Ex Ilva, nuova proroga per i nastri trasportatori

 

Il ministero dell'Ambiente concede una deroga tra gennaio ed aprile 2021: l'azienda aveva chiesto tempo sino a luglio 2021
pubblicato il 01 Ottobre 2020, 10:42
8 mins

Alla fine la proroga è arrivata, com’era scontato che fosse. Nonostante un piccolo ‘giallo‘ finale visto che tardava ad arrivare e dopo che le varie riunioni della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS VIA si erano rilevate tutt’altro che cordiali tra i vari enti presenti. Visto che tra l’altro la stessa prescrizione era stata già oggetto di proroga lo scorso maggio, della durata di quattro mesi con scadenza 30 settembre (come riportato nell’articolo linkato qui).

Con un decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa datato 29 settembre 2020, in merito alla prescrizione n. 6 del Piano Ambientale che riguarda la chiusura dei nastri trasportatori, ferma restando la scadenza del 23 agosto 2023 per l’esecuzione di tutti gli interventi, quelli inerenti alla chiusura dei nastri trasportatori per lo stabilimento siderurgico, devono essere conclusi entro e non oltre il termine del 30 aprile 2021, approvato dalla Conferenza di Servizi che ha avuto luogo in data 25 settembre 2020, con una differenza di tre mesi rispetto all’ultima richiesta di Ilva in AS che per conto di ArcelorMittal Italia, inviava il 14 maggio una nota nella quale allegava il nuovo cronoprogramma relativo all’attuazione della prescrizione n. 6 (Chiusura dei nastri trasportatori e delle cadute) con termine ultimo per la copertura di tutti i nastri al 31/7/2021, comunicato da ArcelorMittal, dopo una prima proroga chiesta al 31/12/2020 

Il decreto contiene anche diverse prescrizioni per il gestore, ovvero ArcelorMittal Italia:

a)  fermo restando il rispetto del termine ultimo del 30 aprile 2021 per la conclusione degli interventi di cui alla prescrizione n. 6 (Chiusura nastri trasportatori), il Gestore deve procedere a dare celere e sostanziale avvio alle attività di chiusura dei nastri e torri in quota, fino al loro totale completamento (100%) da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 gennaio 2021;

b) entro 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, deve trasmettere, tramite i Commissari straordinari, all’Autorità Competente e all’Autorità di controllo il nuovo cronoprogramma degli interventi nel rispetto del termine fissato al 30 aprile 2021 per la completa attuazione della prescrizione n. 6 “Chiusura nastri trasportatori” del DPCM del 29 settembre 2017 e del termine fissato al 31 gennaio 2021 per la chiusura di tutti i nastri e torri in quota;

c)  il Gestore deve trasmettere all’Autorità di controllo, con frequenza settimanale e per il tramite dei Commissari straordinari, l’aggiornamento dello stato dei cantieri e dello stato di avanzamento del cronoprogramma degli interventi previsti, con lo stesso livello di dettaglio presentato nel cronoprogramma trasmesso da ultimo con la nota del 18/09/2020;

d)  il Gestore deve estendere le misure addizionali di mitigazione della diffusione di polveri già previste dal provvedimento autorizzativo in occasione dei wind days, riducendo la soglia di velocità del vento (m/s) in corrispondenza della quale vengono attuate ed estendendole anche ai giorni di allerta meteo;

e)  il Gestore deve effettuare la misura addizionale di mitigazione dello svuotamento dei nastri non ancora coperti anche nelle condizioni di cui al punto precedente.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio&submit=Go)

Inoltre, nel decreto viene previsto che anche nelle condizioni normali di esercizio e nel rispetto delle nuove tempistiche prescritte, il Gestore dovrà rispettare le seguenti ulteriori misure tecnico gestionali atte a prevenire e mitigare la dispersione di polveririduzione della quantità specifica di materiale depositata per superficie di nastro; riduzione della velocità del nastro; riduzione delle altezze di salto del materiale dal nastro; intensificazione delle operazioni di bagnatura del materiale trasportato tra cui anche dei sistemi di umidificazione delle tramogge; considerazione di modalità alternative di trasporto.

Entro il 31 dicembre 2020, il Gestore deve elaborare una relazione di dettaglio contenente, in particolare, lo stato di avanzamento degli interventi di chiusura delle torri e dei nastri trasportatori in quota e in esercizio, da trasmettere all’Autorità competente per il tramite dei Commissari straordinari, atta a garantire il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dal provvedimento, e riportare nella Relazione Trimestrale lo stato di avanzamento degli interventi, con lo stesso livello di dettaglio presentato nel cronoprogramma trasmesso da ultimo del 18/09/2020.

Il rispetto delle prescrizioni sopra riportate e lo stato di avanzamento degli interventi saranno monitorati da parte dell’Autorità di controllo nell’ambito delle verifiche trimestrali previste dalla stessa prescrizione n. 17 dell’AIA di cui al decreto n. DVA/DEC/2012/547 del 26 ottobre 2012, nonché dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale ex art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017.

(chi vuole leggersi quando accaduto nei mesi scorsi può rileggere questo articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/31/ex-ilva-deroga-provvisoria-su-copertura-nastri/)

Piccola chiosa finale

A prescindere dalle valutazioni tecniche della vicenda, che per non tediare il lettore evitiamo di riportare integralmente ma che potete leggere nel decreto allegato per intero in fondo all’articolo), è sempre interessante conoscere il comportamento delle nostre istituzioni in queste circostanze.

Ed ancora una volta nel decreto apprendiamo che “la Provincia di Taranto, il Comune di Taranto e il Comune di Statte, ancorché regolarmente convocati, non hanno partecipato, senza alcuna comunicata motivazione, alla riunione della Conferenza di Servizi del 25 settembre 2020“.

Altresì, come risaputo, il Comune di Taranto, con una nota del 25 settembre 2020, acquisita, in sede di riunione della Conferenza di Servizi del 25 settembre 2020, al protocollo del Ministero dell’Ambiente e allegata al verbale della riunione stessa, ha trasmesso il proprio parere che, nel ribadire la “assoluta contrarietà ad ogni forma di differimento dei lavori anche in considerazione dell’incertezza circa la sussistenza di un soggetto Gestore in virtù dell’approssimarsi del mese di novembre”, evidenziando che i pareri trasmessi dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS “confermano da un punto di vista tecnico e scientifico le criticità a carattere ambientale e sanitario che il differimento richiesto determinerebbe sulla popolazione della Citta di Taranto”, e ritenendo che “le tempistiche indicate in modo particolare nel parere CTVA/2851 del 18/09/2020 debbano essere ulteriormente compresse, pur condividendone le “supplementari misure cautelativeivi indicate”.

Nota nella quale però la Commissione non ha riscontrato alcun parere tecnico rilevante, e soprattutto che nella nota del 25 settembre 2020 del Comune di Taranto “il parere contrario al differimento dei termini è connesso anche all’incertezza circa la sussistenza di un soggetto Gestore e che tale circostanza”, per il Ministero dell’Ambiente e la Commissione tecnica VIA-VASnon compromette l’esecuzione degli interventi garantita dal controllo pubblico sullo stabilimento e che il Comune stesso ha aderito alle misure cautelative di cui al citato parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS”.

Ad maiora.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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