Conte a Taranto: Fiom, Fim e Uilm scrivono lettera

 

pubblicato il 11 Ottobre 2020, 12:49
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La visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella nostra città, per tanti motivi, chiama a raccolta i sindacati, in special modo quelli che rappresentano i lavoratori dell’ex Ilva. Ecco la missiva di Fiom, Fim e Uilm.

Illustrissimo Presidente del Consiglio,
in data 12 ottobre a Taranto è prevista una Sua visita, presso alcuni luoghi simbolo della rinascita del capoluogo ionico, a partire dal sopralluogo nell’area di cantiere e posa della prima pietra del nuovo ospedale “San Cataldo”, alla cerimonia di inaugurazione della scuola di medicina, alla sottoscrizione degli accordi nell’ambito del CIS Taranto e dell’avvio di sei bandi per la riqualificazione della città vecchia.
Un appuntamento importante che segna un cambio di passo per la città di Taranto che aspetta, ormai da anni, una svolta positiva e radicale rispetto alla monocultura dell’acciaio che ha penalizzato pesantemente il nostro territorio ionico dal punto di vista ambientale e sanitario.
I progetti sono indubbiamente ambiziosi e proiettano Taranto ad una svolta Green, ma senza una chiara prospettiva per il futuro dell’ex Ilva si rischierebbe di perdere la scommessa per un rilancio economico, sociale e ambientale.
Le scriventi organizzazioni sindacali in questi mesi hanno lanciato più volte un grido di allarme alle istituzioni per intervenire in merito alla scellerata gestione dell’acciaieria da parte di Arcelor Mittal, quest’ultima infatti continua ad abbattere i costi della produzione scaricando sui lavoratori, collocandoli in cassa integrazione, e sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
Il futuro di Taranto deve necessariamente partire da una svolta radicale sul modello produttivo, ma deve dare anche delle risposte e soprattutto certezze a migliaia di lavoratori che dal 26 luglio 2012, giorno in cui l’area a caldo fu sequestrata a seguito di un intervento della Magistratura, hanno pesantemente subito in termini salariali e di incertezza per il proprio futuro occupazionale e ambientale.
Il 6 settembre 2018, presso il Ministero dello Sviluppo economico, il sindacato ha sottoscritto un accordo in cui vi erano degli impegni concreti, con scadenze ben precise e soprattutto la garanzia per i lavoratori di ILVA in AS attraverso la clausola di salvaguardia occupazionale a cui non rinunceremo mai. Inoltre, da tempo denunciamo una situazione di criticità per i lavoratori dell’appalto, i primi ad essere colpiti dalla crisi ex ilva.
La vertenza ex Ilva ha bisogno di un confronto che coinvolga le istituzioni locali e le rappresentanze dei lavoratori per costruire una pagina di storia nuova per Taranto, per il Mezzogiorno e per il sistema Paese tenendo in considerazione che le transizioni vanno affrontate attraverso misure speciali per i lavoratori ex ilva.
Per tali ragioni, crediamo sia importante incontrarci ed avviare un percorso che non lasci indietro nessuno.
Siamo fiduciosi che riuscirà a trovare il tempo e il modo per ascoltare le rappresentanze dei lavoratori.

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