CIS, Melucci: «Università autonoma resta fondamentale»

 

pubblicato il 12 Ottobre 2020, 21:58
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Arrivano le prime dichiarazioni a caldo del sindaco Melucci sulla giornata che ha visto la visita a Taranto del Presidente del Consiglio (leggi la nostra cronaca qui e qui). E le più roventi sono sul tema dell’Università:

«Nel nostro programma amministrativo – scrive Melucci – a proposito di obiettivi collegati al sistema dell’istruzione di alto livello ed alle sue potenziali ricadute sul nuovo modello di sviluppo che stiamo costruendo, nella direzione della emancipazione dalla monocultura industriale, l’istituzione di un corso di medicina a Taranto ed una azione verso l’autonomia formale dell’università del capoluogo ionico erano state espressamente indicate dai cittadini come elementi indispensabili per la transizione della nostra città».

«E partendo dalla convenzione con la quale il Comune di Taranto già il 2 aprile 2019 aveva stanziato le prime risorse per il polo universitario ionico e stabilito una clausola vincolata sugli studi in medicina, col supporto di tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali, stiamo ormai realizzando anche questi obiettivi per il futuro dei nostri giovani. In questo12 ottobre inauguriamo insieme al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte l’anno accademico di Medicina presso l’ex Banca d’Italia, meravigliosamente rifunzionalizzato e riqualificato. Nel contempo, grazie all’attivismo della nostra Camera di Commercio, abbiamo l’opportunità di tenere tutte le istituzioni e il mondo economico e delle professioni intorno al tavolo col quale richiedere al Governo, per il tramite del Sottosegretario di Stato Mario Turco, un accordo di programma rapido e sostanzioso, con il quale portare a termine entro un triennio questo ennesimo ambizioso progetto».

«In continuità con le risultanze degli stati generali tenuti alcuni giorni fa presso la Prefettura di Taranto, confermiamo la decisa volontà dell’Amministrazione comunale di realizzare questa autonomia universitaria, insieme con tutte le forze vive del territorio, al di là delle resistenze di chicchessia e delle complessità che siamo intenzionati ad affrontare in tempi brevi. Ricordo a me stesso che l’università è una pubblica amministrazione, non è proprietà esclusiva di alcun territorio o alcun soggetto. Perciò, mi aspetto sul punto la collaborazione di tutti nei prossimi mesi».

«Al via la riqualificazione della Città Vecchia, presto quella dei Tamburi»

Il sindaco ha, poi, voluto dire la sua su alcuni dei progetti avviati o formalizzati oggi: «Due anni di intenso lavoro per giungere al primo vero masterplan per il nostro centro storico, il cuore della nostra rinascita che va da Palazzo Archita ai Docks di Porta Napoli, attraversando tutta l’Isola Madre ed i suoi tesori da recuperare e rifunzionalizzare. Il tutto secondo le indicazioni e le preferenze che proprio un’ampia partecipazione cittadina aveva trasferito all’interno della programmazione dell’Amministrazione comunale, e che oggi costituiscono le fondamenta del redigendo Piano Urbanistico Generale, che ci mancava da 40 anni, e del nostro piano di transizione ecologica, economica ed energetica denominato “Ecosistema Taranto”, che invece ci proietta al 2030, con un occhio agli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite. Per rinascere bisognava partire dalla Città Vecchia, dal nostro DNA, e il fermento di giorni come questo ci fanno ben sperare, nonostante le difficoltà e la burocrazia. Queste prime gare che oggi vengono pubblicate con il supporto qualificato di Invitalia, e che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto battezzare insieme a noi, aprano una nuova stagione, nelle quale le promesse e le speranze si stanno trasformando in opportunità e cantieri veri. E a gennaio sarà il turno della prima pietra al nostro amatissimo quartiere Tamburi. Ora tocca ai privati e ai cittadini fare la loro parte, perché complici anche i progetti sulla mobilità che abbiamo avviato e l’offerta culturale e produttiva che sta crescendo nel nostro centro storico, non ci sono più scuse. Siamo emozionati e ringraziamo tutti coloro ci hanno sostenuto in questo percorso così faticoso e a volte poco visibile, a partire dai tavoli che hanno originato la Delibera Cipe n. 10/2018 e dal team della Soprintendenza per le province di Taranto, Lecce e Brindisi guidato da Maria Piccarreta. Taranto sta indossando il vestito buono ed entro pochi anni sarà tutta diversa».

