Poetry Meeting: Premio Madre Teresa a Maria Miraglia

 

pubblicato il 11 Ottobre 2020, 10:40
3 mins

“La poesia non cerca seguaci, cerca amanti”, asseriva il grande F. Garcia Lorca. Ed amanti e cultori della poesia, stante questo lungo periodo di COVID, si sono dati appuntamento sul web per celebrare il 56mo Poetry Meeting da Gjacove, Kosovo. Una videoconferenza di 2 ore con 17 poeti in sede o collegati da altri paesi, come Il poeta Ernest Kahan da Israele, già Premio Nobel per la pace, e dall’Italia, Taranto, la poetessa Maria Miraglia alla quale la Giuria del Club Letterario “Gjon Nikole Kazari” ha conferito il prestigioso premio intestato a Madre Teresa per “l’impronta umanitaria della sua poesia, tradotta in tutto il mondo ed apprezzata dai lettori.”

Direttrice letteraria dell’Associazione “Pablo Neruda” e Fondatrice di WFP – World Foundation for Peace – con 15.000 aderenti sul web, la poetessa Miraglia ha raggiunto
un rilevante posto nella poesia Internazionale.

Importanti le sue antologie con poesie bilingue, in italiano ed inglese, tradotte ormai In moltissime lingue, dall’albanese al cinese, dal turco al giapponese, dallo spagnolo al telegu (India meridionale).

Alcuni titoli dei suoi libri: Polvere di stelle, Dancing winds, Seagulls in the blue, Whispers from the Blue, Confluence.

Ha anche tradotto in italiano importanti poeti come Jeton Kelmendi ( Tra sogno e realtà) ed il più grande poeta contemporaneo indiano ( Le più grandi opere del poeta
Laureato Yayati Madan Gandhi).

Nella stessa serata il professore Jeton Kelmendi è stato premiato per il miglior libro di poesie.

Il Premio Madre Teresa viene a segnare un momento importante della poetessa, dopo numerosi premi e riconoscimenti ricevuti in vari paesi del mondo.

Della sua opera letteraria lo scrittore Dante Maffia scrive, “Non mi piace mai appiccicare etichette alla poesia ma se proprio vogliamo collocare Maria in un momento storico credo che la possiamo fare appartenere alla stagione più calda e feconda della lirica spagnola, a quella, per intenderci, di Federico Garcia Lorca, Rafael Alberti e Pedro Salinas.

La nostra poetessa affida alla parola il sentimento del proprio cuore con una sorta di magica rarefazione per ottenere una maggiore ripercussione, un più sicuro esito.
Esito che non perde neppure una piuma nella versione inglese, pur sapendo che la lingua di Shakespeare non si piega facilmente alla duttilità di un lirismo pieno e caldo
come quello di Maria.”

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)