“Gino cerca chef” e trova Valentina De Palma, che sbaraglia tutti!

 

La chef tarantina Valentina De Palma vince una delle puntate del cooking show firmato Gino D'Acampo: resoconto e segreti di un'esperienza televisiva memorabile
pubblicato il 02 Ottobre 2020, 20:51
7 mins

“Che ti abbiano chiamata ‘gattina’ non ti è proprio andata giù, vero?” Esplode in una delle sue risate aperte, a questa domanda, Valentina De Palma, la chef che abbiamo incontrato a ridosso della puntata, su NOVE, di cooking show, “Gino cerca chef” condotto dal notissimo chef e imprenditore campano Gino D’Acampo affiancato dal maître francese Fred Sirieix. Ieri la puntata che che l’ha vista vittoriosa e che è stata girata a febbraio, tra un casale delle campagne romane e Manchester.

E questa la sua risposta: “Visto che la gattina si è trasformata in una tigre, ce la facciamo passare questa definizione. Forse un po’ è anche la ricerca di inquadrare ogni concorrente, in una sorta di identità di ruolo e quindi, evidentemente, in quel momento, gattina lo ero. Mi hanno detto molte persone che sono più dolce di quello che si ricordavano. Forse è meglio, allora: essere più gattina che tigre…” E continua a ridacchiare.

Intanto la cifra della sua esibizione tra i fornelli era sempre il sorriso, quando non era particolarmente concentrata sulle sue preparazioni. La tensione, forse, insieme al desiderio di riuscire ad essere performanti, sfocia nella ansia, per cui non escono fuori tutte le proprie potenzialità. “Era sempre una gara, la tensione c’era, però, per certi versi, sono contenta, abbiamo girato tanto perché la puntata ovviamente era un montaggio di tante giornate di ripresa, tra cui una all’estero, ma è venuta fuori la Valentina che sono, con i miei gesti e le mie battute.”

Ed è venuta fuori anche la sua preparazione atletica, visto che i cuochi sono dovuti salire sul ring per un po’ di allenamento di boxe con Fred Sirieix. Ed anche in questa circostanza Valentina non si è tirata indietro, anzi al maître ha assestato un bel colpo!

Sveliamo qualche segreto? Perché il telespettatore, da casa, quando vede soprattutto i cooking show, ha il dubbio circa i tempi che danno per ogni piatto, quindi se siano davvero reali, anche perché poi, spezzando il cucinare con il commento fuori dal set dei fornelli, ci si chiede se sia stato veramente quella la tempistica della preparazione. “La tempistica è quella. Abbiamo cucinato il nostro cavallo di battaglia in venti minuti, così come abbiamo avuto altri venti minuti per organizzare il piatto che Gino ci ha chiesto di fare e nella finale abbiamo avuto un’ora di tempo ed abbiamo fatto tre piatti, ognuno in venti minuti. E’ chiaro che nel montaggio sembra tutto diverso ed i commenti sono girati, comunque dopo, anche molte ore dopo. Per esempio uno l’ho dovuto girare il giorno dopo, quindi mi hanno fatto rivestire e ri-truccare come ero il giorno prima perché non avevano fatto in tempo a girarlo.”

Ma la cattiveria o il sarcasmo, a volte, di questi grandi chef è costruito perché fa personaggio o sono proprio così? “Non sono costruiti. Fred è dolce, accogliente, Gino effettivamente è uno molto tosto, molto esigente e dall’alto della sua persona, in quanto è un grande ristoratore di successo e poi è anche una celebrity, in quanto, in Inghilterra, è famosissimo. Mentre eravamo nel suo locale a girare, la gente entrava e voleva farsi la foto con Gino, quindi è molto, ma molto, noto. Probabilmente per questo, essendo uno ‘arrivato’ è parecchio esigente. Non solo io ma anche altri hanno incassato da lui dei commenti non proprio leggeri.”

Ma riuscite ad assaggiare questi piatti che preparate? “Quando facevo la finale il risotto l’ho assaggiato perché bisognava vedere se la cottura era ideale, se era ben mantecato. Quelli della competizione no, perché non ho avuto proprio il tempo. Mi ero accorta che sul dolce avevamo toppato entrambi, perché lo zabaione non rendeva, era buono di sapore ma non era fatto bene.”

Invece il rapporto con gli altri concorrenti è di cordialità, si instaura l’amicizia o si accende la competizione all’ultimo sangue? “C’erano due schieramenti, io ero in quello della competizione con me stessa, l’ho detto anche durante la puntata, poi mi sentivo molto mamma, ero una delle più grandi d’età, quindi, sinceramente, ero molto accogliente con gli altri, mi sentivo la zia. In particolare con Roberto, che è venuto con me alla finale, all’inizio non ci sopportavamo, invece ho scoperto una persona bellissima, con una grande sensibilità, poi, infatti, è nata una bellissima amicizia e dopo sono stata due volte a trovarlo nel suo ristorante a Roma in questi mesi, ovviamente in incognito, nel senso che non abbiamo fatto pubblicità al dove e come avessimo fatto amicizia. Però mi sono accorta che c’era molta competizione tra gli altri, si aspettava l’errore, si faceva la battuta antipatia, si giudicava i piatti, questi concorrenti sono quelli che sono rimasti molto male nell’essere esclusi.”

Andare a Manchester a lavorare un anno nel ristorante di Gino D’Acampo, in questo momento, non è proprio il caso, il Covid non aiuta, questa esperienza, quando si farà, prima o poi, aprirà sicuramente delle porte ad un metodo di lavoro, ad una situazione sociale e personale e, ovviamente, culinaria diversa, quale potrebbe essere il tuo approccio? “Manchester in questo periodo di Covid è improponibile. Gino ci ha mandato una email in cui ci ha avvisato che era tutto sospeso temporaneamente, per noi vincitori. Per me non è una decisione semplice da prendere, perché con i miei tre figli non è facile trasferirmi, però ci sarebbe tanto da imparare, sarebbe, comunque un’esperienza da fare, proprio per quella imprenditorialità nella ristorazione che probabilmente a me manca, avendo lavorato sempre per altri o essendomi occupata principalmente di altri tipi di ristorazione, quindi se un giorno andrò sarò un’attenta osservatrice, a cercare di rubare il mestiere, non tanto per quanto riguarda l’esecuzione dei piatti, quanto per la gestione di una catena di ristoranti, perché Gino D’Acampo è proprietario di oltre quaranta ristoranti in tutta l’Inghilterra. Sicuramente il mio approccio sarebbe quello di andare ad imparare cose nuove.”

“Dedico questa vittoria ai miei figli, perché si può cambiare il corso delle cose, e vincere, quando gli altri ti vogliono schiacciare!”Per tutte le donne, per quelle che già combattono e per quelle che stanno combattendo, o che hanno paura di cambiare vita.Per tutte le donne: siamo forti.Le lacrime, gli abbracci, la tensione prima della vittoria e della firma del contratto: tutto si racchiude in pochi istanti, che mi hanno cambiato la vita.Grazie a “Gino Cerca Chef” ho capito che dobbiamo lottare, dobbiamo rialzarci quando cadiamo, perché tutti cadiamo prima o poi.Ma la vera forza è rialzarsi, cambiare passo e ricominciare a correre.#womanpower #valentinadepalma

Pubblicato da Valentina De Palma su Venerdì 2 ottobre 2020

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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