Crisi in Comune: Melucci revoca tre assessori

 

Inizia a produrre i suoi effetti la spaccatura nella maggioranza avvenuta martedì in Consiglio Comunale.
pubblicato il 08 Ottobre 2020, 14:18
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«In attesa di una serie di confronti in maggioranza, il sindaco Melucci avoca a sé tre deleghe assessorili». Così, seccamente, il Comune di Taranto annuncia, in una nota, quella che potrebbe configurarsi come una vera e propria crisi del governo cittadino.

Passano direttamente nelle mani del primo cittadino, dunque, le deleghe sinora detenute da Gianni Cataldino (Polizia Locale e sicurezza urbana – Mobilità – Risorse del mare), Francesca Portacci (Pubblica Istruzione – Università – Transizione Giusta) e Gabriella Ficocelli (Welfare – Politiche Giovanili – Integrazione).

Il precedente: la maggioranza spaccata in Consiglio

La causa di questa nuova variazione di assetto delle deleghe, a nemmeno quattro mesi dal completo rimpasto della Giunta, è da rintracciare in quanto accaduto due giorni fa in Consiglio Comunale (per approfondire leggi «Consiglio Comunale, la maggioranza si spacca ancora»).

Relativamente all’accorpamento gratuito al demanio stradale di due vie private (Via Delfini e Via Fior di Agave), i consiglieri di maggioranza Albani, Bitetti, Brisci e Cotugno avevano votato insieme alle opposizioni la proposta, presentata dallo stesso Cotugno, di rinviare i due punti «per approfondimenti» e avevano addirittura abbandonato l’aula dopo la bocciatura della proposta. Un atto che era stato stigmatizzato fortemente dal resto della maggioranza, e in particolare dal capogruppo PD Blé, che aveva interpellato direttamente il Sindaco Melucci (non presente alla seduta), chiedendo nemmeno troppo velatamente di prendere provvedimenti rispetto a chi «si mette le mostrine della maggioranza, riveste ruoli importanti all’interno della Giunta comunale, delle partecipate, di tutto quello che è Amministrazione Melucci».

Il «profondo rammarico» di Melucci

La nota del Sindaco, tuttavia, non indica i fatti di martedì quale unica causa di questo mini-rimpasto, ma solo come un evento che ha «accelerato» un processo di confronto già in divenire, nel momento in cui «l’Amministrazione comunale sta entrando nell’ultima fase del suo mandato». «Come annunciato dal Sindaco Rinaldo Melucci nelle ultime settimane – recita la nota stampa – si rende ormai necessario un momento di confronto politico con le forze di maggioranza, nonché una riorganizzazione interna che dia speditezza alle azioni da concretizzare da qui al 2022, rispetto a quel programma politico-amministrativo, che è nei fatti confluito all’interno del più ampio piano dell’Ente civico per la transizione ecologica, economica ed energetica, denominato “Ecosistema Taranto”. I fatti accaduti nell’ultimo Consiglio comunale, poi, hanno destato profondo rammarico nel capo dell’Amministrazione e accelerato questa esigenza di riforma».

Una resa dei conti?

Che in una maggioranza consiliare possano esservi divergenze di vedute è fatto fisiologico. Che dopo tre anni di azione amministrativa i rapporti di collaborazione possano logorarsi, altrettanto. Quando, però, questi contrasti deflagrano così violentemente in un contesto istituzionale di primo livello quale l’aula del Consiglio Comunale, significa che si è aperta una vera e propria crisi. Non la prima, a dire il vero, nella storia di questa consigliatura. La maggioranza che sostiene il Sindaco Melucci ha già subito colpi e perso pezzi per strada, dagli “Indipendenti per Taranto” (leggi «Melucci attacca il Gruppo Indipendente per Taranto: “Per me sono opposizione. La più meschina”», 25 giugno 2018) a Carmen Casula (leggi «Comune, Casula: «Rimpasto appreso dalla stampa, ora cambio percorso»», 28 giugno 2020), passando per due rimpasti completi della Giunta e addirittura le dimissioni del Sindaco (poi ritirate) dopo la mancata elezione a Presidente della Provincia (leggi «Melucci sconfitto, si dimette da sindaco», 1 novembre 2018). Tutto questo senza soffermarsi sui contrasti interni ai singoli gruppi politici (il Partito Democratico, ad esempio, che ha cambiato ben tre capigruppo in Consiglio).

Di sicuro questi precedenti avranno “allenato” il Sindaco Melucci, neofita della politica, alle complesse dinamiche del “Palazzo”, ma nondimeno costituiscono un enorme ostacolo sulla realizzazione di quell’ambiziosa opera di pianificazione che l’Amministrazione vorrebbe attuare (e in parte sta già attuando) in numerose materie, dall’urbanistica (con il nuovo Piano Urbanistico Generale) alla mobilità (con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), tanto per fare due esempi. E senza considerare da un lato le enormi occasioni rappresentate dai Giochi del Mediterraneo e dalla candidatura a Capitale Italiana della Cultura e dall’altro i lavori del tavolo CIS, in cui si discutono fondi da un miliardo di euro e progetti ambiziosi come la riqualificazione della Città Vecchia e l’autonomia universitaria.

In virtù di questo è necessario che il Sindaco e l’intera maggioranza facciano chiarezza su quanto accaduto, sui rapporti esistenti e sul futuro. Ed è necessario che lo facciano ora.

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