Via Paisiello, l’ex zona altolocata di Taranto vecchia. Le prospettive

 

pubblicato il 02 Ottobre 2020, 12:38
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Lamentano in molti la situazione di degrado in via Paisiello, un tempo definita la zona “bene” della Città vecchia, cui dava lustro la presenza di palazzi nobiliari e in particolare del santuario della Madonna della Salute, quest’ultimo per fortuna recentemente riaperto. Attualmente, dato lo spopolamento, su questa strada regna il silenzio e sono rari i passanti, perlopiù anziani che riassaporano con la memoria i bei tempi andati e qualche comitiva di turisti, che la percorrono prima di raggiungere la “ringhiera.

Ma c’è chi non si arrende e, in attesa dell’intervento pubblico, vuole avviarvi a un processo di rivitalizzazione che, come tutti gli inizi, potrebbe incontrare ostacoli, rivenienti soprattutto da cattive abitudini dure a morire, come l’abbandono indiscriminato di rifiuti. I “resistenti” sono alcuni abitanti di via Paisiello e delle vicine piazzette San Francesco e Monteoliveto, che periodicamente la ripuliscono da erbacce e rifiuti facilmente asportabili. Qualche tempo, non riuscendo a contattare i proprietari, giunsero addirittura a interdire con dei pannelli di legno gli accessi di un edificio pericolosamente cadente, ritrovo di sbandati e malintenzionati. L’impresa si prospetta più ardua nel largo davanti a palazzo D’Ayala, che può ospitare alcuni posti auto ma che talvolta è impraticabile perchè utilizzato come discarica, anche di materiale di risulta e mobili vecchi, e perciò ricettacolo di insetti e grossi ratti. L’Amiu è già stata interpellata per una pulizia radicale, come il Comune per posizionarvi alcune piante e una telecamera per individuare sanzionare gli imbrattatori. Altre iniziative da parte di questi privati sono allo studio per un migliore aspetto della via, come, magari, quella attuata dalla famiglia residente nel vicino vico Carmine, adiacente piazzetta San Francesco, che ha messo a verde gli spazi attorno all’edicola votiva mariana, molto apprezzata e fotografata dai visitatori.

Intanto da parte dell’Amministrazione comunale, ci ha riferito l’assessore ai lavori pubblici Ubaldo Occhinegro, in piazzetta Monteoliveto entro un mese circa si avvierà la cantierizzazione dell’edificio dove nacque Giovanni Paisiello. I lavori, che avranno durata relativamente breve date le ridotte dimensioni dell’edificio, da anni murato, permetteranno la realizzazione del museo dedicato all’illustre compositore e che, ovviamente, riqualificherà degnamente quella zona. Invece, quando saranno espletate le fasi progettuali e la gara d’appalto, l’assessore Occhinegro annuncia per metà dell’anno prossimo l’inizio dei lavori a palazzo D’Ayala, rinomato per i prestigiosi interni. Il cantiere sarà aperto grazie ai fondi Cipe 10/2018 per complessivi sette milioni di euro, con il Comune quale ente appaltatore e l’Invimit quale stazione appaltatrice. L’intervento iniziò addirittura più di trent’anni addietro, con la giunta Guadagnolo, e fu addirittura oggetto di un servizio Rai, nella trasmissione Uno Mattina, sulla rinascita della Città vecchia. Poi, come tante altre cose, calò il silenzio e si susseguirono i furti. Da notare che affianco al portone del prestigioso edificio è affissa una targa marmorea recante l’indicazione del Museo Alfredo Majorano: una “finzione” voluta per non arrecare grande dolore al prestigioso studioso di storia e tradizioni tarantine sul destino della sua prestigiosa raccolta di reperti, attualmente ospitata a palazzo Pantaleo. Palazzo D’Ayala, riferisce l’assessore, è destinato, previa assegnazione, a diventare una struttura ricettiva d’alto livello.

Infine non si hanno ancora notizie circa l’inizio dei lavori all’ex convento domenicano affianco al santuario della Madonna della Salute, con affaccio su Mar Grande, concesso tre anni fa dal Demanio a una rinomata società di Policoro che da anni opera nel settore della ricettività, destinato a diventare “stile-hotel”, finalizzato in particolare alla valorizzazione del patrimonio locale enogastrononico.

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