così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

“L’attenzione da parte del Governo nei confronti della città di Taranto è sempre stata costante e in questo senso le misure varate nel Dl agosto e i fondi CIPE hanno rappresentato un ulteriore percorso di crescita economica per la città, garantendo il numero di lavoratori pubblici, il ricambio generazionale, le preziose competenze professionali che non vanno disperse e le attività che non possono essere esternalizzate come quelle delle maestranze dell’arsenale” ha aggiunto il Ministro Guerini.

“L’Accordo pone le basi per un pregiato contributo da parte della Difesa e della Marina al miglioramento del contesto economico, produttivo e sociale della Città di Taranto” ha detto Guerini spiegando inoltre che si tratta di un contributo che, nel medio lungo periodo, assicurerà anche un adeguato supporto logistico allo strumento marittimo rappresentato da navi di nuova generazione. Ciò attraverso la realizzazione di opere che avranno inevitabilmente ingenti ricadute sull’economia del territorio, in termini di stabilizzazione sociale e moltiplicatore di sviluppo e benessere.

“A questo – ha detto il Ministro Guerini – si aggiungeranno l’opera di riqualificazione ai fini turistici e culturali della Stazione Torpediniere, con approdo per l’ormeggio di piccole navi da crociera e di unità da diporto, e la rilocazione delle funzioni svolte dalla Marina militare e la realizzazione dell’acquario green di Taranto.”

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