Consiglio Comunale, la maggioranza si spacca ancora

 

Durissimo scontro sull’accorpamento al demanio di due strade private. Quattro consiglieri di maggioranza votano con le opposizioni sul rinvio e poi abbandonano l’aula.
pubblicato il 06 Ottobre 2020, 17:42
7 mins

«Albani, Bitetti, Brisci, Cannone, Cotugno, De Gennaro, Fornaro, Mele, Battista». Nove consiglieri favorevoli ad una proposta di rinvio. Dodici, invece, i contrari. Nulla di eclatante, a leggerla così, ma in realtà si tratta del voto che sancisce una grave spaccatura all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Melucci e la sua Giunta. Ma andiamo con ordine.

Terza convocazione

Benché formalmente (e dal punto di vista regolamentare) quella di oggi sia una seconda convocazione, in realtà è la terza volta che questa seduta del Consiglio Comunale si riunisce. La seduta del 28 settembre, infatti, si era conclusa con la richiesta di aggiornamento al 30 settembre, per una seduta fulminea, durata appena nove minuti, data la mancanza del numero legale su una richiesta di sospensione (tanto che abbiamo deciso di non rendervene conto, ma potete rivederla in streaming qui).

La discussione riprende, allora, dal consueto elenco di debiti fuori bilancio da riconoscere, e così prosegue per tre quarti d’ora.

Un’urbanistica da rammendare

La discussione prende vita quando si giunge all’esame di una proposta di variante urbanistica puntuale al Piano Regolatore Generale. Come spesso accade in questi casi, nonostante la natura estremamente specifica e circoscritta dell’atto, la discussione giunge ad abbracciare una problematica estremamente ampia: la gestione dell’intera urbanistica della città, in particolare delle periferie e di alcune zone periferiche spesso costituite in gran parte da edifici abusivi, frequentemente mai condonati. «Abbiamo già fatto le perimetrazioni dei PIRT dell’isola amministrativa e di Lido Azzurro. Cosa è uscito fuori? Che c’è un 30% di fabbricati che non esistono. Bisognerà comprendere come trattare questo 30% di fabbricati che non esistono, che stanno su Google Earth, li leggiamo, e però poi non abbiamo domande di condono, non abbiamo concessioni, licenze del passato, non abbiamo nulla». Le parole dell’arch. Netti, responsabile delle direzioni Lavori Pubblici – Patrimonio – Sicurezza Luoghi di Lavoro, aprono uno spaccato su un problema nato dalla stratificazione di decenni, e la cui gestione oggi è tutt’altro che semplice. Anche perché può essere un terreno di scontro politico non indifferente.

Due vie private sulla strada della maggioranza

Scontro politico che si intuisce essere latente già dal tono di alcuni interventi, ma che deflagra in tutta la sua violenza quando in discussione arrivano i punti 33 e 34 all’ordine del giorno. Si tratta dell’«Acquisizione gratuita e accorpamento al Demanio stradale» di due vie private, Via Delfini e Via Fior di Agave, rispettivamente nelle zone di San Vito e Lama. Vie, come si legge nelle due proposte di delibera, «utilizzate ad uso pubblico da oltre 20 anni».

Su questo punto interviene il consigliere Cotugno, che in un intervento lungo e a tratti allusivo pone il dubbio sull’effettiva disponibilità all’uso pubblico di queste vie, evidenziando la “coincidenza temporale” di queste richieste di accorpamento al demanio con la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, in particolare la rete di fognatura. Per chiarire questi dubbi, Cotugno chiede di rinviare i punti (e ritorniamo all’inizio della nostra cronaca). Richiesta apparentemente innocua, ma che sancisce la spaccatura. La maggioranza boccia la proposta, che vede il voto favorevole, invece, delle opposizioni e dei consiglieri Albani, Bitetti, Brisci e Cotugno, tutti gravitanti attorno a “Italia in Comune”, il “partito dei sindaci” fondato da Federico Pizzarotti (sebbene Cotugno e Brisci siano iscritti ai gruppi consiliari “Taranto Bene Comune” e “Centristi per Taranto”).

Non solo. Visto l’esito della votazione, i quattro consiglieri “non allineati” decidono di abbandonare l’aula e non prendere parte al voto sui due punti “incriminati”. E a questo punto servono a poco le spiegazioni del consigliere Di Gregorio (fresco di elezione al Consiglio Regionale), che spiega come in realtà entrambe le vie interessate siano già dotate (o in corso di dotazione) dei servizi di urbanizzazione (mentre ne sono ancora sprovviste le traverse).

Il punto della questione è un altro, e cioè il fatto che tre gruppi consiliari di maggioranza hanno messo in discussione l’approvazione di un punto non in Commissione, sede d’elezione di queste decisioni, ma in aula, venendo meno ad un patto di lealtà su cui si fonda l’esistenza stessa della maggioranza. E a fare il ritratto più crudo della vicenda, come spesso accade, c’è il capogruppo del Partito Democratico, Gaetano Blé, che chiede di mettere a verbale l’insostenibilità della situazione «a futura memoria anche di chi è assente oggi, e parlo del Sindaco». Al primo cittadino Blé scandisce che «non è possibile che uno si metta le mostrine della maggioranza, rivesta ruoli importanti all’interno della Giunta comunale, delle partecipate, di tutto quello che è Amministrazione Melucci» se poi in aula si interviene a modificare l’ordine del giorno quando appena ieri sera, in una riunione di maggioranza, «nulla è stato eccepito su questi due punti».

Per la cronaca, le due acquisizioni sono state ugualmente approvate (complice il numero legale di seconda convocazione, che richiede la presenza in aula di solo undici consiglieri, mentre in prima sarebbero stati diciassette), mentre è stata rinviata la designazione del Presidente della Commissione Attività Produttive, cosa che fa pensare che quanto accaduto oggi in aula possa non restare un episodio isolato, ma produrre effetti stabili su una maggioranza instabile. Chissà cosa ne dirà il grande assente, il sindaco Melucci…

 

Clicca qui per rivedere la seduta in streaming.

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)