Ha senso seguire lo sport di questi tempi?

 

pubblicato il 06 Ottobre 2020, 18:06
6 mins

Tornare allo stadio Iacovone nel post Covid non ha lasciato sensazioni positive. No, non c’entrano i problemi societari del Taranto, la contestazione degli ultras o l’indifferenza della maggior parte della tifoseria. Qui c’è qualcos’altro. Qui c’è tutto il malessere di ritrovare uno sport che va avanti perchè deve andare avanti. Qui c’è uno sport, il calcio, che in questa sorta di tempo sospeso si trascina tra disposizioni, normative, autocerticazioni, distanziamento sociale e spalti desolatamente vuoti. La vicenda Juventus-Napoli è emblematica di quanta confusione regni.

Taranto-Bitonto, di domenica scorsa, ha lasciato un sapore amaro, che non è certo quello delle polpette della domenica, trangugiate con l’ansia di trovare traffico perchè devi andare allo stadio. Partita ore 15.00, si può pranzare con calma, niente polpette in bocca mentre ci si può dirigere allo Iacovone alle ore 14.45 perchè – essendo gara a porte chiuse – non si trova traffico su viale Magna Grecia,  si può parcheggiare tranquillamente dalle parti della curva Sud, non si trova – che bello….. – il parcheggiatore abusivo che chiede il solito caffè. Mi avvio a piedi verso la porta numero otto nel silenzio tombale. Incontro una pattuglia dei vigili urbani e poi una dei carabinieri. Arrivato alla porta accrediti uno steward prende in consegna il modulo di autocertificazione che attesta che non ho avuto il Covid e bla..bla..bla, mi misura la febbre, controlla che abbia la mascherina e mi fa accomodare. Salgo in tribuna centrale, passo dalla tribuna stampa per ritirare la distinta delle formazioni dalle mani del mitico signor Lagioia, che accenna ad un saluto da dietro alla mascherina.

Fa un caldo assurdo in tribuna stampa. Colpa dello scirocco. Saluto alcuni dei ventidue colleghi che sono riusciti a “strappare” la convocazione dall’ufficio stampa del Taranto – secondo i dettami della LND ( quanta ironia su questa cosa, pensando alle convocazioni da parte dei Commissari Tecnici ai Mondiali, c’è chi mi ha dato del Pruzzo e si è dovuto ricredere……..) – e mi dirigo sugli spalti della tribuna laterale, lato Curva Sud.

Noto la presenza di una parte dello staff tecnico del Bitonto con in testa lo squalificato allenatore Ragno. Le squadre entrano in campo nella desolazione. La partita comincia. Si sentono benissimo le indicazioni che l’ex tecnico rossoblù Ragno impartisce dalla tribuna ai suoi giocatori. Comprese le bestemmie irripetibili ad un suo difensore che regala il pallone che consente al Taranto di procurarsi il primo calcio di rigore. Fine primo tempo, mi dirigo dalla parte opposta non prima di essere transitato dalla tribuna stampa ed essere intercettato dai colleghi Sebastio e Spalluto di Canale 85 – che saluto l’uno con un pugno e l’altro con una gomitata…… – rilascio in diretta tv un parere sul primo tempo, ovviamente con mascherina sulle labbra e distanziato di un metro.

Inizia il secondo tempo e quasi subito il Taranto beneficia di un calcio di rigore. Questa volta prendo lo smartphone e cerco di immortalare il tiro dal dischetto di Lagzir, perchè un solo fotografo, sempre secondo la LND, è abilitato a stare sul campo ed è quello della società.  Pertanto se voglio qualche foto da mettere nel pezzo che scriverò a fine partita devo fare da me……Anche perchè le foto dall’ufficio stampa del club rossoblù arriveranno intorno alle 19.30.

Il Taranto non soffre molto la reazione del Bitonto ma sulla punizione che porterà i baresi ad accorciare le distanze si riescono a sentire chiaramente le proteste della panchina rossoblù e le indicazioni urlanti di mister Laterza e del diesse Montervino agli uomini della barriera. Il Taranto subisce gol e via con il campionato regionale di smadonnamenti e bestemmie varie. La partita, comunque, viene portata a termine senza patemi d’animo dai rossoblù mentre in tribuna ci si annoia un pò e si ode lo scandire del cronometro dal vocione del collega Chianura che informa gli astanti anche dei risultati dagli altri campi. Triplice fischio dell’arbitro e tutti in sala stampa.

Organizzazione impeccabile con poltroncine per i giornalisti a debita distanza, dotate di segnaposto ma sopratutto con una tempistica di svolgimento della conferenza stampa che ci lascia bene sperare …..dopo i tempi biblici di attesa degli scorsi anni, le televendite che abbiamo dovuto sopportare silenti e certe domande chilometriche di alcuni colleghi che non hanno il dono della sintesi e che quest’anno vengono arginati dalla responsabile dell’ufficio stampa che detta i tempi.
Concludiamo come abbiamo iniziato questo pezzo…..Ha senso continuare a raccontare sport in questo scenario triste fatto di disposizioni, normative, autocerticazioni, distanziamento sociale e di spalti desolatamente vuoti?

Condividi:
Share

Un Commento a: Ha senso seguire lo sport di questi tempi?

  1. Sandro

    Ottobre 6th, 2020

    Considerato che il collega Giovanni Saracino si ritiene superiore ai suoi colleghi del presente e del passato e ci regala lezioni sulle scorse operatività che, tra l’altro, non può conoscere e che, quindi, non potrebbe giudicare, chiedo: perché non lo fa Giovanni Saracino l’addetto stampa del Taranto, avendone avuto anche la possibilità?

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)