Il miracolo dei Santi Medici

 

Massiccio afflusso al santuario e alla “viscere” di Taranto vecchia
pubblicato il 27 Settembre 2020, 20:18
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I colorati intrecci dei fuochi pirotecnici su Mar Piccolo di sabato notte hanno concluso, con la partecipazione di una gran folla, l’edizione 2020 della festa dei Santi Cosma e Damiano, che andrà ricordata sia per la riapertura del vecchio santuario di Santa Maria di Costantinopoli in via Di Mezzo, chiuso da decenni, sia per la conseguente rivitalizzazione della zona circostante, compresa tra vico Zippro, largo Fuggetti e vico Santi Medici. Il pellegrinaggio al luogo di culto così caro alla memoria dei tarantini è stato incessante e se venerdì notte non ci fosse stata la pioggia, l’apertura sarebbe durata fino all’indomani, per una improvvisata veglia di preghiera vivamente chiesta de fedeli. Ma si è pregato ugualmente nella giornata appresso, sabato, soprattutto durante le sante messe celebrate pressocchè ininterrottamente sul campetto oratoriale di San Giuseppe, in via Garibaldi, dove le statue sono state esposte e in nottata portate sul sagrato per lo spettacolo di fuochi artificiali.

Com’è noto, non si è svolta la grande processione del 26 per le norme anti Covid-19, che però non hanno impedito l’afflusso in Città vecchia dei fedeli, con il tradizionale omaggio dei ceri davanti alle immagini. Non è mancata la partecipazione della banda musicale nella mattinata, che ha accompagnato anche i canti nella santa messa delle ore 10.30, né il quasi tradizionale quanto temuto acquazzone, che nella celebrazione delle ore 11.30 ha messo in fuga i celebranti e l’assemblea.
I tarantini hanno molto apprezzato la valorizzazione del tratto interno di via Di Mezzo, le cosiddette “viscere” della Città vecchia, pur densamente abitato ma caratterizzato da un persistente degrado. Meritevole è stato perciò il consistente sforzo della Chiesa tarantina, attraverso il parroco della cattedrale don Emanuele Ferro e un nutrito gruppo di volontari che hanno sensibilizzato i residenti a collaborare con l’Amiu e il Comune per la pulizia della zona: è stato emozionante vederli lustrare le chianche come fosse stata la pavimentazione della propria casa. Alla fine tutti loro sembravano quasi increduli del risultato dei loro sforzi, nella ottenuta consapevolezza di abitare in una delle zone più belle della città. I più piccoli sono stati il simbolo di questa rinascita e proprio a loro è toccato l‘onore, venerdì sera, di consegnare le chiavi all’arcivescovo per la riapertura del santuario. E poi, a cerimonia conclusa, tutti a sciamare per i vicoli, spesso improvvisandosi guide per i visitatori che s’inoltravano fra arcate floreali, poste all’accesso di vico Zippro e vico Santi Medici, e le luminarie, che per la prima volta hanno allietato soprattutto largo Fuggetti, il piazzale antistante la chiesa, che ben si presta a ospitare futuri eventi musicali e teatrali (Covid-19 permettendo, ma i Santi Medici ci metteranno la mano). A essere fieri di questa rinascita sono stati anche gli organizzatori delle visite de “Insolita Isola” che, in una sorta di scommessa, avevano inserito questi luoghi nell’ambito dei tour notturni, e i volontari delle pulizie settimanali in Città vecchia, del “Progetto #isolapulita”, che con successo più volte hanno coinvolto soprattutto i piccoli nei loro interventi, sollecitando poi l’Amiu a eliminare gli ammassi di rifiuti sparsi un po’ ovunque. “Vigileremo noi contro gli sporcaccioni!” – hanno promesso i residenti, che non si sono fatti scrupolo di intimorire i persistenti soliti insozzatori e di ripristinare il lindore a viuzze e larghi. Dal canto suo il Comune si è impegnato per la tutela del sito, iniziando con l’installazione di telecamere mentre don Emanuele Ferro e il commissario arcivescovile della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli, il cav. Antonio Gigante s’incaricheranno di stabilire gli orari di apertura della chiesa, che diventerà così un vero presidio di legalità, e di avviare in tempi brevi le altre opere di restauro agli esterni. Non dovrebbe mancare anche l’installazione di panchine.
Intanto fervono i preparativi per l’appendice dei festeggiamenti, domenica 11 ottobre alle ore 17.30, sul sagrato del santuario di Santa Maria di Costantinopoli con la santa messa e il canto del Te Deum; per tutta la celebrazione ci sarà l’esposizione dei venerati simulacri che al termine torneranno definitivamente nella loro “casa”.

Foto Pasquale Reo

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