Appalto ArcelorMittal, stato di agitazione per lavoratori Pellegrini

 

Proclamato dalle RSU unitarie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e Usb a partire dal prossimo 1 ottobre
pubblicato il 29 Settembre 2020, 19:03
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Le RSU unitarie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e Usb di concerto con le segreterie, operanti nello stabilimento di ArcelorMittal di Taranto, facendo seguito “al mancato rispetto del verbale d’accordo del settembre 2019 in materia di cambio appalto, nonché alle numerose sollecitazioni in materia di livelli di inquadramento, parametri orari e sicurezza sul lavoro” hanno deciso di proclamare l’apertura dello stato di agitazione di tutti i dipendenti della Pellegrini Spa, operanti nel comparto pulizie civili del siderurgico a partire dal 1 ottobre, con il blocco delle prestazioni straordinarie.

Le RSU “evidenziavano l’8 settembre u.s. e continuano a rilevare la necessità, ancora una volta, di condividere relazioni sindacali tese a definire un percorso di stabilizzazione che metta fine al precariato di centinaia di lavoratori impiegati nell’appalto e garantisca livelli di sicurezza adeguati, attraverso un confronto costante” si legge nella nota congiunta delle sigle sindacali.

“La Direzione del personale, al contrario, prosegue con decisioni unilaterali che mortificano la platea dei lavoratori impiegati nell’appalto e non forniscono risposte. Le scriventi sono stanche delle mancate rispostee/o delle risposte evasive anche su questioni delicate come la sicurezza sul lavoro, le condizioni di lavoro, gli corretti inquadramenti, gli orari di lavoro e, perfino sul diritto a percepire gli assegni familiari nei termini di legge, vanificando ogni tentativo di dialogo sereno e costruttivo delle scriventi OO.SS. e delle R.s.u. democraticamente elette dai lavoratori” proseguono i sindacati.

Per questo, “vista la carenza di relazioni sindacali e la impossibilità di ricevere risposte adeguate sulle problematiche già note, ribadiscono l’apertura dello stato di agitazione dal 01 ottobre 2020. Tanto si doveva ai termini contrattuali e di legge” concludono.

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