Emiliano: “A Taranto puntiamo su cultura e formazione”

 

Il pensiero del presidente della Regione Puglia, in videoconferenza al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 in programma oggi e domani a Taranto
pubblicato il 30 Settembre 2020, 18:53
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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha partecipato questa mattina in videoconferenza al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 in programma oggi e domani a Taranto.

Questa la sintesi del suo intervento:

“Non dobbiamo mai abdicare all’idea di potere realizzare l’impossibile. E molte volte l’impossibile si realizza, se lo si persegue con intelligenza, avendo un piano organizzato capace di evolvere, come accade nella realtà attorno a noi, insieme alle tecnologie e alle visioni economiche e culturali. Si può pensare in una città industriale – Taranto non è la prima e non sarà l’ultima – di puntare moltissimo su formazione, cultura e felicità. Non è detto che in una città industriale bisogna per forza avere una prospettiva nera come il carbone, non è detto che bisogna essere concentrati solo sui problemi invece di sparigliare verso le opportunità. Alle volte sono le opportunità che sciolgono le minacce.

Io penso che Taranto possa essere la città della speranza, non solo dell’utopia, attraverso anche una visione strategica che stiamo mettendo a punto. Taranto non ha nulla da invidiare a nessun’altra grande città della Puglia. I tarantini sono stanchi di annunci che non si realizzano. Allora, l’idea di avere una nuova facoltà di Medicina e, chissà, una facoltà universitaria tarantina vera e propria potrebbe trasformarla in una città della formazione, sia tecnologica che umanistica. Certo, bisogna lavorare molto sulla situazione attuale, perché non si può far sognare una persona che non sta bene, che non ha i servizi essenziali. Ed è per questo che abbiamo immaginato il sistema di mobilità veloce urbana che si sta provando a realizzare insieme a un’idea del porto libero dal carbone, che possa diventare il grande retroporto del sud-est dell’Italia e dell’Unione Europea.

Queste cose noi le stiamo realizzando in un’armonia istituzionale che non può però prescindere da una decisione secca sul problema dei problemi, l’ex Ilva.

Taranto ha una vocazione completamente diversa che noi proveremo a recuperare anche attraverso l’innovazione tecnologica e culturale. Non ci si può dimenticare che grandi filosofi e matematici hanno lavorato a Taranto e che Taranto si contendeva con Alessandria d’Egitto la leadership della formazione dei giovani del Mediterraneo. Io penso che noi piano piano, con molta modestia, possiamo ritornare su questa strada, ricostruire anche la bellezza straordinaria della città che è intatta in gran parte, va solo manutenuta e rimessa in evidenza, va fatta conoscere da tante personalità del mondo della cultura che secondo me potrebbero trovare qui tutto il necessario per poter restituire alla città il ruolo di capitale intellettuale della Puglia. Taranto ha questa vocazione naturalmente.

Abbiamo bisogno di un grande piano per il recupero della bellezza. Serve una pubblica amministrazione – comunale, regionale, e Governo centrale – che abbia lo spirito del sarto innovatore, non di chi demolisce senza sapere cosa vuole ricostruire.

Questa ricucitura della città, secondo me, la renderà anche bellissima da abitare e Taranto, grazie al Sindaco, ha già fatto un salto enorme dal punto di vista della qualità della vita. Taranto è stata una delle questioni sulle quali l’amministrazione regionale si è maggiormente impegnata e sulla quale ha trovato maggiori ostacoli.

Noi abbiamo enormi capacità di supporto, ma non possiamo pensare al posto dei tarantini, perché solo i tarantini riescono a comprendere fino in fondo lo specifico che li riguarda, e noi a loro guardiamo con attenzione, anche perché nel momento in cui recupereremo totalmente uno dei nostri migliori ‘giocatori’ che abbiamo, tutta al squadra ne avrà un beneficio enorme.

Questo è l’augurio che faccio a tutti i tarantini e a tutti i pugliesi”.

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