«La riconversione economica parte dal mare»

«Un triangolo produttivo fondamentale per la nostra filiera del mare, i cui vertici sono l’ex Yard Belleli, con il prossimo insediamento del Gruppo Ferretti, la ex Stazione Torpediniere, con i progetti di riqualificazione per la grande nautica a cui darà corso la nostra Autorità di Sistema Portuale e con la realizzazione di un innovativo attrattore culturale, scientifico e turistico grazie ai nuovi fondi assegnati dal CIS Taranto, la base navale di Chiapparo, che con il suo ampliamento potrà ospitare le nuove unità della Marina Militare, inclusa la grande unità anfibia multiruolo Trieste, e darà ricadute incommensurabili a tutto il nostro sistema di imprese. E potremmo anche aggiungerci l’istituzione di quel laboratorio merceologico portuale da troppo tempo atteso. Gli accordi di programma che si firmano quest’oggi presso la nostra Prefettura cambieranno il volto di Taranto, la riconversione è iniziata, ora rimbocchiamoci tutti le maniche e torniamo orgogliosi della nostra terra e della nostra storia. La nostra capitale di mare è oggi uno dei luoghi più attrattivi ed importanti dell’intero Mediterraneo. Desidero ringraziare a nome dei tarantini, per tutto il lavoro preparatorio che ci conduce a questo snodo cruciale del nostro futuro e per la partecipata visita che ci ha davvero onorato, oltre alla Presidenza del Consiglio, i Ministri Dario Franceschini, Giuseppe Provenzano, Paola De Micheli, Lorenzo Guerini, Stefano Patuanelli, Gaetano Manfredi e Sergio Costa. Sono stati tutti attenti e solidali al nostro grido di riscatto. Lo Stato ha oggi formalizzato e affrontato le sue responsabilità nei confronti delle ferite di Taranto».

«Ora risolvere vertenza Ilva»

«Abbiamo vissuto una giornata importante – conclude Melucci – ricca di notizie positive ed interventi di sostanza sul nostro sistema socio-economico. Ma non possiamo dimenticare cosa ha rappresentato lo stabilimento siderurgico per questa città, come ancora sta condizionando il nostro sviluppo e la nostra salute, con tutto il suo carico di incertezze ed errori. Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte va indubitabilmente il merito di averci messo, ancora una volta, la faccia. Di essersi assunto la responsabilità di non lasciar deragliare il negoziato sull’ex Ilva in una direzione che non è quella invocata dalla comunità ionica – e si ricorderanno le durissime polemiche, oggi apparse lontanissime, fra Governo ed enti locali appena qualche settimana fa – ormai esausta per questa situazione. Ci aspettano settimane intense su questo fronte, noi siamo fermi sulle posizioni espresse da tempo ormai: un accordo di programma di lungo termine, con una forte riconversione tecnologica, senza che qualcuno ci opponga il tabù della chiusura dell’area a caldo, con l’introduzione di una seria valutazione del danno sanitario ad orientare l’eventuale produzione, con un arretramento fisico dello stabilimento dal perimetro cittadino e dal porto, con una concreta riflessione per trovare soddisfazione all’indotto locale e sfogo agli esuberi attesi, con una ripartenza rapida dei processi di bonifica, con la parola fine ai ristori ambientali al Comune di Taranto e ai residenti dei quartieri più esposti. Nell’attesa che ciò finalmente avvenga, oggi siamo felici che vengano intanto sbloccati per l’area di crisi industriale complessa di Taranto i 30 milioni stanziati nel 2016 dalla struttura commissariale. I tanti progetti elaborati, per il capoluogo una dozzina ed un importo totale di 20.5 milioni di euro, allevieranno il nostro tessuto sociale e contribuiranno a ridare fiducia ai cittadini più provati dall’ingombrante presenza siderurgica, non solo del quartiere Tamburi».

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