Giovanni Paisiello Festival: ‘Miti, amanti, re’

 

pubblicato il 28 Settembre 2020, 11:37
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I personaggi della mitologia greca nelle opere di Paisiello, Mozart e Gluck sono al centro del concerto «Miti, amanti, re» in programma martedì 29 settembre (ore 21) al Teatro Comunale Fusco. L’appuntamento, che segue il convegno a tema «I miti nell’Opera» al Museo MArTa, segna l’ingresso nel vivo del Giovanni Paisiello Festival organizzato dagli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» con la direzione artistica di Lorenzo Mattei. Il soprano Carolina Lippo e il controtenore Aurelio Schiavoni propongono musiche dei tre più grandi autori del secondo Settecento coreografate tra antico e moderno da Domenico Iannone per i ballerini della compagnia Altradanza, Mimmo Linsalata, Mino Viesti, Silvia Di Pierro e Sara Mitola. Suona un antico pianoforte dei fratelli Federico di Napoli, il salentino Francesco Libetta, concertista di fama internazionale che due settimane fa è stato acclamato con l’Orchestra dell’Accademia Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano.

La serata si apre con il Larghetto dalla Sonata per cembalo in Fa maggiore di Paisiello, del quale il programma prevede l’aria di Poro dall’«Alessandro nelle Indie», quella di Aricia da «Fedra» e il duetto di Berenice e Demetrio da «Antigono». Di Gluck si ascolteranno, invece, l’aria di Siface dalla «Sofonisba», l’aria di Euridice e il duetto di Orfeo ed Euridice dall’opera omonima. Infine, Mozart viene celebrato con l’aria di Ilia dall’«Idomeneo Re di Creta», l’aria di Farnace dal «Mitridate re di Ponto» e con le Variazioni sull’aria «Salve tu Domine» tratta da «I filosofi immaginari» di Paisiello.

Si tratta di melodrammi che attingono per la maggior parte dall’opera di Metastasio, il quale fissa una nuova classicità declinando le storie dell’antichità. «E in Metastasio, dove non c’è spazio per il Mito come soggetto ispiratore, la Storia – spiega Lorenzo Mattei – diventa essa stessa metafora e idealizzazione di un presente che può essere letto alla luce degli exempla virtutis». Tuttavia, Paisiello – sulla cui figura il festival continua quel processo di valorizzazione che in diciotto anni ha portato alla ripresa di opere, oratori e musiche strumentali e cameristiche – ha avuto occasione di cimentarsi anche con testi legati alla mitologia classica, da «Annibale in Torino» a «Fedra», per arrivare a «I giuochi d’Agrigento», uno dei suoi ultimi capolavori scelto per inaugurare la Fenice di Venezia nel 1792 in un’epoca post rivoluzionaria nella quale il mito classico fu rimpiazzato da nuove forme di mitizzazione.

«Infatti, il melodramma – spiega ancora Mattei – talvolta ha edulcorato il Mito, altre volte lo ha attualizzato ponendolo in dialogo con il presente politico. E in più occasioni la lontananza della classicità greca era diventata funzionale a una poetica che faceva leva sul potere delle lacrime. In quanti drammi seri per musica vediamo piangere Teseo o Ercole? L’eroe deve, infatti, diventare l’equivalente del moderno galant homme e mostrare adeguata sensibilità, ma soprattutto deve farsi allegoria del potere costituito. Ecco allora che il Mito riacquista la sua forza per esprimere l’ideologia del potere costituito e anche per farsi veicolo dell’educazione sentimentale di un’intera classe dirigente».

Info biglietti (15 euro platea, 10 euro galleria) e abbonamenti (40 euro platea, 30 euro galleria) Amici della Musica (099.730.39.72).

Il Giovanni Paisiello Festival è sostenuto da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, dal Fondo speciale Custodiamo la Cultura della stessa Regione Puglia e del Teatro pubblico pugliese, dal Comune di Taranto.

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